Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

27/04/12

Diamo un taglio alle taglie

Ma le catene d’abbigliamento che parametri usano per creare i capi che dovremmo acquistare? Sembrano più dei franchising per le Barbie che  negozi comuni. La taglia massima è la 46,mentre la minima arriva alla 36.  Signori miei,quest’ultima taglia va bene per una bambina di 12 anni,non per una ragazza di 22! Per carità,esistono persone che hanno una conformazione fisica tale da permettersi questa misura,ma quante saranno su 100 ragazze? Due,tre…al massimo quattro. Non quasi il 90%. Eppure entri in negozio con la tua normalissima taglia 44 e la commessa cerca a tutti i costi di farti capire che ormai sei un’oversize. O prendi la 36 o vai a comprarti i vestiti nei negozi premaman. Perché dovremmo essere dei manici di scopa per poterci vestire come più ci piace? Se una ragazza NORMALE ha un seno prosperoso e dei fianchi generosi (pur rientrando nel suo peso forma),perché non riesce ad infilarsi in determinati modelli di jeans? Semplice: perché li fanno per tavole da surf,non per esseri umani. Culo assente e cavi elettrici al posto delle gambe. Di fatti, l’ultima volta in cui sono andata alla ricerca di jeans,ne ho viste di tutti i colori.
Nel primo,un punto vendita di una prestigiosa firma dell’alta moda, sono stata “accolta” una commessa scheletrica;fasciata in un vestitino nero e con lo sguardo glaciale,in un nanosecondo ha stimato il mio indice di massa corporea e ha provato un grandissimo senso di disgusto nei miei confronti. Con una smorfia di dolore,s’è avvicinata (più per dovere che per educazione) esordendo con 
<<Cerchi qualcosa per una tua amica?>>. 
Cara Mortisia,secondo te non posso cercare qualcosa per me? Esposta la richiesta di un paio di jeans non troppo a vita bassa e abbastanza carini,con un sospiro di totale scazzo m’ha condotta verso uno scaffale situato nella parte più nascosta del negozio: le taglie dalla 44 alla 48.
 <<FORSE potrai trovare qualcosa qui>>. 
Ho preso il primo jeans che ho visto ed era una 44 grande quanto una 38. La domanda è dunque sorta spontaneamente 
<< Mi scusi, siamo sicuri che le taglie corrispondono?>>.
Cosa ha risposto Scheletrix?
 <<Certo,io stessa indosso questa taglia>>. 
Guarda,ci sto credendo! 
Ho agguantato 4 paia di jeans di varie misure e vari modelli e mi son fiondata in camerino. Il primo,il secondo…nessuno voleva andare oltre il sedere,arrivando quasi a piangere sotto quei neon da solarium. Uscita dalla cabina,la simpaticissima commessa ha pure avuto il coraggio di chiedermi 
<<Allora,non entrano?>>. 
Senza risponderle ho posato i jeans alla rinfusa e me ne sono andata nello sconforto più totale.
Nel secondo negozio molto simile ad un outlet,per fortuna la commessa era meno stronza anche se scheletrica. Notata la mia faccia disperata,s’è avvicinata con un sorriso e m’ha aiutata. Parlando del problema delle taglie e messo sottosopra il negozio per cercare un paio di jeans adatti a me, alla fine è riuscita a trovare qualcosa che mi stesse bene. Un jeans di “marca”,carino e comodo. Un vero miracolo! Uscita dal camerino con un sorriso a 360 gradi,cosa m’ha detto? Non ci crederete,ma mi ha elogiata per la conformazione del mio sedere. 
<<Vorrei averlo io un sedere così! E sono pure brasiliana! Brasiliana e senza culo!>>. 
 Il complimento di per sé m’ha fatta arrossire,anche se,subito dopo,il primo pensiero è stato: perchè questo stereotipo? Perché è quello che ci viene imposto quotidianamente: un bel sedere,il ventre piatto,un seno prosperoso,la vita sottile e le gambe scheletriche. Insomma ci viene imposta la Barbie. Ed ecco che milioni di ragazze entrano nel circolo vizioso dell’anoressia e della chirurgia plastica;tutte con lo stesso corpo,lo stesso sguardo affamato e con la stessa taglia 38. C’è chi dice no al colesterolo e c’è chi dice no alla vera bellezza dell’essere se stesse con pregi e difetti che ci rendono uniche.

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