20/01/18

Sposami! [Parte 1]

Come molti avranno già capito, sono in quella fascia d'età in cui almeno la metà dei miei compagni di scuola è già sposata e con prole (vi dirò; ho anche qualche compagna già divorziata). Ergo, ovunque io vada e con chiunque io parli, l'argomento principale è sempre e solo uno: IL MATRIMONIO.
Degli altri, è ovvio.
Così, tra corsi prematrimoniali che fan venir voglia di scappare a Las Vegas per sposarsi dinnanzi al sosia di Elvis e caccia al risparmio per il grande giorno, tutto il dietro le quinte di questo evento fa ormai parte del mio quotidiano. Anche se non mi sto per sposare.
Anche se tutti continuano imperterriti a chiedermi quando diamine mi decida a farlo, dopo 9 anni di fidanzamento, senza sapere che ogniqualvolta in cui esce il discorso "nozze" con il mio uomo, succedono sempre tre cose:
-esce il suo lato da architetto e incomincia a descrivere per filo e per segno come costruirà/modificherà/arrederà la nostra ipotetica casa infischiandosene dei miei gusti o delle mie idee
-esce il discorso "non abbiamo nemmeno un euro per un caffè" e ci demoralizziamo di fronte al fatto che trovare un lavoro che ci permetta di sposarci pare un miraggio
-conclude il tutto con un "abbè, c'è tempo, ci dobbiam pensare ora?"

Indi per cui poscia, non avrei mai e dico MAI immaginato ciò che ha fatto. Perchè sì, anche dopo 9 anni insieme sa ancora sorprendermi. Di fatti ieri il mio uomo è spuntato a casa mia con una sorpresa inaspettata. Più precisamente...
questi alla vostra sinistra.
Io:<<Amo', c'è qualcosa che vuoi dirmi ma non hai il coraggio di fare in ginocchio in un ristorante di lusso mentre un gitano suona il violino e un cameriere sparge petali di rosa tra i presenti?>>
Lui:<<Vuoi smetterla di guardare film romantici e cartoni animati della Disney?! Sono solo degli ingressi omaggio per il salone degli sposi.>>
I:<<Appunto! Come mai proprio ora? Non ci stiamo per sposare...o forse sì?>>
L:<<No, ovvio che no.>>
I:<<Eh...>>
L:<<Però me li han dati a lavoro e ho pensato che potremmo comunque andarci. Alla fin fine prima o poi lo faremo, tanto vale sfruttare l'occasione.>>
Ok, per me equivale quasi ad una proposta vera e propria!

E così, armati di curiosità e bottigliette d'acqua, ci siam diretti alle Ciminiere di Catania per vedere il nostro primo salone degli sposi.
Un'esperienza che rimarrà sì impressa nella mia mente ma non per i possibili motivi da voi ipotizzati. Diamo quindi il via alla narrazione del mio "viaggio al centro della follia prematrimoniale".

Partiamo dal parcheggio esterno: 3/4 è occupato dalle auto di lusso che vengono affittate per l'occasione. Limousine, auto d'epoca, auto super sportive...e futuri sposi già al loro primo grande litigio per quale auto prenotare per Marzo 2020.
L:<<Che esagerati, son già completamente andati di cervello a più di due anni di distanza...>>
Ah, stolto! Che ne sai tu della febbre del matrimonio?
Quel terrore di dimenticare qualcosa di importante, l'ansia di trovare il locale del cuore già occupato, la band impegnata e il numero di invitati pronto a lievitare perchè la metà delle invitate ha sgravato....che ne sai tu? Che ne sai tu di un campo di grano dove il fotografo ci immortala da lontano?
Non ne sai niente, quindi zitto e cammina.
Entrati all'interno dell'edificio, con ancora i cappotti indosso, siam stati bloccati dalle ragazze della reception.
<<Buona sera futuri sposi! Avete compilato i biglietti?>>
<<Perchè?>>
<<E' la prassi. Mettete nome, cognome, indirizzo e DATA DEL MATRIMONIO.>>
In quel preciso istante io e il mio uomo abbiam scoperto di riuscire a comunicare telepaticamente e non solo attraverso il nostro stomaco quando abbiam fame. Così, senza nemmeno pensarci due volte, abbiam messo la stessa data fittizia: il 2019.
<<Perfetto, buon giro!>>

Finalmente eravamo nella tana del Bianconiglio. Ovunque noi volgessimo lo sguardo, stand su stand ci avvolgevano con le loro luci e ciò che esponevano. Ma più che gli stand, ad "avvolgerci" son stati i rappresentanti degli stessi.
Infatti ad ogni più piccolo passo, venivam bloccati da chiunque.
Ora, da donna di scienza qual sono, ho analizzato tutto quello che potevo analizzare digievolvendomi in sociologa-psicologa-esperta comportamentale.
Cosa ho scoperto? Beh, partiamo per ordine:

Stand dedicati ai vestiti da sposa/trucco: le rappresentanti del settore, ovviamente, braccano solo le future spose. Con i loro tailleur impeccabili e il trucco perfetto, sfoggiando un grossissimo sorriso si piazzano davanti ad ogni ragazza. Compresa me, è ovvio.
<<Salve futura sposina! A quando il lieto evento? Hai già scelto il vestito/la bomboniera/il trucco?>>
Qualsiasi risposta ricevino, sia un sì, un no o un "faremo un matrimonio nudista", loro non l'ascoltano poichè addestrate a far partire il solito discorso.
<<Ciò che rappresento propone questo, questo e quest'altro per ogni esigenza e desiderio della sposa che sogna di diventare una stupenda principessa durante il giorno più importante della sua vita.>>
Io:<<Cioè la laurea?>>
Rappresentante:<<Eh?>>
I:<<Ha ragione, ormai la laurea la prendon tutti...allora durante la firma del contratto di lavoro a tempo indeterminato?>>
R:<<Beh no, questo è un salone della sposa...parlo del matrimonio...>>
I:<<Capisco...beh, il nostro è ancora lontano.>>
R:<<Va bene, se vuole i nostri contatti le lascio questa brochure. Può darmi la sua email e/o numero di telefono per eventuali aggiornamenti?>>
Piccola parentesi: lì dentro c'è così tanto da vedere e ti rintronano con così tante parole, prezzi e promesse che non hai minimamente il tempo di azionare il cervello se non per annuire e allungare la mano per prendere il volantino. Tant'è che, pur essendomi ripromessa di NON dare il mio numero di telefono, l'ho dato davvero ad almeno 5 persone tra ristoranti, negozi di abiti da sposa e agenzia di viaggi.

Stand abiti da uomo/arredamento/cocktail bar:

questi braccano di più gli uomini, soprattutto quando capiscono che lui è un fashion victim (per i vestiti) o un addetto del settore immobiliare (arredi&co). Così, tra vestiti stile Willy Wonka con annesso bastone da passeggio e cucine stupende dal prezzo impossibile da pronunciare senza svenire, è stato bloccato il mio uomo.
Il quale, a differenza mia, è troppo gentile ed educato.
Tant'è che abbiam passato 15 minuti a parlare di legno massello e ripiani in cemento con il rappresentante di una nota marca di cucine. Senza avere intenzione di comprarla, ovviamente.
Purtuttavia, negli stand dedicati all'angolo bar durante il ricevimento, quella a soffermarsi oltre il dovuto son stata io. Ma solo perchè preparavano cocktail di prova.
<<Buono questo mojito...ma per caso fate anche il servizio sigari?!>>
Fidanzato:<<Amore!>>
<<E che sarà mai dai....un bel sigaro con un poco di whisky...a proposito, tu non prendi niente? Offro io!>>
F:<<Amo', ti prego, ANDIAMO.>>
Per la cronaca: l'idea dell'angolo bar non mi dispiace. Anzi, tra i vari stand c'era anche quello del Chioschetto , che offre un servizio di rinfresco DURANTE la celebrazione del matrimonio. E io LO VOGLIO.

Stand catering/locali/animazione&musica: questi son i più furbi. Infatti non fanno distinzione di genere ma bloccano chi tra i due sposi può risultare il più idoneo all'ascolto delle loro proposte. Ovvero bloccano chi ha il girovita maggiore (catering/ristorante) o chi ha la faccia da ebete difronte ai palloncini o alla batteria (animazione&musica). Chi han fermato di più tra me e il mio uomo? ME. Solo me.
E così, tra castelli medievali il cui costo d'affitto sfiora il PIL italiano e cuochi pronti a dimostrazioni (video) delle loro capacità flabè, son stata riempita di menù, depliant, foto e fame.
Perchè oh, a parlar di cibo viene sempre fame. 
<<Ma queste bellissime torte...sì, insomma, ci son anche gli assaggi?>>
<<No signora, mi dispiace, queste son solo torte espositive in polistirolo..>>
<<Eh ma una così come fa a scegliere?!>>

Non ho avuto risposta, purtroppo, perchè nel frattempo il mio uomo s'è dileguato fuggendo nello stand di una band per matrimoni.

E dopo di ciò...continua nel prossimo post!

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