Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

17/05/12

La SdS (Sindrome di Sampei)

Doveva succedere prima o poi anche perchè una volta sofferto di questa sindrome, è facile che essa ritorni anche dopo anni di distanza e disintossicazione. 
Eppure non ero ancora pronta ad affrontarla, né tanto meno per vedere il mio ragazzo ridotto in queste condizioni. Ma per amore si sopporta questo ed altro.
“Andiamo a pescare?”: ecco il primo sintomo della rinomatissima SdS, ovvero Sindrome di Sampei.
Secondo i ricercatori Pampers ,questa malattia (tipica soprattutto nella fascia d’età compresa tra gli otto e gli infiniti anni del partner) si manifesta sotto vari aspetti di difficile interpretazione, colpendo un fidanzato su tre.
Nello stadio iniziale della SdS, infatti il paziente non presenta alcun sintomo evidente: acquista semplicemente una canna da pesca, la osserva, cerca di capire a cosa serve e la ripone nel garage. 


Successivamente, a causa del contatto tra il soggetto e il mulinello, si incomincia ad intravedere un esteso interesse verso le esche. 
Il malato tende dunque a documentarsi su quali tipi di pesci si possano catturare in zona, con quali esche e soprattutto con quale equipaggiamento. 

Comincia così la fase tre della SdS, dove il paziente girovagherà per i negozi di attrezzature per la pesca, cercando quello o quell'altro tipo di piombino, lenza e compagnia bella. 
Se preso in tempo, è possibile bloccare l’avanzamento della patologia in questione attraverso lunghe sedute di psicoanalisi e villeggiature in zone prive di laghi, fiumi o mari, contando una dieta a base di carne e funghi. 
Nel infausto caso in cui la malattia non venga preventivamente diagnosticata, invece, l’infetto da tale sindrome deciderà di incominciare a pescare “per passatempo almeno una volta al mese,massimo due”. Da solo o in compagnia di qualche altro suo pari, si recherà nelle località con alto tasso di affetti da SdS quali porti, rive e spiagge. 
In loco, l’evoluzione della malattia sarà molto più veloce, rendendola pressoché immune da talune metodologie di cura; presa conoscenza di essere totalmente privo delle attrezzature migliori e delle nozioni più importanti della materia, il paziente desidererà ardentemente acquistare qualsiasi oggetto consono a tale “sport”: seggiola porta canna da pesca, campanellino d’allarme, mulinello di riserva, ami di varie misure ecc ecc. 
I soggetti affetti inizieranno dunque a condividere eventuali lezioni e consigli, parlando con parole incomprensibili (per le persone sane di mente) e raccontando di misteriosi animali acquatici di cinque e più chili, presi in una notte di luna piena. 

Nel momento in cui il soggetto non avrà ancora pescato qualcosa, è comunque possibile intervenire repentinamente per evitare ulteriori aggravamenti e portare alla guarigione il suddetto. Se, malauguratamente, pescherà qualcosa, allora la sindrome avrà totalmente preso possesso dell’infermo: da una volta al mese si passerà a una volta a settimana; da due orette si passerà ad intere giornate seduti sopra i massi invocando la buona sorte. 
In più il paziente tenderà a contagiare la fidanzata, portandola con sé nei tantissimi luoghi pescosi di cui è a conoscenza.


Dunque, come compagna di vita di un malato della Sindrome di Sampei, vorrei dire, a tutte le fidanzate e mogli d’Italia e del Mondo, di stare bene attente ai vostri partner. Se intravedete anche il più piccolo sintomo della SdS, salvate il vostro uomo.
Altrimenti, vi ritroverete  sedute sulla ghiaia, con qualsiasi condizione climatica, a ricevere in faccia pastura e bigattini. 

Donate il 5x1000 a favore della ricerca contro la SdS.

P.s. i bigattini sono larve di una mosca carnaria, dunque esche schifosissime,vivissime e soprattutto viscidissime .

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