28/07/12

Tasse Universitarie da sfigati

Non è carino svegliarsi la mattina e sentire al telegiornale le seguenti parole:
"per i fuori corso tasse universitarie aumentate anche del 100%". 
Come se essere perennemente fuoricorso fosse qualcosa di bello. Come se ci iscrivessimo all'Università solo per dire "Io? Son fuori corso dal 1992".

Signori tecnico-politici? Professoroni? Ma non avevate rimproverato Martone con il suo nuovo slogan da Cepu "Laureati o Sfigati"? E mò ci tagliate la testa così per di più in piena estate? Non si fa. Ma soprattutto,prima di stabilire questi surplus di tasse,passatevi una mano sulla coscienza e chiedetevi: perchè molti studenti finiscono fuori corso? Potrebbe non esser solo pigrizia. 
A nome di tutti gli studenti universitari come me, vorrei farvi capire come anche una parola di troppo può far travisare il concetto. Ed è inutile scusarsi dopo che s’è tirato il sasso. 

Si è vero,è da scemi stare dieci anni sui libri per una laurea triennale; ma è ancora più da scemi fare lauree di soli tre anni in cui,in teoria,si dovrebbe fare in maniera sensata tutto ciò che si fa in un quinquennio. Noi studenti comuni,che non abbiamo la possibilità di studiare in facoltà private (dove vigono, grazie ai soldi, metodi d’insegnamento ben diversi dalle università pubbliche),per poter prendere quella famosa laurea prima dei ventotto anni ne vediamo di tutti i colori. Sapete cosa significa avere aule troppo piccole,gelide d’inverno e afose d’estate? Sapete cosa significa arrivare in facoltà,cercare un professore e scoprire che trovarlo in dipartimento è più difficile della trasformazione del piombo in oro? Si conoscono più gli assistenti schizofrenici che i professori stessi,visto che per una cosa o per un’altra, sono sempre fuori sede e delegano. 
Avete presente cosa vuol dire essere ad un mese dalla laurea, e ricevere una telefonata dalla segreteria universitaria in cui ti informano che hanno misteriosamente perso la tua tesi? O che non trovano i registri delle materie da te sostenute? L’elenco potrebbe continuare. Sono tante le sfortune durante questo periodo di vita chiamato università. Professori che ti reputano alla stregua di un ameba,edifici che crollano su sè stessi,carenza di esperienze dirette con il mondo del lavoro,laboratori fatiscenti…e tasse esorbitanti per servizi poco gratificanti. Questa è l’università pubblica,e come studenti pubblici ci adattiamo. 
Seguiamo il corso degli eventi,accendiamo ceri alla Madonna e studiamo come matti per sentirci dire “no guardi….passi che conosca benissimo questo argomento di chimica biomolecolare applicata,ma se non sa dirmi cosa dovrei farmi preparare per pranzo non posso promuoverla.”. 
In più chi vi dice che molta gente che si laurea a trenta o ventinove anni sia un emerito imbecille? Magari sono persone che han intrapreso tardi il percorso di studi universitari,oppure han avuto motivi familiari o di salute e non han potuto dare degli esami in regola. Ci sono persone che mentre studiano devono lavorare proprio per poter continuare a pagare le tasse accademiche; persone che stanno sul naso ai professori e quindi prima di darsi una misera materia da due CFU devono presentarsi a venti appelli per ottenere infine  un infelice diciotto. Io stessa per motivi di salute ho perso un'intero anno accademico. In più,tra soppressione di corsi di laurea,modifiche delle leggi degli atenei,decreti legge vari e assenza di lavoro non siamo molto motivati. Si ci laureiamo, ma dopo? 
Conosco persone laureate con il massimo,veri pozzi di scienza, che a tre o quattro anni dalla laurea non trovano un incarico, e son costretti a fare lavoretti saltuari giusto per non dover dipendere più dai genitori. Per carità ovviamente ci sono i casi eccezionali di studenti che si laureano prima della sfiga dei ventotto anni e trovano lavoro..ma generalmente sono uno su un milione,proprio come cantava Britti. Quindi,in sintesi,prima di sparare sulla Croce Rossa,non sarebbe il caso di venirci incontro? 
Che so, migliorare il sistema scolastico pubblico,eliminare il baronismo universitario e i relativi poteri che ne derivano,finanziare l’acquisto dei libri e robette simili. Non trattateci da sfigati se arranchiamo per un pezzo di carta da appendere al muro,anzi prometteteci  atenei migliori per un futuro migliore. E vedrete quanti di noi si laureeranno in fretta. E  lo dice una studentessa universitaria che nel giro di quattro anni ha visto: 
-il doversi presentare dieci volte per una materia di quattro CFU solo perché “eravamo troppi iscritti e si doveva fare una selezione”.
-soppresso il corso di laurea con conseguente rifacimento dei test d’ammissione per rientrare nella stessa facoltà ma con una classe di laurea diversa.

-pagare di tasca propria i guanti per il laboratorio perché l’ateneo non ha i soldi per comprarli. 

E devo pure pagare il posteggio auto all’interno della cittadella. Almeno levatemi quest’ultimo punto.    

1 commento:

  1. Cara Geff è proprio una triste notizia, e posso capire perchè il mio Mimo è fuori corso da 5 anni anche lui ma non per fiacchezza. Ha avuto dei problemi grossi e si è dovuto prendere delle responsabilità non indifferenti. Purtroppo siamo in Italia e le scuse sono tutte buone per privare ai cittadini onesti dei privilegi.... tutto per loro. E meno male che la sovranità appartiene al popolo....
    abbraccio momoso cara Geff! :*

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