Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

26/09/12

Grandi spese per piccole famiglie

"In un grande magazzino una volta al mese...spingere il carrello sotto braccio a te...e parlar di surgelati,rincararti...far la coda mentre sento che t'appoggi a me..." 
si vede,caro Lucio Battisti,che tu non andavi a far la spesa con tua moglie o con tua madre. 
Oppure eri come tutti gli altri uomini,che riempiono il carrello e svuotano il portafoglio della moglie e allora sì che lei ti portava con sè una volta al mese;lo faceva per non uscire pazza. 
E te lo dico io,che saranno ventitré anni che giro tutti i supermercati della zona da quando entravo nel piccolo scomparto del carrello (quella specie di sedile che ti fa venire il valgismo) a...boh,penso finchè non morirò. Mi sembra d'esserci nata nei supermercati.

Tra madri,nonne,suocere e acquisti personali (per le classiche mangiate con gli amici),i negozi d'alimentari sono la mia seconda casa. 
Ma cosa ho imparato in tutti questi anni di spesa? Molto più di quanto si potesse mai immaginare. 
Intanto ho capito che è veramente pesante fare la spesa con un marito,anche se si tratta del proprio padre. 
Da bambina magari non lo capivo,visto che riempiva il carrello di porcherie buonissime pur usandomi  come scusa
<<E' stata la bambina a metterlo nel carrello...su dai,non farla piangere...>>
<<Non credo che una bambina di due anni mangi un'intero barattolo di alici sotto sale!>>
ma adesso che son grande,ho la cellulite e conosco i valori dei soldi,posso dire che è snervante. 
E nemmeno mia madre scherza,mettiamolo in chiaro.

Se per me fare la spesa significa stilare una lista delle cose che mancano e basarsi su gli sconti pubblicizzati nei volantini,per loro è come fare una scampagnata domenicale: si va al supermercato in orari allucinanti per non trovare gente, e si compra tutto quello che serve solo lì,anche se non ci sono sconti come 3x2 e robe simili, tornando poi a casa senza qualcosa di basilare come la carta igienica o l'olio.

Quindi,appena entrati insieme ad altre 300 persone che come noi han scelto le due del pomeriggio per non trovare fila alle casse,mi ritrovo orfana: mio padre imbocca un corridoio e mia madre un'altro. 
Perchè per loro il girare nei supermercati,è causa di litigi.
Mia madre,come molte donne,se non gira tutti i reparti non è contenta. Ma non è che li gira e basta mantenendo una certa velocità,no..ci sta in media venti minuti a reparto. 
Che ne so...trova una scatoletta di mais in offerta? Lei si ferma,la guarda,la analizza e poi compara i prezzi,la quantità e l'origine di sto mais con le altre cento scatolette di marche diverse presenti sullo scaffale. Se poi incontra qualche conoscente,si fa notte come l'ultima volta : ha chiaccherato con una sua vecchia amica di scuola davanti al bancone dei latticini ed è tornata a casa con le labbra blu e la febbre a 38,senza lo yogurt che mi piace.
Mio padre invece,sapendo che gli alimenti basilari li prende mamma,si fionda solo in determinati reparti in base al tipo di supermarket: se è un megamercato allora la prima tappa sarà nel reparto per auto,poi vestiario e successivamente televisioni e elettrodomestici. 
Prende tutto quello che gli interessa e inizia a cercare mamma portando una pila pericolante di oggetti e appena la trova,aspetta che si distragga guardando qualche detersivo e fiummm,più veloce della luce scarica i suoi acquisti nel carrello, correndo successivamente al reparto pesce fresco. 
Così capita spesso che mia madre,trovando quegli oggetti nel carrello,lo scambi per quello di un'altra persona e lo lasci stare dov'è cercando il suo oppure,abituandosi a l'idea che sia stato mio padre,inizia a svuotarlo rimettendo le cose nei loro scaffali d'origine.

Perciò, mentre mamma sceglie i detersivi, il gelato e tutto il resto che reputa basilare per il nostro frigorifero, papà acquista chili e chili di pesce, anacardi, salatini, cioccolatini e altri ammassi di calorie. Più bibite gassate,vini e succhi di frutta vari.

A fine spesa,manco lo si faccia apposta,ci si ritrova tutti in fila alla cassa. 
Mamma con un'ernia al disco per il carrello troppo carico,papà gongolante degli acquisti e io con un pacco di patatine in mano. Allora sì,che iniziamo a litigare.
<<Ma che sei scema?! Posa quelle patatine! Hai messo un casino di porcherie in questo carrello!>>
<<Mamma,le ha messe papà! Secondo te io mangio un kg di olive ripiene?>>
<<Quelle le ho messe io! Allora queste confezioni da cinquanta mini pacchetti di biscottini al caramello chi li ha messi?>>
<<Io! Mi servono per l'ospedale..metti mi viene fame tra un paziente e un'altro!>>
<<Basta! Non vi porto più con me a fare la spesa! Laura,molla 'ste patatine e aiutami a scaricare il carrello!>>
<<Mamma....perchè hai comprato un chilo di fichi? Non li mangia nessuno a casa!>>
<<Erano in offerta e a me piacciono!>>
Morale della favola? Alla fine,se il conto supera i cento euro,la colpa è delle mie patatine,le quali han fatto distrarre mamma e non le han ricordato di prendere l'acqua. 

Per fortuna di spese così se ne fanno una al mese...e alla prossima lo porto io il carrello!

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