Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

28/11/14

Una Terrona ha Terrorizzato Milano (Parte 4)

Nelle Puntate Precedenti:
La scoppiettante coppia terrona, dopo le baldorie della notte precedente, si è ritrovata al cospetto del Cenacolo. E son solo le 10 del mattino.

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Fuori dal refertorio in cui è custodita l'Ultima Cena.
F:<<Adesso cosa facciamo?>>
<<Non saprei...cosa c'è da vedere qui in giro a parte quel simpatico vecchietto con il banchetto dei souvenir?>>

F:<<Aspè, mi collego ad internet e ti faccio sapere...>>
<<Seh, buonanotte! Il tuo telefono è lento!>>
F:<<Ma me l'hai regalato tu!>>
<<Appunto, per questo so che è lento. Sai che facciamo? Mentre tu cerchi info io do un'occhiata alla bancarella del vecchino.>>
F:<<Vengo anche io che ho promesso qualche pensierino.>>
Calamite del Cenacolo, cartoline del Cenacolo, poster del Cenacolo, cucchiaini con il manico avente raffigurato il Cenacolo, Cover per cellulari del Cenacolo...cosa avrò comprato mai?
<<Uhhh, che bella questa maglietta! Mi scusi, quanto viene?>>
Vecchietto:<<L'è 10 euro!>>
<<La prendo!>>
Vecchietto:<<Siete turisti?>>
F:<<Sì sì, veniamo dalla Sicilia!>>
V:<<Bella la Sicilia! E ditemi, l'avete visto il museo delle Scienze?>>
<<IL MUSEO DELLE SCIENZE?!>>
V:<<Sì, è qui vicino nè! Vi indico la strada!>>
F:<<Perfetto, grazie!>>

AL MUSEO:

<<Bello,bello,bello! Scienza!>>
F:<<Anche Leonardo era uno scienziato! Artista e scienziato!>>
<<LO SO.>>
F:<<Comunque, stando alla brochure, qui son esposte le riproduzioni di alcune delle macchine più famose di Leo...>>
<<Leo?>>
F:<<Leonardo!>>
<<Ah, vi date del tu?>>
F:<<Scema! Invece pensi che riusciremo a vedere tutto?>>
<<Lo spero!>>

Su sette diversi "settori" siam riusciti a vederne sei e mezzo in meno di due ore. Due ore soltanto per immergerci tra comunicazione, trasporti, energia, Leonardo, arte, spazio, musica e chi più ne ha ne metta. Mal di piedi e mal di schiena inclusi nel prezzo.
F:<<Da dove iniziamo....more?!?! More, dove sei?>>
<<Sono qui! Sto fotografando una cosa!>>
F:<<Siam entrati da nemmeno cinque minuti e già stai scattando foto!?>>
<<E' forse vietato?>>
F:<<Ma devi scattarle proprio a queste cose?>>
<<Certo, così posso riguardare quest'immagine quando voglio e scegliere più facilmente la pietra del MIO anello di fidanzamento!>>

F:<<Tuo? Perchè, te lo compri da sola?>>
<<Contaci.>>
Come potete ben capire, il primo dipartimento visitato è stato quello dedicato all'arte e all'oreficeria; pezzi di collezioni private, monili di pregiata fattura provenienti da ogni secolo e da ogni anfratto del mondo, quadri e statue, affreschi e utensili da toilette.... l'apoteosi della bellezza eterna.
Poco distante, invece, abbiamo trovato il Dipartimento dedicato al trasporto a quattro ruote con tanto di auto non ben definite e non molto conosciute, lo ammetto.

A seguito di ciò, e per la gioia del chitarrista che vive nelle viscere del mio uomo, siam entrati nella Sezione dedicata a gli strumenti musicali: viole, violoncelli, chitarre, mandolini, pianoforti, archi, arpe...di tutto.
E i suoi occhioni neri si son illuminati di fronte a tutti quei bellissimi "giocattoli".
F:<<Amò guarda, han ricostruito una bottega da liutaio!>>
<<E qui invece han sezionato un pianoforte! Ecco come funzionano i tasti e i pedali!>>
F:<<Chissà quali altre meraviglie troveremo più avanti!>>
Nemmeno il tempo di dirlo che abbiamo varcato la soglia della sezione dedicata all'orologeria dalla meridiana all'orologio digitale.
<<Guarda questo orologio!>>
F:<<E' un normalissimo cipollotto!>>
<<Sì, ma segna l'ora sbagliata!>>
F:<<Amore, ma son orologi da esposizione...>>
<<Che significa! Metti che uno qui dentro perda la cognizione del tempo e voglia sapere almeno che ore siano! Non può certo far affidamento su questi orologi!>>
F:<<Quale parte del termine "esposizione" non t'è chiara?>>
<<E' come dico io. Passiamo avanti.>>
Da gli orologi siam passati all'ala dedicata al Suono, ergo alle radio&co tra cui spiccava la radio dei Balilla e il vecchio giradischi che mio padre conserva ancora con tanto amore.
F:<<Guarda! Il giradischi di tuo padre!>>
<<Ahahahah, poverino, se sapesse che un oggetto da lui usato si trova esposto in un museo come pezzo d'antiquariato ci rimarrebbe malissimo!>>
F:<<Infatti...comunque guarda lì, ci sono le "Telecomunicazioni"! Chissà se troviamo la vecchia televisione di zia!>>.
Ehhh, le telecomunicazioni! Dai primi telegrafi alle ormai desuete "pizze" delle cineprese, passando per.....Panico. Dolore. Sofferenza. Senso di impotenza.
Il mio uomo s'era distaccato giusto quei quattro secondi necessari perchè io provassi tutta quella caterva di emozioni poco gradite. S'era semplicemente soffermato difronte alla ricostruzione di un vecchio televisore a tubo catodico perchè cadessi, inerme, nel vortice del patos. 
Ero lì, imbambolata di fronte ad una vetrina. Non un gesto, non un respiro. Solo un lento lamento rimbombava dalla mia cassa toracica. E non era fame.
F:<<Amore, ma perchè ti...ODDIO! NO! Non ci credo!>>
Signori e signore, difronte a noi si ergeva uno spettacolo raccapricciante; tra tutti quei vecchissimi telefoni e telegrafi che già conoscevamo come "pezzi d'antiquariato" c'erano anche loro:
I TELEFONI DI CASA MIA.
<<I...i...i miei telefoni.>>
F:<<Non può essere, non sono pezzi da "collezione"!>>
<<I..i...i miei telefoni!>>
F:<<Amore dai, respira!>>
Poco distanti da noi, una allegra famigliola composta da madre, padre e pargolo di sette anni osservavano un altro punto nevralgico della sezione.
Bimbo:<<Papi, ma cos'è questo coso?>>
Padre:<<Si chiama cabina telefonica e quand'ero giovane serviva per telefonare fuori casa.>>
Bimbo:<<Che brutto periodo quello in cui sei nato! Questi son telefoni della preistoria!>>
Madre:<<Vieni che ti faccio vedere il primo cellulare che mamma ha comprato! Pensa che non era nemmeno a colori.>>
Signori, signore....sapete qual è il telefonino in questione? IL NOKIA 3330. Dolorissimo.
<<Amore, ti prego, portami lontano da questo padiglione prima che mi metta a piangere cantando le canzoni di Cristina d'Avena!>>
F:<<Non fare la melodrammatica che anche io mi sento vecchio qui dentro! Su, andiamo di là che c'è l'ascensore!>>
M'ero demoralizzata. Quei telefoni e quel cellulare m'avevan messa difronte all'amara verità; sono vecchia.
F:<<Eddai more,riprenditi! Senti, qui c'è scritto che al piano di sotto troviamo la sezione dedicata alla Chimica!>>
<<CHIMICA?!>>
Avete presente un bimbo al parco giochi? Ecco, avevo la stessa espressione. Con il naso per aria seguivo i fili conduttori che univano le formule brute dei vari materiali, cercando qualcosa da toccare, analizzare, standardizzare. In tutto questo il mio ragazzo non si capacitava della mia ritrovata vitalità.
<<Ohhh, il vinile! Il mio caro e amato PVC! E qui chi c'è? Il nailon!>>
F:<<Sì. Ok...Toh! Qui han ricostruito un antico laboratorio di chimica! Ma tu guarda che armamentario da Alchimista! Nemmeno Mago Merlino...>>
Il gelo calò tra di noi. Il mio viso gioioso e festoso tornò ad esser cupo e depresso più velocemente di quanto non precipiti il cloruro d'argento in soluzione.
F:<<Ohi! Ma che ti prende?!>>
<<Quello è il mio armamentario.>>
F:<<Ok, ma mica usate queste cose! Cioè, queste risalgono ai primi del '900!>>
<<Lo vedi quel mantello riscaldante?>>

F:<<Quel cosa?!>>
<<Quel coso blu cavo all'interno. E' lo stesso che ho usato io a Maggio durante il laboratorio di Sintesi Organica.>>

F:<<Ah.>>
<<Eh.>>
F:<<Andiamo avanti?>>
<<Andiamo.>>
Finalmente, dopo tanto dolore e sofferenza, siam giunti nell'area dedicata alla ricostruzione delle macchine di da Vinci; macchine idrauliche, termiche, a vapore....macchine "volanti", nautiche e tessili. Macchine per tutto e tutti.

F:<<Chissà come sarebbe stato conoscere Leonardo...e magari andare a bottega da lui!>>
<<Io non avrei voluto vivere a quei tempi.>>
F:<<Perchè?>>
<<Troppe malattie, si moriva giovani e le donne non eran molto considerate. Però avrei potuto usare della vetreria "nuova", ora che ci penso...>>
F:<<Smettila. Invece guarda lì, c'è la parte dedicata all'Astronomia!>>
<<UN SOTTOMARINO?!>>
F:<<Cosa c'entra un sottomarino con l'Astronomia!?>>
<<No, è che qui ho letto che c'è un sottomarino nel museo! Ma come han fatto a farlo entrare?!>>
F:<<...forse che si trova fuori? All'aperto?>>
<<E con l'acqua?>>
F:<<Ma quale acqua! Vieni che ti faccio vedere!>>
Signori, signore, ecco a voi il Toti, primo sottomarino costruito dalla cantieristica navale italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale.


 Sfortuna volle, però, che quel giorno non fosse possibile visitare
l'interno del suddetto sottomarino, nè tanto meno il padiglione dedicato al trasporto navale. Inoltre, ormai, mancava poco al rientro e al pranzo pre-matrimoniale, quindi dovevamo tornare alla base.
Usciti perciò con tanto ancora da vedere e tanto dolore dentro le vene, il nostro obiettivo successivo altri non era che ritrovare la metro.
F:<<Allora,stando al mio cellulare e all'App scaricata dobbiamo andare avanti per 200 metri, poi svoltare a destra e troveremo l'ingresso della metropolitana...>>
<<Sei sicuro? Perchè secondo me basta fare la strada a ritroso...>>
F:<<Siam usciti da un altro lato del museo, siam in un punto diametralmente opposto! Fidati!>>
Quanto abbiam camminato? 1 km? Bene, non c'era nessun ingresso della metro.
F:<<Chiediamo indicazioni! Scusi, per la metropolitana?>>
Signore:<<Vah che hai sbagliato,nè! Gira di là e la trovi!>>
Effettivamente, girando lì dove c'era stato detto si trovava l'ingresso della metro. Peccato fosse la M2.
<<Noi dobbiamo prendere la M1!! Ci siamo persi! Ci siamo persi a Milano!!!>>
F:<<Calma! Ho la soluzione!>>
<<Cosa intendi fare?!>>
F:<<La strada a ritroso!>>
<<Mavaff.....>>

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Nella prossima puntata:
Riusciranno i nostri terroni a tornare a casa dei Parenti per l'ora del pranzo? Con chi avrà a che fare Doppio Geffer? Dove finiranno questa volta e cosa vedranno di veramente Made in Milano?
Rimanete sintonizzati con un vecchio windows '98!

8 commenti:

  1. I telefoni prebellici li adoro. Voglio quello color grigio topo con la rotella al centro :):):):)

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    1. C'erano anche loro! E non solo! Avevano esposto telefoni anni '60 che avevo visto solo nei film *_* Tipo quelli a forma di labbra oppure quelli a "uovo"....stupendi *_*

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  2. Quei telefoni!
    Ma andava bene anche a M1, poi tanto incrociano da qualche parte!

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    1. Quei telefoni funzionano ancora benissimo a casa mia xD E fino a cinque anni fa da mia nonna c'era ancora quello con la rondella e il catenaccio xD

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  3. Anche io ho avuto quei telefoni a Paesello fio a poco tempo fa e qui a Cittàlavoro ne abbiamo uno ancora più vecchio! Posso far concorrenza al museo delle scienze :D
    Oddio le cabine telefoniche e le schede telefoniche, sembra passato un secolo! Però in questo caso non siamo noi che siam vecchie sono le telecomunicazioni che si sono evolute troppi in fretta U_U

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    1. Non mi dire che hai quello con la rondella xD
      Comunque non so se sia vero che la colpa è delle telecomunicazioni troppo "celeri" :/ Infondo abbiamo superato il quarto di secolo! =°°°°°
      E' un dato di fatto e anagrafico xD

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  4. Bastava cambiare a Cadorna o Loreto ;-)

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    1. Sarà, ma non volevo levare l'ebrezza dell'avventura al mio uomo xD Tanto,alla fine, siam tornati a casa sani e salvi!

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