Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

29/06/12

Shoppata per lo shopping

Talvolta fare acquisti non è un toccasana. Cioè,non lo è mai per il portafoglio ma,in base alla compagnia,può essere davvero pesante e demoralizzante.
Prendiamo ad esempio lo shopping con mamma e papà. Personalmente fare acquisti con  loro due è come il giorno con la notte;due mondi opposti. Quando vado a fare acquisti con mia madre,torno inspiegabilmente bambina: Lei sceglie le magliette o i pantaloni,controlla come mi stanno infilando la testa dentro il camerino ogni due e tre e,se vede qualcosa che mi piace più del dovuto, esordirà con un “sei troppo piccola per questo tipo di vestiti” pur avendo quasi trent’anni. In genere i suoi dogmi riguardo il mio guardaroba sono: colori  pastello,disegnini infantili e una taglia in più in vista di una possibile crescita (o per quei due kg che ho preso). L’ultima volta stava finendo a sberle. Avevo visto una maglietta estiva stupenda,che lasciava la schiena scoperta e aggraziava le forme. Peccato che mia madre,nel frattempo ,avesse adocchiato una maglietta con le maniche a tre quarti stracolma di fiorellini rosa e merletti vari. Ci siamo incontrate in pieno negozio con questi due capi in mano. La maglietta che stringevo al petto era una M,la sua una XL. E’ bastato il mio sguardo di ribrezzo per ciò che mi proponeva per causare la terza guerra mondiale,finendo con l’uscire da lì senza niente di nuovo da sfoggiare.Avessi trent’ anni o tre,fossi magra o grassa,devo vestirmi come dice lei. E io puntualmente trasgredisco. Metto nel carrello un completino di culottes e reggiseno con le coppe? Lei lo posa,ne prende uno con disegnati su i gattini e senza alcun sostegno.Della serie: non saltare o te le sbatti in faccia. E se decido di non fare acquisti con lei? Non demorde e ci va da sola a comprarmi le cose,tornando a casa con magliette rosa porcellino o con dolcevita fucsia che mi strangolano il gargarozzo ma hanno tessuto in esubero all’altezza della vita. Fosse per lei dovrei ancora immergermi nel rosa confetto;probabilmente perché è ancora traumatizzata dal fatto che,quando avevo un anno,essendo praticamente calva mi scambiavano sempre per un maschietto pur vestita da bambola di porcellana. Peccato che adesso ho i capelli lunghi,le tette e il culone. Con mio padre invece la solfa è diversa: poiché si annoia nei reparti femminili,mi lascia scegliere quello che voglio mentre si tuffa sulle camice o sui pantaloni del suo reparto. Alla fine,dopo che entrambi abbiamo riempito un carrello,ci incontriamo alla cassa,mostriamo all’altro cosa abbiamo scelto e  ci poniamo  un unica domanda: “come ti sta?” alla quale rispondiamo all’unisono con un “bene”. Si paga e si torna a casa. Però,una volta indossato il recente acquisto, la sua espressione cambia: non immaginava certo che quella maglietta fosse così scollacciata o aderente. Inizia così un battibecco lungo fino alla minaccia di mandarmi a fare acquisti con mia madre. Altro discorso con il fidanzato: pur mostrando un'apparente senso di repulsione per i negozi di vestiti,ogni qualvolta in cui m'accompagna,finisce sempre che lo perdo tra le camice di lino e i pantaloncini pieni di tasche. <<Miii amore,tu trovi sempre qualcosa per te! Io non trovo mai niente,fammi girare...>>. Amore mio carissimo,io nei negozi ci entro per due motivi: o perchè so già cosa comprare o perchè voglio farmi un'idea. Ma son velocissima,adocchio,provo,valuto e compro. Tu no,analizzi tutto nei minimi particolari,provi tutte le taglie possibili e cerchi eventualmente un altro capo da abbinare. Passiamo interi pomeriggi a cercare la camicia con la giusta tonalità d'azzurro,il pantalone con la giusta percentuale di acrilico ecc ecc. 
Infine le amiche: quando finalmente capita di poter uscire insieme senza il pensiero dei fidanzati o dell'università,fare shopping diventa una maratona: giriamo tutto il paese,tutta la provincia...giriamo come trottole. E al novanta percento finisce pure che compriamo la stessa maglietta,ottenendo risultati discutibili. A lei perfetta,a me stretta.Per lei esiste la misura giusta,per me o troppo grandi o troppo piccole. Lei prova tutto senza sudare e tu sudi fuori dal camerino stando sotto quei neon insopportabili con addosso le vostre  borse e/o i cappotti. 
Insomma,per quanto possa esser bello fare acquisti,per quanto ci si senta realizzate al pensiero d'avere un nuovo indumento pronto a far la muffa nell'armadio....meglio andarci da sole. Si guarda,si prova,si compra. Senza consigli (sinceri o no) da parte di nessuno,nemmeno della commessa che per amor di vendere ti direbbe:
<<Noooo ma questo sacco di patate intinto nel miele e ricoperto di formiche le sta benissimo!!!!!!!!! Io lo prenderei!>> Ah si? E come mai indossi tutt'altra cosa? Ci sto credendo sai?!

1 commento:

  1. Infatti io se devo comprare vado da sola...non c'è niente da fare è la cosa migliore!
    A. è inutile, i miei genitori non sono tipi da shopping, con le mie amiche finisce che adocchiamo la stessa cosa..forse le mie sorelle sono le uniche con cui mi piace fare acquisti!

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