Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena,pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
. Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone,ideali o religioni, semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Le critiche costruttive e i consigli sono ben accetti. Grazie e Buona lettura.

05/07/15

The Geffer is on the table

<<Uh, che bel faccino abbronzato!>>
Ma chi, io?
<<No, parlo della ballerina in ceramica con il tutù in raso rosa che c'è sopra lo scaffale.>>
Ma se è dipinta color oro per risaltare il grezzume l'eleganza?
<<Infatti, imbecille! Sei stata a mare?>>
Se ti rispondo sinceramente poi lo vai a spiattellare al professore?
<<Non so, dipende da cosa mi offre....>>
Stronza. Comunque sì, mi sono concessa un pomeriggio di mare con il moroso e l'amica inglese.
<<Ah-ha! Allora tutte le tue pantomime sullo studio, su quanto sia stressante questa sessione estiva e tutto il resto erano solo un pretesto per attrarre l'attenzione?>>
Ovvio che no. Diciamo solo che mi son concessa quel pomeriggio di relax perchè....beh, perchè mi c'ha trascinato il fidanzato prima di ritrovarmi ricoverata in ospedale.
<<In che senso?>>
Ma niente.....solo che mi sto causando una colite spastica a furia di prendermi d'ansia. Della serie che supero un esame (siam passati in TRE su TRENTA. Ho detto tutto) la mattina e il pomeriggio stesso sono già sotto con un'altra materia, stando però sdraiata a letto a causa delle coliche.
Della serie che, ormai, la mattina non posso prendere più il caffè. Niente più alcool, niente peperoncino, solo Buscopan. Buscopan, gallette di riso e lacrime.
Per questo quel dì in cui son scesa in spiaggia, è stato solo dietro cazziatone del fidanzato preoccupato per la mia salute e per la sua testa.
<<Cosa c'entra la sua testa?>>
Beh, già è tanto se mi sopporta mentre mi diletto in soliloqui sull'esame imminente e su quanto io sia terrorizzata...ci manca solo che aggiunga anche i problemi di salute e mi molla in tronco!
<<Pover'uomo! Almeno a mare ti sei rilassata? Cos'hai fatto di bello?>>
Beh, mi son goduta il sole, l'acqua fredda della foce (dove vado io la spiaggia è divisa in due da un piccolo fiume, la cui temperatura è di circa 10° C, che sfocia a delta nel mare formando così una piccola piscina naturale di acqua salmastra) e....
<<E?>>
E mi son portata i libri per studiare....
<<Abbè, allora sei scema! Ci sei riuscita?>>
No. Ho preferito parlare con l'amica inglese.

Continua la mia odissea con l'inglese non scolastico.
Io, lei, e la comunicabilità stentata. O meglio, la comunicabilità a gesti.
Dopo oltre UN MESE insieme e a stretto contatto, mentre lei riesce già a esprimere concetti più complessi tipo "io credo che tu non imparerai mai l'inglese nemmeno se ti rinchiudessero in una stanza con Mr Brown.", io ho imparato giusto due o tre paroline nuove.
Ovvero, so dire (oltre a sparkling e loo):

-breath (alito)
-smell (odore)
-swordfish (pesce spada)
-drunken (ubriaco)
 e ultima, ma non per importanza...
-diarrhea.

<<Cose belle, davvero.>>
Oh, mica è colpa mia se in tutti gli anni di scuola dell'obbligo le mie insegnanti preferivano sempre far altro piuttosto che dell'inglese VERO.
Lo so, potrà pure sembrare una giustificazione alla politichese ("la colpa non è mia ma degli altri!"), ma purtroppo m'è andata così sia per la matematica che per l'inglese.
Dalle elementari al liceo, difatti, non s'è mai fatto nulla di concentro in ambo le materie.
Qualche colore, qualche numero, tanti ed inutili jazz chants,e?
E letteratura inglese. Letteratura inglese come se piovesse. Però sapendo poco e niente di grammatica, ça va sans dire.
<<Scusa, però noto che il francese lo sai!>>
Sì, e a differenza dell'inglese, il francese l'ho studiato solo per tre anni. Tre anni in cui la prof, però, entrava ed usciva dall'aula parlando francese. Ed è per questo che, pur non parlandolo fluentemente come ai tempi, tutt'oggi riesco bene o male a farmi capire (accento a parte, ma qui è questione sia di abitudine che di "orgoglio" italiano).
Con l'inglese...beh, grazie alla "letteratura" so leggerlo e tradurlo. Ma non so, ancora oggi, comporre una frase di senso compiuto che non suoni come
"io avere fatto cacca. Tu avere carta per culo?".
Ed è per tal motivo che, passo oltre due ore cercando di tradurre il termine "materassino gonfiabile" con quel poco di inglese che conosco grazie ai videogiochi, ad MTV, alle canzoni dei Queen e alle istruzioni IKEA.
Ed è grazie alla prof che ci fece ripetere per un anno intero la filastrocca "one banana, two banana three banana four!" che non so come spiegare alla mia amica londinese cos'è il malocchio.
Sì che il malocchio, effettivamente, è difficile da spiegare anche in italiano, ma tant'è.
Insomma; non riuscire a comunicare è brutto. E' brutto non sapere le basi di questa lingua ed è ancor più brutto il fatto che lei si ritrovi a dover parlare italiano per farsi capire da me.
<<Arriva al sodo.>>
Il sodo, o the bottom line che dirsi voglia, è solo un accorato appello alle insegnanti d'inglese di vecchia e nuova generazione.
Professoresse e professori cari, smettetela. Smettetela con le canzoncine idiote per imparare i colori, smettetela con le frasi di rito che in realtà, nella quotidianità made UK non si usano manco per scherzo....smettetela con le lezioni d'inglese fatte parlando italiano! Dovete dare un impatto violento con la lingua, della serie "o impari a chiedere un bicchiere d'acqua o puoi morire di sete"!
So che la mia affermazione sembra esagerata e che molto probabilmente, sparsi per l'Italia, ci siano già insegnanti che adottino questo metodo con successo...però, come si dice? Repetita iuvant.
Anzi, visto che siamo in the dance, ho un'ultima richiesta:
BASTA con la trita e ritrita frase "the pen is on the table".
Davvero, forse è l'unica frase che tutti noi sappiamo dire senza sbagliare pronuncia, senso e compagnia bella. Ed è anche l'unica frase che forse non ci servirà MAI.
Insegnateci, piuttosto, a spiegare che in Italia le strade son tutte disastrate perchè i politici si mangiano i soldi. Oppure, insegnateci a dire che se non eccelliamo nella comunicazione è perchè il nostro sistema scolastico ormai è ridotto all'osso sempre grazie a quei politici che si mangiano i soldi dei cittadini.

Mal che vada, se questi concetti sembran troppo complessi e dati i tempi moderni in cui viviamo, io tramuterei la precedente frase in qualcosa di più utile, come
"The tablet's pen is on the table, wants a wrapping?".
Così, giusto per esser sicuri che si possa usare almeno una volta.

4 commenti:

  1. Io ho solo una domanda! Wrapping of what!? XD Non ho capito.

    Comunque ti capisco, dopo un esame avevo la febbre a 37 e mezzo. Lo stress abbassa le difese immunitarie. Quindi mUoriremo!

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    1. ASHAhsHSH si vede che ho usato google translate, vero? Comunque, in teoria, la frase sarebbe:
      "il pennino del tablet è sul tavolo, vuole che gli e lo confezioni?"
      xD
      Per il fatto della febbre ho molte amiche e conoscenti così :S E oddio se i prof capiscono mai la situazione e cercano di smorzare l'ansia! Anzi! -.-

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  2. Io mi ammalo ogni volta che torno a casa per le ferie. Si chiama calo di pressione o una cosa del genere. comunque è vero che con le lingue siamo messi male, o le impari da autodidatta o campa cavallo. devo ringraziare la musica e le tante puntate in lingua originale. Il liceo non basta, bisogna essere costanti.

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    1. Calo di pressione? Io la chiamerei sfiga :D

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