22/08/12

Prendi l'arte e mettila nelle mutande (o in tasca)

C'è chi,la mattina,ascolta i servizi sulla politica estera o legge gli articoli di cronaca. C'è chi si interessa dei trafiletti di cultura e chi dei servizi sullo sport e il calciomercato. E c'è chi come me,ancora sotto effetto di Morfeo,capta solo le boiate più grosse. L'argomento di oggi è proprio una una notizia che permette,a gente del mio calibro,di iniziare la giornata ridendo a crepapelle. Dato l'oggetto di tale notizia,si può pure travisare il concetto della risata.
Visto che ogni santa mattina la televisione in cucina  è presa in ostaggio da mia madre e l'unica cosa che si può vedere sono il meteo e l' oroscopo (ormai non sbaglia il secondo,appena dicono il suo segno su Canale5 è già passata all'oroscopo su La7),la sottoscritta si aggiorna sui fatti del mondo tramite pc. Ansa,siti vari d'informazione...leggo,mi documento e poi,ormai certa dell'assurdità umana,trovo questo piccolissimo articolo:
"Brasile: cannabis diventa arte. Creatore dipinge con il fumo dello spinello."
All'inizio ero convinta che lo spinello se lo fosse fatto proprio il giornalista. Come fai a dipingere con del fumo? Cliccando sul titolo son riuscita a districare quella fitta nebbia di mistero e marijuana.
In pratica il giovane artista Fernando de la Rocque aspira a pieni polmoni il fumo e lo soffia su un foglio precedentemente tagliato a stencil,ripetendo l'azione finchè il disegno non prende forma. Per dar vita ad un'opera così particolare l'artista è "costretto" a passare più di una settimana spippando canne anche cinque volte al giorno. La sua ultima opera? Manco a dirlo è stata "L'estasi di S.Teresa" del Bernini. Mai opera più indovinata. Visto che c'era poteva dipingere (o fumare?) anche la "Madonna" di Munch. Oppure il Bacchino malato di Caravaggio che c'ha quella bella cera da post rave party.
Peccato che l'articolo finisse solo con un misero "sebbene questa droga sia illegale in Brasile,una sua opera è stata venduta a 25.000 dollari". Io volevo sapere molto di più! Per esempio: il foglio viene tagliato a stencil da qualcun altro o è lui che lo taglia prima di iniziare a rullare? E mentre fuma riesce a vedere l'immagine o osserva delle chiazze colorate? Ma quando gli avran fatto le interviste era a "lavoro" o era in orario di pausa? Mi immagino il giornalista: <<Scusi,sa la cosa è interessante....posso provare anch'io?>>. Avrà mica la sua riserva personale o andrà a comprare la roba dal cartolaio manco fossero i pennelli Cinghiale? Se la notizia prende piede troveremo tanti pseudo Michelangelo con le canne che gli escono dalle orecchie e gli studenti del liceo artistico che ballan la samba davanti la scuola. Mi immagino una classica mamma chioccia che,entrando in camera del figlio,lo trova con gli occhi rossi e la faccia sorniona:
<<Gianfiliberto!!! Ti stai facendo una canna?>>
<<Ma no mamma,sto riproducendo "I Girasoli" di Van Gogh...>>
<<Ma che bravo figliolo che ho,diligente e studioso! Fai a mamma,fai,che se finisci la marijuana mando papà a comprarne un'altro po' alla stazione....>>
Non si può dire però che sia un'opera morta,di quelle che ti fan venire il magone. Anzi,le risate saranno assicurate. Purtroppo  però nell'articolo non si vede altri che lui e una nuvoletta grigia che esce dalla sua bocca;le opere non son comprese nella notizia.
L'unica cosa che mi rattrista è il pensiero che molto probabilmente questa nuova corrente artistica sparisca in un soffio (scusando il gioco di parole) e non ci ricorderemo più nè di lui nè dei suoi metodi,proprio come per Picazzo. Chi è Picazzo? Il cugino di Picasso,quello pazzo? No. Picazzo è il nome d'arte di Tim Patch,un pittore australiano che dipinge non con UN pennello....ma con il suo. Con un PENEllo se vogliam rimanere sul trash. Uno che se sbaglia il colore non può certo dire "cazzo ho fatto una cazzata" altrimenti smentirebbe il suo metodo. E' passato alla ribalta anni e anni fa,con tanto di servizio al Tg2...e adesso? E adesso sarà a farsi il bidet con la trementina. A spuntare lo spuntabile per avere un pennello a punta fina. Ma forse questa sua tecnica così ecologica non è arrivata sui banchi di scuola perchè non tutti possono permettersela. Questioni di soldi? No,questioni di pennelli: c'è chi ha "un grande pennello" e chi ha "un pennello grande". Sta tutto nell'attrezzatura va. Quindi,se puoi emularlo, "prendi l'arte e mettila da parte"...oppure mettila nelle mutande,fai un po' te.

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