Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

22/06/17

Quei Caproni che lasciano tracc(I)e

Sì, lo so, arrivo tardi. Ma cosa posso farci se in questi giorni sembro tanto il personaggio principale della "Finestra sul cortile"? Voglio dire, a parte stare con la gamba in aria (aggiornamento: alla fine m'han messo 15 punti. Per 5 non ho vinto una gastroscopia, mannaggia!), sudare e studiare, non faccio nulla di interessante. Ergo, perchè non sfruttare il tormentone del momento?No, non despacito! Parlo degli esami di maturità 2017!! Tra tracce con qualche "i" di troppo e poeti sconosciuti, questi esami passeranno sicuramente alla storia. 

Purtuttavia, tra liceali terrorizzati,professori scazzati, e chi ripete le solite trite e ritrite frasi su quanto siano semplici e belli questi esami,la sottoscritta tace e pensa. A cosa? Beh, diciamo che i miei esami di stato, in quel lontano duemilaetanti anni fa non son certo stati fantastici, tant'è che tutt'oggi mi  perseguitano in sogno. 
Ma come mai mi son rimasti così tanto sul groppone?
In quel tempo, quando ancora c'eran più cellulari con i tasti che gruppi WhatsApp, io uscivo da una storia d'amore travagliata, lavoravo in disco come Pr e avevo da poco preso la patente. A questi starter pack da adolescente, si aggiungevano: sfiga,professoressa che mi odiava e ansia.
Di fatti, sebbene la prima prova andò alla grande e la seconda fu comunque abbastanza comica con quel 
 "τα σύκα σύκα" che ho dovuto leggere a voce alta di fronte a tutti i presenti, dalla terza prova in poi qualcosa si mosse per rendere quei giorni una ferita ancora aperta nella mia labile psiche. 

Scena: una giovane Doppio Geffer alle prese con il foglio della terza prova (e le mestruazioni appena arrivate).
<<Ok, domanda sui vulcani. Bon, so rispondere....bla bla...questa domanda invece è di astronomia. La so.>>
Scrivevo, sudavo e mi contorcevo per i dolori.
<<Allora ora tocca a...inglese.Saprei rispondere,però è bene chiedere alla prof di inglese qualche dritta.>>
Così, abbozzata una risposta, chiamai la prof.
<<Prof, so che non si dovrebbe fare ma...>>
Prof:<<Tranquilla, sono qui per questo. Inoltre ho già aiutato Filippa e Angelino che lo sai, son più capre di te in inglese.>>
<<....thank you so much and fuck...>>
Prof:<<Cosa?>>
<<Niente. Volevo chiederle se la frase così scritta è corretta.>>
La prof prese il foglio (il presidente di commissione non c'era, era troppo intento a provarci con la prof di filosofia della IIIB), lesse la frase e si appoggiò al mio banco.
Prof:<<Allora, qui sposta questo verbo, qui aggiungi quest'altra frase che ti sto scrivendo sul banco e va bene così,ok?>>
Ero attonita. La prof di inglese, la stessa prof che mi rimproverò in pieno corridoio per com'ero vestita, mi stava aiutando!
Felice e contenta, colsi la palla al balzo e le feci leggere anche la seconda risposta in inglese.
<<Bene, passiamo a matematica.>>
E qui, cadde l'asino. O meglio, cadde l'asina. Dopo 5 anni in cui tutto abbiam fatto fuorché matematica (abbiam fatto STATISTICA), il prof esterno mise un'equazione a due incognite.
In preda al panico provai ad abbozzare una soluzione, imprecando contro tutti i matematici da Pitagora ai giorni nostri. Ma alla fine, dopo quasi 40 minuti a scrivere castronerie paurose, decisi di mollare il tutto e passare alla seconda domanda di matematica.
"SCRIVI LE FORMULE DI PROSTAFERESI".
Ma allora me lo fate apposta! Alzai gli occhi dal foglio in cerca dello sguardo di qualche compagno. In realtà cercavo lo sguardo del secchione della classe ma, ovviamente, si trovava al primo banco. Mi girai allora con fare furtivo verso la compagna seduta dietro di me.
compagna:<<Che c'è?!>>
io:<<Chi cazzo si ricorda prostaferesi?!>>
c:<<Ma che ne so, credevo fosse una malattia maschile...comunque Gianfilippo m'ha passato un foglietto dov'è scritta, ora te lo do.>>

Un foglietto? E se mi beccano? Non ho mai copiato in vita mia, cacchio! Mi girai lentamente per non destar sospetti e, nel ruotare il busto, schizzai sudore in ogni dove. La mia compagna, nel frattempo, prese il bigliettino, lo piegò in 24 parti e lo buttò a terra per spingerlo verso di me con il piede.
c:<<Oh, è sotto la tua sedia, prendilo!>>
Non stavo sudando, stavo praticamente inondando il corridoio.
Il mio sguardo passava dal prof al pavimento, dal pavimento al compito, dal compito al prof. Ero così pietrificata che...non presi mai quel bigliettino. Lasciai la risposta in bianco e consegnai.

Passarono i giorni e l'ansia per la prova orale aumentava sempre di più. A nulla serviva studiare con quella che era un tempo la mia migliore amica per cercare di rilassarmi; c'avevo l'ansia a mille. Fino a quando non giunse il fatidico giorno. Io, la prof di filosofia, quella di inglese, quello di greco e i tre prof esterni. Incredibilmente, c'era anche il presidente della commissione.
La prof di italiano prese la prima prova; 15/15 e tanti complimenti.
Toccò allora al mio prof di greco. C'era qualche errore, ma m'aveva messo comunque 15/15.
In fine, la prof 
di scienze (esterna) prese la terza prova ma mi liquidò subito con un "ottime risposte, nulla da obiettare" e passò il compito a quello di matematica. Sapevo già cosa aspettarmi.

Prof:<<Signorina, che dire? Apprezzo il fatto che abbia provato a fare questa semplice equazione ma...davvero, non so nemmeno quale ragionamento abbia fatto! Però non è questo quel che m'ha lasciato perplesso...>>
Oddio, di che parla?!
<<...vede, lei è L'UNICA che non ha scritto le formule di Prostaferesi.>>
Io:<<Beh professore, non le ricordavo...>>
Prof:<<Signorina, non ci siam capiti. E' L'UNICA CHE NON LE HA SCRITTE. Non poteva copiare come tutti?!>>
Ero diventata di sale mentre, dal fondo dell'aula, si udiva distintamente un "cogliona, t'avevo passato il bigliettino".
Recuperate le forze, il compito passò a quella di inglese. Al di là di tutto l'astio che c'era stato tra di noi, sapevo quanto buona fosse stata nell'aiutarmi ed ero sicura che non avrebbe detto nulla contro di me.
Prof:<<Ma cosa dovrei dire? Queste risposte sembrano scritte da un bambino di due anni! Qua m'hai sbagliato il verbo, qui non si capisce il soggetto e non parliamo degli errori di ortografia!!! Mi dispiace ma a causa di ciò ho dovuto metterti il minimo.>>
Se fossi stata un uomo, avrei sentito distintamente il tonfo dei miei testicoli sul pavimento. Quella grandissima motherfucker sapeva benissimo che di fronte al presidente di commissione non avrei potuto dire nulla riguardo il suo "aiuto". 
Il verdetto finale  fu dunque 11/15. E mancava ancora l'orale. 
La prof di italiano prese quindi la parola e mi fece introdurre la mia tesina. Dopo cinque minuti ero passata a quello di greco, ma subito dopo la prof di inglese volle interrogarmi. In inglese, ovviamente.
Riuscì a parlare dell'Ulisse di Joyce come da tesina. Anzi, incredibilmente ad un certo punto mi disse che potevo pure parlare in italiano. Finito di spiegare il perchè e per come del mio collegamento Joyce=follia, notai una luce sinistra nei suoi spessi occhiali da vista.
<<Sì, sì, Joyce lo sai ma è nella tua tesina e non vale. Quindi perchè non mi parli di...Virginia Woolf?>>
Shit! Virginia Woolf non l'aveva spiegata perchè si seccava a farla!
Cercai di ricordarle che, anche se nel programma, non l'avevamo fatta. Niente, lei aveva ormai incrociato le sue dita tozze per sostenere il suo doppio mento.
<<Beh? Cos'è, non l'hai studiata Virginia? E' un'autrice importante e poi voglio dire, tu che sei tanto femminista non studi la Woolf?>>
Ormai stanca dei suoi soprusi e conscia del fatto che tanto sapevano già quanto mettermi, decisi di esser sincera.<<Ha ragione prof, non l'ho studiata. Ma alla fin fine che senso ha studiare quella vecchia megera della Woolf quando mi basta guardare la sua faccia?>>
La prof diventò paonazza mentre quello di greco incominciò a ridere. Se non fosse stato per la prof di filosofia, credo proprio che saremmo arrivate alle mani.

Cinque anni. Cinque anni di aoristo, cosecutio temporum, Platone, Pascoli, mitosi e meiosi...cinque anni in cui la cara prof d'inglese ha passato più tempo a lamentarsi dei giovani d'oggi che a spiegare come scrivere frasi di senso compiuto, cinque anni in cui quello di matematica si addormentava sul banco mentre qualcuno risolveva un esercizio alla lavagna...cinque anni in cui ho dovuto sopportare di tutto erano finalmente finiti.
E io uscì con 5 punti meno di quanto meritavo realmente.

No, la maturità non può essere MAI un bel ricordo. Al massimo, ma proprio al massimo, è solo l'anticamera dell'Inferno (l'Università).
L'unica cosa che m'ha davvero lasciato una traccia nel cuore sapete qual è?
Che nè in analisi 1 nè in analisi 2 m'han chiesto le formule di Prostaferesi.
Anche se, ormai, le so a memoria.
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