Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena, pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
.Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone, ideali o religioni; semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Grazie e Buona lettura.

10/09/15

Back to School!

Ore 07:00 del mattino. Vengo svegliata da un gran baccano proveniente dalla cucina, misto all'odore del caffè e a quello delle uova e prosciutto di papà.
Mi alzo e vado a vedere per quale motivo ci sia tutta questa caciara.
<<A' ma'! Son le sette, cosa diamine è successo?!>>
Madre:<<Appunto, son le sette!!! E' il primo giorno di scuola e io sono ancora qui, è tardissimo, ho i bambini che mi entrano in prima, devo esser lì per vedere se il diluvio di ieri ha fatto danni, è il primo giorno di scuola, capisci? IL PRIMO GIORNO DI SCUOLA!>>
<<Madre adorata, rilassati. Proprio perchè si tratta del primo giorno di scuola nessuno sarà puntuale. Lo dico per esperienza.>>
Madre:<<Parla la studentessa navigata!!!>>
Beh sì. Infondo i miei bei 13 anni di scuole dell'obbligo li ho fatti e neanche tanto tempo fa. Ergo, ricordo ancora cosa voglia dire il primo giorno di scuola. E anche il secondo, il terzo....

Ah, la scuola! Le speranze di un anno scolastico fantastico il primo giorno di scuola, la gioia delle vacanze natalizie e di quelle estive, l'ansia per gli esami di stato.
Quella sicurezza dei giorni futuri, di rincontrare sempre le stesse facce, gli stessi pensieri, gli stessi libri....quel cercare di inserire la vita vera in un'ampolla di certezze, senza rendersi conto che così facendo si creano solo false speranze....
Eppure, vuoi o non vuoi e sistema scolastico a parte, la scuola può davvero formarti.
Può insegnarti ad esser più forte, ad avere più fiducia in te e a saper affrontare i piccoli problemi con astuzia, logica e sagacia.
Insomma, la scuola può insegnarti ad uscire i denti con chi ti mette i bastoni tra le ruote.
Su altre tipologie di insegnamento, invece, lascio il beneficio del dubbio.

Indi per cui poscia, cos'ho realmente compreso in quegli anni fatti di diari, penne colorate e voglia di diventar grandi?

- Ho imparato a non fidarmi di chi, fin da subito, ti chiama "tesoro","vita","amore", cuore,battito e quant'altro di smielato esista. Chiunque ti chiami così, specie dopo nemmeno due giorni dal vostro primo incontro tra i banchi, è all'80% una grandissima (o grandissimo) leccaculo. Oppure, peggio ancora, una Giuda Iscariota di prima categoria.

- Ho imparato che se quella persona, tua compagna di studio fin dalle elementari, decide di mettersi a dieta/cambiare look/cambiare stile di vita, non ti rivolgerà più la parola fingendo di non conoscerti. Perchè? Credo perchè tu conosca quello che realmente era. E forse,  è ancora.

- Ho imparato che la più perfettina 
della classe, quella con una leggera aria da sfigata perchè non si trucca e viene con le codine anche a diciott'anni inoltrati, spesso cela in sè l'animo di Cicciolina.

- Ho imparato che il primo della classe, quello che ha tutti 9 e 10 fin dal primo giorno, e che magari è anche il figlio di qualche prof/politico, è sì intelligente...ma è ancor più furbo nel saper vivere di rendita o nel nascondere sapientemente i bigliettini nel dizionario.

- Ho imparato a fingere. Fingere di capire un argomento, fingere di rispettare un professore, fingere di esser attenta, fingere di stare male, fingere di sapere la risposta in modo tale che il prof cercasse di beccare impreparati e non il contrario. Ho imparato a fingere di voler bene a delle compagne di classe e a trovarmi bene con loro.

- Ho imparato a mentire, a vendere i favori e a copiare la versione fatta dalla mia compagna in quei 0,5 secondi antecedenti il suono della campana. E ho quasi imparato a falsificare la firma di mio padre.

- Ho imparato a contare sulle mie forze quando andavo in gita a lungo raggio e mi ritrovavo a combattere con compagni sbronzi e compagne in piena tempesta ormonale, mentre giravo per la città senza un cellulare e senza nemmeno una scheda telefonica.

- Ho imparato a non spiattellare la mia vita privata con "le amiche di banco" in quanto buona parte delle mie parole veniva spesso usata contro di me.

- Ho capito che l'amicizia tra donna e uomo esiste, soprattutto se si cresce insieme....e non ci si mette in mezzo la sua fidanzata.

- Ho imparato che c'è sempre un prof (o una prof) che per partito preso ti odierà. Ma ci sarà sempre un'altra prof che, al contrario, ti vorrà bene come una figlia.

Ho imparato talmente tante cose, in quei lontani anni di scuola, da non ricordarle più tutte. Alcune, sono diventate parte integrante di me, altre le ho dovute scordare per far spazio a nuove esperienze più o meno brutte e altre sono ancora nitide difronte i miei occhi.
Come l'ansia e il batticuore quando ci si dava appuntamento durante il cambio della quarta ora in un corridoio deserto solo per guardarsi, baciarsi, innamorarsi.
Come le strategie per uscire prima (o per entrare dopo) architettate con le amiche (di altre classi o altre scuole).
Come le ore di supplenza fatte di confidenze, progetti per il futuro, fotografie e teoria del sesso appresa grazie a internet.
I pianti in bagno, le fughe dalla palestra, le assemblee dove nessuno ascoltava i rappresentanti ma tutti eran contenti di non dover far lezione. Gli scioperi indetti palesando una coscienza politica inesistente, le ricreazioni troppo veloci, i compiti in classe troppo lunghi.
Ho imparato che la vita va avanti anche quando quel banco, quello scalino della palestra e quel parcheggio del motorino è ormai vuoto perchè Lui non c'è più.
Ho imparato che quei grandi amori per cui ci si struggeva il cuore era sempre meglio perderli che trovarli, che le Best Friends Forever possono cambiare nel giro di una stagione estiva e che se la sfiga ti segue fin dalla nascita, non ti lascerà certo in quegli anni.
Già, perchè io son l'unica sfigata che decide di far calia (aka marinare le lezioni) a diciotto anni suonati e...esser beccata dal padre dopo nemmeno mezz'ora.
E son anche l'unica che, dopo anni e anni di correttezza, decidendo di scriversi DUE formule di fisica dietro il righello, viene beccata dalla prof.
Ma non perchè avessi l'aria sospetta o quant'altro, no.
Son stata beccata perchè purtroppo avevo il righello di Diddl. Lo stesso stramaledetto righello che la figlia della prof cercava e che quindi ha attratto la sua attenzione al punto da farle venir voglia di prenderlo in mano e rigirarlo tra le mani per guardarlo attentamente.

Sì, a scuola ho imparato tanto. Soprattutto quelle due formule di fisica.



Godetevi questi anni, fate tante belle esperienze, studiate di tanto in tanto e....non comprate righelli di Diddl!!!
Buon inizio!!!

4 commenti:

  1. Che ansia il primo giorno. Da bambina per la novità da adolescente per paura di non essere abbastanza.

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    1. A me invece il primo giorno (e l'ultimo) son sempre piaciuti.....vuoi perchè con il primo si facevan nuove conoscenze e ci si rivedeva con compagni che vivevan lontano, vuoi perchè sicuramente non si faceva lezione....ecco, forse è solo per questo che mi piacevano :D

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  2. oddio i righelli delal diddle uahahah che mi hairicordato!!!

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  3. Eheheheh, e vogliam parlare dei portachiavi, i diari, i borselli e quant'altro presentava quel topo come marchio? :D Erano un must!

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