Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

16/05/17

Non sono cattiva....

...è che mi ci fate diventare. Esatto, nemmeno mi ci disegnano (cit. Jessica Rabbit). Mi ci rendete voi. Voi chi? Tutti coloro i quali pretendono da me la così detta "fettina di culo".


ATTENZIONE: il seguente post contiene lamentele, rabbia e un'ingente dose di acido cloridrico. Si sconsiglia la lettura ad un pubblico suscettibile e/o con il carbone bagnato.



Se c'è una cosa che ho sempre fatto, dal primo giorno di vita che io ricordi ad oggi, è stata il prodigarmi per i miei amici.
Translate, son sempre stata una persona pronta a dare una mano in qualsiasi occasione (se possibile, ovviamente).
Che ne so, alle elementari la mia compagna di banco non riusciva a scrivere seguendo il ritmo del dettato che stava facendo la maestra? Bene, allora io la lasciavo copiare giacchè più veloce di lei.
Il mio compagno di banco aveva dimenticato la merenda? Non doveva preoccuparsi, perchè mia madre mi dava talmente tante merendine da poterle rivendere sottobanco.
Insomma, ho sempre aiutato chi, in quel preciso momento, avesse bisogno di una mano.
Purtuttavia, se alle elementari eravamo ancora tutti gai e innocenti tant'è che la mia gentilezza veniva ripagata con delle figurine che mi mancavano o delle caramelle che mi piacevano tanto, dal periodo delle medie in poi (e quindi dal momento in cui gli ormoni l'han fatta da padrona, mostrando il vero carattere di ognuno di noi) le cose son cambiate.
Ma a senso unico.

Per esempio ricordo ancora quando, in terza media, un mio compagno si presentò in aula sprovvisto del libro di letteratura italiana. La professoressa, donna integerrima e dal viso severo, mi chiese dunque di prestargli questo libro e di seguire la lezione leggendo insieme alla mia compagna di banco.
Senza sè e senza ma, accettai la cosa e gli diedi il mio libro.
Come finì? Il libro tornò sì in mio possesso, ma con almeno 5 pagine (quelle lette durante l'ora) COMPLETAMENTE evidenziate di giallo. No, non aveva semplicemente sottolineato i punti più salienti per accelerarmi lo studio nel pomeriggio.
L'aveva proprio colorato. Per noia.


Da quel giorno, perciò, decisi di non prestare più nulla e molti compagni delle scuole medie incominciarono ad odiarmi dandomi della "stronza".

Giunta perciò al liceo, e ritrovandomi con nuovi compagni di scuola, mi convinsi a tornare indietro sui miei passi e ricominciare ad essere una buona compagna.

Facevo copiare le mie traduzioni, passavo qualche risposta durante i compiti e aiutavo le compagne a rimorchiare i ragazzi che trovavano carini.
Peccato solo che, dopo nemmeno un anno sereno e tranquillo, arrivarono le prime batoste.
Per esempio, in un pomeriggio di studio a casa della mia compagna di banco, dopo ore di pianti e lamentele da parte sua perchè ancora parecchio indietro con la lettura e l'analisi dei Promessi Sposi, decisi di lasciarle il mio quaderno su tale argomento, facendole promettere che il giorno dopo me l'avrebbe tornato immediatamente poichè il professore metteva 2 a chiunque ne fosse sprovvisto.
<<OVVIOOOO che te lo torno! Grazie, sei la mia salvatrice!>>
Come finì?
Non solo non si presentò a scuola (e quindi non mi tornò il quaderno), ma (s)fortuna volle che il professore decise di interrogare proprio me quel maledetto giorno. E così, anche se riuscì a rispondere alle sue domande sul capitolo 10 dei Promessi Sposi, nel momento stesso in cui mi chiese il quaderno accadde l'irreparabile.
Professore:<<Bene, hai studiato. Dammi il quaderno così controllo quel che hai fatto.>>
Io:<<Emh...l'ho dimenticato a casa...>>
Professore:<<COSA?! Lo sai che ti metto due, vero?!>>
Io:<<Professore non l'ho fatto di proposito, l'ha detto lei che ho studiato!>>
Professore:<<Non mentire e dimmi la verità!>>
Io:<<E' vero professore, ho studiato! Ieri pomeriggio ho studiato tutto il giorno con Filippa!>>
Professore:<<Filippa oggi non c'è. E tu stai dicendo una bugia.>>
Alla fine, esasperata, ammisi sì di averlo dimenticato a casa ma non a casa mia; a casa di Filippa. Di fronte a ciò il professore decise dunque di mettere un bel due sia a me (per la bugia) che a Filippa (perchè aveva il mio quaderno).
Ovviamente, in tutto ciò, la stronza risultai io, tant'è che sia Filippa che altre compagne di classe quasi non mi rivolsero più la parola fino alla fine dell'anno. Di contro però, quelle poche compagne con cui ancora avevo rapporti non si dimostrarono migliori di quelle con cui ormai parlavo a stento.
Che ne so, venivan da me a chiedermi 50 centesimi per la merenda? Non solo si prendevano un euro, ma non me lo tornavano. Però, quando ero io a chiedere un prestito di 20 centesimi (per esempio), me li davano sì, ma il giorno dopo venivano a batter cassa come degli usurai.
Così, per tutto il resto del liceo, decisi di non aiutare più nessuno (anche perchè accaddero altri spiacevoli episodi che non mi va di raccontare).

Ma all'università, è risaputo, siamo tutti delle persone adulte. Ci si aiuta a vicenda in questo mare di disperazione.

Ahah! Illusa.
Escludendo due, massimo tre colleghe/i, gli altri non son così diversi dal mio compagno delle scuole medie o le compagne del liceo.
Della serie che vengon da me implorandomi in ginocchio di prestare loro i miei sacri appunti, i miei libri o addirittura le mie relazioni di laboratorio (equivalenti ad una tesina, quindi in teoria son l'ultima cosa che una persona dovrebbe prestare giacchè si rischia grosso) MA, nel momento stesso in cui sia io a chieder loro degli appunti o anche solo un'informazione su di una lezione che ho perso (o su una possibile data d'appello), esse/i spariscono.
Oppure mi dicono "sì, sì, ora ti faccio sapere ok?" e poi non mi fanno sapere più.
Tant'è che, ad oggi, tre miei quaderni di appunti sono dispersi chissà dove da oltre DUE ANNI. Addirittura il mio quaderno di Chimica Organica 1 è arrivato in Nord Italia, a causa del cambio di facoltà del collega a cui l'ho prestato.
"Certo", direte voi, "tutti stronzi ecc, ma che ti costa chiedere loro quel che gli hai prestato?". Non mi costa nulla e infatti l'ho fatto.
Peccato solo che:
-Non mi rispondono
-Adducono a scuse idiote per tenerli ancora di più
-Mi bloccano su ogni sito di messaggistica istantanea
-Hanno prestato il mio quaderno a qualcun altro.

Ecco, di fronte a tutto ciò, come posso rispondere? Al di là del recupero di quanto m'han estorto, cosa posso fare in futuro? Non prestare loro più nulla, giusto?! Già, peccato che appena abbia detto un bel (ed educato)
<<No, mi dispiace, quel quaderno mi serve e non posso prestartelo.>>
Mi abbiano risposto così :


No, non sono stronza. E' che mi ci avete fatto diventare.
E ringrazia il cielo che ho oscurato la tua faccia di merda.

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