Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena, pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
.Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone, ideali o religioni; semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Grazie e Buona lettura.

11/06/14

Il motivo della mia assenza

"...Troppo chimico, e chimico per troppo tempo, per sentirmi un autentico uomo di lettere; troppo distratto dal paesaggio, variopinto, tragico o strano, per sentirmi chimico in ogni fibra, [...] mi sono divertito a guardare il mondo sotto luci inconsuete, invertendo per così dire la strumentazione: a rivisitare le cose della tecnica con l’occhio del letterato, e le lettere con l’occhio del tecnico.

[...] quando un lettore si stupisce del fatto che io chimico scriva, rispondo che scrivo proprio perché sono un chimico.

La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete; serve a educare se stessi; io ho scelto di interessarmi di chimica che ero un bambino, avevo 14-15 anni: perché mi appassionava il parallelismo tra la formula scritta sulla carta e quello che avviene nella provetta: mi sembrava già allora qualcosa di magico e la chimica mi sembrava la chiave principale per aprire i segreti del cielo e della terra, e aver letto allora che uno spettroscopio permette di conoscere la composizione chimica di una stella, mi sembrava uno dei massimi poteri dell'uomo.
[…] Mi volevo mantenere fedele all’idea che la nobiltà dell’Uomo, acquisita in cento secoli di prove e di errori, era consistita nel farsi signore della materia e vincere la materia è comprenderla, e comprendere la materia è necessario per comprendere l’universo e noi stessi […].
Il chimico ingaggia una scherma, una partita a due con la materia. Una cosa è molto importante in questa lotta: il chimico non può mai smarrire la lucidità della propria ragione, non può mai abbandonarsi al compiacimento dell’ipotesi elegante e non provata; deve sempre verificare ciò che scopre, qualsiasi sia la sua piccola vittoria. Questo, più di ogni altra cosa, insegna la chimica: a vigilare sempre con la ragione.
[…] noi (chimici) montiamo e smontiamo delle costruzioni molto piccole. Ci dividiamo in due rami principali, quelli che montano e quelli che smontano, e gli uni e gli altri siamo come dei ciechi con le dita sensibili […] perché le cose che manipoliamo sono troppo piccole per essere viste, anche coi microscopi più potenti; e allora abbiamo inventato diversi trucchi intelligenti per riconoscerle senza vederle. Quelli che smontano, cioè i chimici analisti, devono essere capaci di smontare una struttura pezzo per pezzo senza danneggiarla […]; di allineare i pezzi smontati sul bancone, sempre senza vederli, di riconoscerli uno per uno, e poi di dire in che ordine erano attaccati insieme. [...] Ma non abbiamo (ancora!) quelle pinzette che ci permetterebbero di prendere un segmento e di incollarlo nel verso giusto sul segmento già montato. Se le avessimo saremmo già riusciti a fare delle cose graziose che fin adesso le ha solo fatte il Padreterno […]
[…] il laboratorio: ci stavamo cinque ore al giorno, era un bell'impegno. Un'esperienza straordinaria. In primo luogo perché toccavi con mano: alla lettera, ed era la prima volta che mi capitava, anche se magari ti scottavi le mani o te le tagliavi. Era un ritorno alle origini. La mano è un organo nobile, ma la scuola, tutta presa ad occuparsi del cervello, l'aveva trascurata. E poi il laboratorio era collegiale, un centro di socializzazione dove si diventava veramente amici. [...] Credo che ogni chimico conservi del laboratorio  un ricordo dolce e pieno di nostalgia. Se ne usciva, ogni sera, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa; il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.

[…] il sistema periodico di Mendeleev, che proprio in quelle settimane imparavamo laboriosamente a dipanare, era una poesia, più alta e più solenne di tutte le poesie digerite al liceo: a pensarci bene, aveva persino le rime! L’espressione è paradossale, ma la rima c’è proprio. Ogni riga termina con la stessa “sillaba”, sempre composta da un alogeno più un gas raro: fluoro + neon, cloro + argon…Ma nella frase c’è di più. C’è l’eco della grande scoperta, quella che ti toglie il fiato; dell’emozione (anche estetica, anche poetica) che Mendeleev deve aver provato quando intuì che ordinando gli elementi allora noti in quel certo modo, il caos dava luogo all’ordine, l’indistinto al comprensibile [...] Ravvisare o creare una simmetria, “mettere qualcosa al posto giusto” è un’avventura mentale comune al poeta e allo scienziato.

[..] accade anche in chimica, come in architettura, che gli edifici “belli” e cioè simmetrici e semplici, siano anche i più saldi: avviene insomma per le molecole come per le cupole delle cattedrali o per le arcate dei ponti.
In questo libro ho cercato di mettere in luce la nobiltà del nostro lavoro, il suo valore educativo e formativo, in polemica con le ideologie correnti ancora oggi nel nostro paese, secondo cui l'unica via maestra per la cultura e la maturità passa per il latino, il greco e l'analisi estetica, mentre la matematica e la fisica sarebbero astruserie inutili, o utili solo come mestiere, come guadagna-pane. Fantasticavo di scrivere la saga di un atomo di carbonio, per far capire ai popoli la poesia solenne, nota solo ai chimici, della fotosintesi clorofilliana[...], volevo convogliare ai profani il sapore forte e amaro del nostro mestiere, che è poi un caso particolare, una versione più strenua, del mestiere di vivere.
Si possono raccontare delle storie, penso interessanti e comprensibili da tutti, anche attingendo a questa cosa misteriosa, sospetta, arida, che i non chimici vedono nella chimica.
La chimica è l’arte di separare, pesare e distinguere: sono tre esercizi utili anche a chi si accinge a descrivere fatti o a dare corpo alla propria fantasia.

La chimica mi ha insegnato chiarezza e
concisione, l’abitudine a pesare le parole, la virtù della pazienza, il gusto per la concretezza.



Sono debitore al mio mestiere anche di ciò che fa maturo l’uomo, il successo e l’insuccesso, riuscire o non riuscire, le due esperienze della vita adulta necessarie a crescere."


Primo Levi.

10 commenti:

  1. Odio la chimica, ma apprezzo tanto il tuo amore per essa.
    Torna presto! :D

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La chimica è come la matematica; o la si odia o la si ama xD
      Prometto di tornare presto e chissà, magari un giorno pubblicherò pure il video di qualche esperimento per dimostrare a tutti il lato giocoso di questa disciplina :D
      Grazie Moz ^_^

      Elimina
  2. Molto bello questo post-citazione.
    Ma sappi che sono molto belli anche i tuoi. Sia faceti sia seri.
    Ragion per cui io li aspetto, e li aspetterò, cara la mia chimica preferita.
    Baci dalla calura romana

    Vale A

    RispondiElimina
    Risposte
    1. =°° Ma qui mi si vuol far sciogliere dall'emozione e dalla commozione (non cerebrale) =°°
      Grazie Vale, spero di tornare a tutto gas ^_^

      Elimina
  3. Ecco il commento bis!!
    Dicevo che con questo passo mi hai fatto rivalutare una materia che per me era a dir poco incomprensibile
    (avevo scritto forse un'altra cosa, ma non ricordo con precisione!)

    :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ed eccolo pubblicato e non erroneamente cancellato xD S'è visto che non ci sto con la testa di questi tempi? :P
      Comunque la chimica è incomprensibile perchè cerca di farsi comprendere da pochi, ma se si riesce a trovare la chiave di lettura diventa davvero interessante forse al pari di una lingua sconosciuta :)

      Elimina
  4. La chimica, vedo, insegna anche a essere poeti <3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ehhh sì, però non rende belli, anzi! Dopo cinque-otto ore di laboratorio immersi nei fumi della scienza il fisico (corpo) ne risente :D <3

      Elimina
  5. mi è piaciuto molto questo post... :)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...