Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena, pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
.Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone, ideali o religioni; semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Grazie e Buona lettura.

07/06/13

La chimica del mistero

Stamane,come di consueto,ho dato un'occhiata ai blog che seguo;consigli,episodi divertenti,recensioni....finchè,approdata sul blog di MikiMoz, ho trovato un post dedicato a degli avvenimenti "inspiegabili" a lui accaduti,con tanto di richiesta verso i lettori di condividere le eventuali esperienze simili a cui han partecipato (o che conoscono).
Poichè anch'io ho avuto il "piacere" di vivere situazioni del genere,ero fortemente tentata di rispondergli;ma la lunghezza del racconto e il dover scrivere un post per il mio blog m'han portata a descrivere quanto m'è successo proprio qui.
Quindi,unendo l'utile al -non so se definirlo così- dilettevole,vi racconterò quattro episodi al limite del paranormale. O al limite della ragione. O al limite della follia. Fate voi.

1)Il libro: Anni fa venne a mancare un mio carissimo amico a causa di un terribile incidente,lasciando tutti senza forze e senza parole.
I sensi di colpa per non avergli detto ti voglio bene l'ultima volta in cui lo vidi,i ricordi di una gioventù spensierata e l'immagine della sua bara al centro del salone di casa sua continuavano (e continuano) a roteare nella mia mente lasciandomi un senso di vuoto e di dolore, perchè per anni fu il fratello maggiore che non ho mai avuto,con cui litigare e subito far la pace,con cui confidarsi e scherzare,giocare e snobbarsi perchè "ero la più piccola",aiutarsi e farsi scherzi.
M.,questo il suo nome,era un pilastro emotivo e un amico generoso,un compagno di merende a suon di Gocciole e tea caldo,un "ladro" di popcorn durante la proiezione dei film o di cotolette durante i pranzi a mare nelle afose giornate estive. 

M. era tutto per me.
Perciò,a pochi giorni dalla sua morte,per cercare di distrarmi mi misi a sistemare i libri del liceo che ormai non mi servivano più;tra questi,il libro di grammatica del IV ginnasio,ereditato proprio da M. Finito di riordinare,chiusi le ante della libreria e lì,dietro la mia figura riflessa sul vetro dello sportello, lo vidi. Immobile,con lo sguardo posato su di me. Il cuore iniziò a battere furiosamente,il mio corpo non si mosse più,le orecchie si ovattarono e il respiro si bloccò. Alla fine,quando riuscì a girarmi,non vidi altro se non il muro,sentendomi ancora più sola senza di lui.

2)The Sims: lo ammetto;sono una drogata di The Sims. Nei momenti di pausa,ancor prima che Facebook entrasse prepotentemente nella mia vita,mi dilettavo a costruire case e ad arredarle,a inventare personaggi e storie. Chi potevo ricreare nel magico mondo Sims se non M.? L'avrei avuto anche lì oltre che nel cuore.
Così,mentre sceglievo il giusto taglio di capelli,la corporatura più adatta e il vestiario più consono,il pc improvvisamente si bloccò. L'immagine dello schermo diventò un susseguirsi di linee rosse e blu,la ventola iniziò a girare vorticosamente producendo un rumore assordante e la freccetta del mouse incominciò a lampeggiare. Ma per quanto ci fossero quelle linee,i contorni del sims di M. rimasero intonsi,con gli occhi sbarrati a guardarmi. Quindi,cercando di capire cosa fosse successo,chiusi forzatamente il processo (senza salvare) e riaccesi il computer. Tutto ripartì come se nulla fosse e M. era sempre lì,pronto a trasferirsi nel quartiere BellaVista.
(ndr: il pc funzionava e ha sempre funzionato benissimo;niente virus,niente scheda video impallata,niente sovraccarico di dati. Quelle linee blu e rosse non tornarono mai più).

3)Il chiavistello: un anno fa è venuto a mancare un  parente stretto, a cui ho voluto tanto bene pur avendo concetti e pensieri totalmente a gli antipodi. Un parente che m'ha cresciuta,insegnato a costruire gli archi e le frecce,i monopattini e gli aquiloni...che preferiva spendere il suo tempo da pensionato raccontandomi storie fantastiche e insegnandomi tutto quello che sapeva su fiori e piante,senza mai annoiarsi e senza farmi annoiare.
Il giorno del suo funerale,perciò,insieme a tutta la mia famiglia accompagnammo la bara nel tragitto tra la casa e la chiesa (pochi km) e,com'è ovvio che sia,la casa venne chiusa a chiave dall'esterno. A fine funzione religiosa,una volta portata la bara al cimitero,tornammo nella sua abitazione. Qui,successe l'incredibile: la porta non si apriva,come se qualcosa la bloccasse dall'interno. Mentre qualcuno supponeva che fosse stata serrata da qualche malintenzionato che,avendo visto il corteo funebre allontanarsi,aveva colto la palla al balzo per fare razzia,i più forti della famiglia cercarono di spingerla e scardinarla (ndr:portone in legno e ferro antico,ma resistentissimo e pesantissimo). Vedendo che la porta non accennava a cedere,due di loro decisero di passare dalla casa  del vicino ed entrare dal balcone per mezzo di una scala. Riuscendo in questa impresa e scassinata la finestra interna,dopo un giro di ronda per cercare eventuali ladri,scesero ad aprirci.
I loro volti,già provati dal lutto,erano ancora più spettrali. La porta era stata chiusa dall'interno con il chiavistello a scorrere,così come faceva ogni sera il parente ormai defunto. E no,non era entrato nessuno.

4)La pinza per il ghiaccio: a pochi giorni dal funerale,andammo a trovare la vedova per farle compagnia. Decidendo di rimanere per il pranzo,ci sedemmo come di consueto in cucina e iniziammo a mangiare parlando del più e del meno. Ad un certo punto,la discussione cadde su vecchi aneddoti riguardanti il parente scomparso. Storie,viaggi,chiacchierate varie...tutti i più bei ricordi vennero condivisi tra di noi finchè uno degli utensili da cucina (appesi sotto la cappa del forno-spenta in quel momento-) iniziò a vibrare,catturando così la nostra attenzione. 
Fu il più pesante e il meno "aerodinamico" tra tutti a prender vita; la pinza per il ghiaccio che oscillò per qualche secondo fino a quando non si fermò da sola. E pur essendo estate,non avevamo nè ventilatori accesi nè porte aperte che potessero creare corrente.


Non so se esistono spiegazioni logiche a quanto raccontatovi;certo è che l'emotività può giocare brutti scherzi (e un esempio è il primo aneddoto),ma ci sono cose a cui nè la scienza nè la fede possono dare una risposta lasciandoti lì,pieno di sensazioni contrastanti,
di domande e di impotenza. 
Vita dopo la morte o il nulla,fantasmi o entità,questo è accaduto realmente così come ad altri miei conoscenti son successe cose più o meno simili che han turbato persone totalmente razionali e /o completamente scettiche. 
Io stessa,pur cercando di analizzare ogni minimo dettaglio,pur credendo in qualcosa di superiore e pur essendo una "donna di scienza" rimango basita. 
L'unica cosa che un poco mi rincuora è  la soluzione postami da un mio carissimo professore,che recita all'incirca così:
<<Tutto è chimica,particelle cariche,instabilità e ricerca dell'equilibrio,compresi noi che siamo sistemi entropici pronti a scambiare energia.
Concependo il corpo come sistema isolato, durante il procedere della vita si arriva ad un punto in cui si inizia a cedere sempre meno energia libera per compiere il lavoro,finchè non sopraggiunge l'arresto (la morte) sotto forma di un equilibrio termico causato dall' aumento di entropia tendente al suo massimo valore; in vita,però,può succedere che alcune particelle del sistema ancora polarizzate,entrino in contatto con altri sistemi simili (i vivi) o aventi cariche inferiori (oggetti) creando delle "differenze di potenziale" che,successivamente, ci inducono a percepire la presenza del vecchio sistema nel momento stesso in cui si tocchi  un suo oggetto o si riceva l'impulso del ricordo. Per questo vediamo i nostri defunti,per questo li sentiamo vicini o crediamo di esser "osservati": sono le nostre molecole che iniziano ad interagire con quanto è rimasto di loro.>>



E' dunque la chimica a farci 
nascere,crescere,muovere,innamorare,provare piacere o meno per un determinato alimento od odore,......e  a chiudere il cerchio?

7 commenti:

  1. ahahahah molto divertente!!! mi piacerebbe scrivere un post per le stranezze che ho vissuto ma andrei fuori tema...ahahah cmq grazie di avermi fatto conoscere il blog di Moz..me la son fatta sotto dalle risate ;)

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    1. oddio,divertente...quando son successe non è stato proprio così! Però,a seguito di questi episodi ne son successi altri divertenti come,per esempio,la scena del "terremoto":
      una sera ero a casa di amici in una zona periferica del mio paese (praticamente circondati da campagne abbandonate) e,mentre parlavamo di esperienze come queste del post....c'è stata una scossa di terremoto!! Non puoi capire le facce,le urla e il terrore di tutti! (Tra le altre cose avevamo appena visto un film horror).

      Son contenta di averti fatto conoscere Moz :) E' un bravo ragazzo tutto sommato :D

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  2. Dunque... contento di averti ispirato questo post, davvero!! :)

    Vediamo un po'... parto dalla fine: la pensiamo uguale.
    Ossia, la parte un po' più aperta di me tende a credere che comunque siamo fatti di energia, e l'energia non sempre svanisce di colpo.
    E' sicuramente una questione chimica. Dopotutto è per questo che è nata la vita sulla Terra.

    Passiamo ai casi da analizzare, cara Agente Scully :p

    1) hai dato tu stessa la risposta... per me si tratta di emotività. Già da come parli di M. si vede quanto ci tieni a questa persona, un sentimento che ti è rimasto vivo, e invariato, nonostante il lutto e la sua non presenza fisica.
    Pertanto credo che si tratti proprio di emotività.

    2 e 4) trattano persone diverse ma il caso è analogo: una sorta di "segnale" ricevuto, giusto?
    Nel caso di The Sims, la mia parte iper-razionale ti direbbe che è successo e basta, un difetto del computer, una cosa avvenuta in quel momento per puro caso, e che tu hai ricollegato a quella storia.
    Perché sarà successa altre volte, magari cose analoghe con altri mezzi ed elettrodomestici, ma tu ricordi quell'episodio perché lo leghi a M.
    In ogni caso, anche se sono razionale, io credo che questi episodi siano doni della vita, coincidenze che non succedono "a caso", succedono perché devono succedere in quel momento, forse per farci sentire bene.
    Sull'utensile che vibra, non so che dire.
    Sinceramente mi avrebbe inquietato, spero che i miei morti vorranno manifestarsi in modi più solari.
    Cento euro sul comodino, ad esempio, sarebbero più graditi di oggetti da cucina che si muovono XD

    3) questo è il più inquietante. Le spiegazioni potrebbero esserci, perché nella vita ho imparato che succedono cose assurde e allucinanti quando proprio manco ci stai a pensare (ad esempio, sbattendo il portone si è chiuso il chiavistello ecc...), anche se in effetti questa è la cosa a cui una spiegazione concreta non riesco a darla.

    Una domanda: ma questi episodi hanno lasciato (ti han lasciato, nel caso di M., e han lasciato agli altri nel caso del signore defunto) un senso di gioia o di paura?

    Moz-

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    1. sul fatto dell'emotività non posso obiettare ed effettivamente è possibile che l'episodio 2 sia stato un insieme di più cose (pc impallato e il pensiero di M.). Per l'attrezzo della cucina di per sè non riesco a capire come sia stato l'unico a muoversi!! I mestoli,i cucchiai di legno e tutto ciò che poteva farlo con più facilità nell'eventualità in cui ci fossero correnti d'aria impercettibili erano immobili!
      Per il terzo posso dirti che mi pare impossibile che un chiavistello a scorrere da sinistra verso destra si "attivi" nel momento stesso in cui venga chiusa la porta! Soprattutto perchè è abbastanza difficile spostarlo con una sola mano (pesa tantissimo) figurarsi se riesce a scorrere da solo! Potevo darti ragione sul fatto che si sia azionato da solo se fosse stato a leva (cioè di quelli che si abbassano con un angolo di 90°) che con l'urto avrebbe perso la sua posizione eretta....ma questo a scorrere come diamine c'è riuscito? o.O


      Comunque,per quanto riguarda l'episodio di M. dietro di me (n°1) superato il primo secondo di paura (vorrei sfidare chiunque a rimanere impassibile) devo dire che son stata bene anzi,mi sentivo quasi protetta :')
      Per quello del pc non so proprio descrivere la sensazione,ma non era negativa.
      Per il chiavistello e la pinza del ghiaccio,poichè questo parente talvolta adorava farmi qualche scherzetto,l'ho presa a ridere :)
      Infondo,finchè son molecole di persone a me care son serena perchè non penso vogliano farmi del male :)

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    2. Certo, la storia del chiavistello è assurda.
      Non saprei spiegarla.
      Mettiamola così, volendo essere razionali (!): siccome quel signore amava scherzare, la vita ha voluto donarvi un ultimo scherzo da attribuirgli :)

      Moz-

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