28/10/12

Nice to meet you

Siamo Franchi. E pure un poco Ciccio. A quanti di voi è mai capitato di ritrovarsi nel bel mezzo di una serata in cui son state invitate tantissime persone che non conoscete? Penso tutti,no? Perfetto!. 
Perciò,come vuole il galateo,è d'obbligo fare le presentazioni.
<<Piacere sono Adalberta Liberati!>>
<<Piacere miooo sono Guido LaVespa!>>
<<Nello Stradone.>>
<<Felice Natale!>>
<<Assunta....appena licenziata!>>
Ottimo. Peccato che,e spero di non essere l'unica al mondo altrimenti giuro che mi punirò con il calendario di Frate Indovino,dopo nemmeno cinque secondi spunta nel nostro cervello la scimmietta che batte i piatti (come nella testa di Homer Simpson) e tra un colpo e l'altro vengon cestinati tutti i nomi delle persone che abbiamo appena conosciuto.  E qui inizia il calvario: finchè si mangia colloquiando con le solite frasi fatte ("non ci son più le mezze stagioni","si stava meglio quando si stava peggio","chi vincerà il campionato"...) e si bevicchia,va tutto bene. Al massimo ci si può prender di panico quando qualcuno deve passarci la bottiglia dell'acqua,ma in questo caso,l'educazione può venire in nostro soccorso. Toccando delicatamente la spalla del/della vicino/a....
(pensiero non a voce alta ma che si riesce a capire dall'espressione facciale:"Oddio com'è che si chiama questa? Iniziava con la M...Maria? Martufella? Moana Pozzi? Oddio.... ") 
<<Scusa,potresti cortesemente passarmi l'acqua? Oh,grazie mille se ti serve qualcosa dimmelo!>> e via discorrendo.
Finito il banchetto però,tocca alla parte ancor più critica: gli eventuali giochi di società. Se,tra gli ospiti,c'è qualcuno di nostra conoscenza ci si può aggrappare a loro giocando in due  o più persone. Ma quando ti capita di giocare a "Lupus in tabula" o all' "Assassino",si finisce nella figura di merda più classica: l'ammettere che non ricordi il suo nome.
<<Secondo me il lupo è....emh,com'è che ti chiami?>>
<<William,ma puoi chiamarmi Willy...>>
<<Ahhhhh,come il mio cane!>>

L'unica àncora di salvezza sarebbe quella di parlare solo ed esclusivamente con le persone che già conosciamo,ma alla fine sembreremmo degli asociali un poco maleducati,quindi è inutile. Dunque,per ovviare al problema,sarebbe carino presentarsi nel luogo d'incontro con una targhetta appuntata sulla maglietta in cui è scritto "Ciao! Io sono Pancrazio!" oppure "G. Rino",proprio come quelle che ci sono sui citofoni. Altrimenti sarebbe simpatico presentarsi con il proprio soprannome
<<Ciao sono Emanuele ma puoi chiamarmi "er patata lessa!">>
<<Piacere,io sono Serena detta "quella che se la mena!">>
Vengono in aiuto anche i nomi assurdi,come quelli dei personaggi dei telefilm che tanto piacevano alle  mamme o quelli di origine ignota...
<<Io sono Dubaku,che nella tribù africana degli Akan significa "undicesimo figlio"....>>
<<Minchia! Ma i tuoi non ci andavano mai al cinema la sera?!>>

Infine,una cosa altrettanto importante ai fini di non fare brutte figure durante queste serate: il saluto. C'è chi stringe la mano,chi fa "ciao ciao" con la manina e chi ti tira verso di sè per il classico saluto guancia-guancia. Ecco,mettiamo una regola: si usa solo uno di questi metodi di saluto per TUTTI. Altrimenti si fanno altre figuracce. Metti che c'è quello vuole solo stringerti la mano e tu lo tiri verso di te per salutarlo guancia-guancia;non solo ti prende per una maniaca,ma ti guarda male a fine saluto e per tutta la serata,chiedendosi pure "ma non è che l'ho già conosciuta da qualche parte e non me la ricordo? Possibile,m'ha salutato calorosamente!". Oppure,caso inverso,tu stringi la mano ad una,lei ti saluta con il solito bacetto campato in aria (quello "smack" che parte mentre le guance si incontrano) e subito dopo saluti un'altra con la sola stretta di mano offendendola a morte perchè voleva esser salutata come quella che l'ha preceduta. Proporrei dunque di apporre un cartello davanti la porta di casa: "Si prega di salutarsi con la stretta di mano",oppure una bella mattonellina in cotto (come quelle in cui è scritto "Dio perdona,io no" o "Attenti al cuoco") su cui è stata dipinta la scritta "Mettere le pattine in casa è un dovere,ma salutare con il guancia a guancia è un piacere!".
Salvatemi!

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