25/10/15

Con l'acqua alla gola

ATTENZIONE! Il seguente post contiene lamentele.

Latito. E ne sono consapevole, ma se vi riassumessi ciò che ho fatto in queste ultime due settimane, mi dareste un premio per l'operosità che Ape Maia levate. Infatti, negli ultimi 14 giorni (giorno più, giorno meno) ho avuto il piacere di:

-ricominciare con le lezioni (e relativi viaggi della speranza)
-dover badare a casa (motivi privati che non sto qui a spiegare)
-fare le scarpe a Cracco (ho preparato una torta soffice al cioccolato con ganache di cioccolato fondente da far tremare le bilance)

-studiare
-presenziare a due lauree e due cresime
-fare da taxi a parentado di vario genere e grado
-fare spesa in tutti i supermercati della Sicilia
-comprare attrezzi da bricolage (io che non son brava con lo smalto per unghie, figurarsi con quello per i mobili)
-spalare acqua.


Già; spalare acqua. 
Perchè proprio pochi giorni fa, il simpatico Giove Pluvio, ha ben pensato di farmi provare l'ebrezza di esser mondina per un giorno. Translate, son stata mezza giornata con l'acqua alle caviglie (se non poco più su) in casa.

Come alcuni di voi sapranno grazie a quei tre o quattro telegiornali nazionali che han fugacemente riportato la notizia, in questa settimana s'è abbattuto un violento temporale sul Sud Italia e, tra le zone maggiormente colpite, c'è stata anche Catania.
Catania barocca, Catania gastronomica, Catania abbandonata dalle istituzioni.
Perchè grazie alle cattive amministrazioni passate e presenti, è successo il finimondo nei comuni, nelle frazioni e nella metropoli stessa.
Prendete per esempio Valverde  e la sua voragine, oppure Acireale e il simpatico surfista stradale che per ingentilire il boccone amaro dei tombini straripanti, ha pensato bene di sdrammatizzare quanto accaduto. 
Tutto qui? No, la pioggia versatasi non è stata fautrice solo di questi due più o meno spiacevoli eventi; infatti nel giro di nulla son franati costoni roccosi vicino l'autostrada, son state sospese tratte ferroviarie dalla mattina fino a notte inoltrata tra Palermo e Messina, son finite auto in torrenti e fiumi  e si son spezzate strade e stradine.
Insomma, una catastrofe pubblica e anche privata.
Come mai privata? Beh, la pioggia poteva mica scordarsi del singolo cittadino? Ovvio che no, e per tal motivo ancora oggi tantissimi catanesi si ritrovano a dover chiamare ditte specializzate per eliminare l'acqua ancora presente nei loro garage, scantinati e appartamenti.
C'è gente con i mobili buttati in balcone nella speranza di asciugarli grazie al calore del sole di Novembre; c'è gente con pareti ormai sature d'acqua e pronte a scrostarsi, auto distrutte e chi più ne ha ne metta.
Tant'è che il fatto di aver avuto solo trenta centimetri d'acqua nella mia cucina, mi fa sentire quasi una miracolata.
Eppure, ad esser sincera ed egoista, son state quattro ore di paura.
Vedere l'acqua irrompere da sotto la finestra del giardino, ritrovarsi con i piedi a mollo e le prese elettriche a disposizione della pioggia che si allarga in ogni anfratto della casa, cercare di decidere in pochi secondi cosa salvare e non...no, non è divertente.
Non è bello non avere più tovaglie da usare per creare argini, nè secchi per buttare fuori l'acqua.
Non è bello rendersi conto che qualsiasi sforzo si faccia, fino a quando la pioggia non si placa è tutto inutile.
Ma, soprattutto, non è bello assistere a qualcosa come quello nella foto in basso.

Sì, quella cosa trasparente che scende giù dalla presa elettrica e che è racchiusa in quel cerchio rosso è ACQUA.

Insomma, sebbene non ci siano stati morti o feriti, è stata una giornata difficile da dimenticare per tutta Catania e tutti i Catanesi.
Anzi, a proposito di Catania, mi par doveroso informarvi che il mal tempo non ha certamente risparmiato la Cittadella.
L'acqua è penetrata nel policlinico, nella facoltà di lettere, in quella di economia, in ingegneria e, ovviamente, nella mia facoltà dove i danni superano i MILIONI di euro.
parcheggio del dipartimento.
Non ci credete? Beh, purtroppo è proprio così.
L'acqua s'è insinuata in ogni aula, in ogni laboratorio, in ogni studio privato dei professori e in qualsiasi altro luogo le fosse piaciuto.
S'è portata via un poco di tutto, lasciando solo distruzione e materiali ormai inutilizzabili.

Perciò, di fronte a questa marea di fango e desolazione, cosa si dovrebbe dire?
A mio avviso ci sarebbe tanto, tantissimo da dire.
Per prima cosa qualche bella parolaccia, giusto per rompere il ghiaccio. In seguito, ci vorrebbe un bell'applauso per le amministrazioni comunali, provinciali, regionali e universitarie.
Un bel "BRAVI" per i manti stradali completamente idrofobi e i tombini CHIUSI durante l'ennesimo rattoppo di qualche buca.
BRAVI per le fogne mai pulite nè controllate, per i muri e i soffitti degli edifici pubblici e privati costruiti con materiali raccattati qua e là giusto per risparmiare....
BRAVI per l'incuria nella manutenzione ordinaria, nel "tanto mica succede" che accompagna ogni scelta sbagliata nella costruzione di strade, ponti e quant'altro...
BRAVI perchè vi mangiate i soldi delle tasse (comprese quelle universitarie) facendoci rischiare la vita giorno dopo giorno solo per poter prendere uno straccio di laurea o per poter portare uno stipendio a casa.
BRAVI. Davvero bravi.
Siamo tutti, chi più e chi meno, con l'acqua alla gola sia realmente  che metaforicamente parlando.
Siamo stanchi, siamo lasciati soli e abbiamo le palle piene dei vostri discorsi da scarica barile che incolpano chi v'ha preceduto.
La volete sentire la verità? Bene, ve la servo nuda e cruda:
anche nel caso in cui sia vero che i vostri predecessori non han fatto altro che girarsi i pollici, VOI assessori, sindaci e compagnia bella non siete stati da meno. Non avete sopperito alle mancanze trovate, non avete risolto i problemi lasciati a metà e non avete cercato di evitare i problemi a chi vi seguirà. Anzi, taluni di voi han ingigantito quanto di grave c'era.

Insomma, non si può andare avanti così.
E per concludere in "bellezza" tale flusso di lamentele, vi lascio un link davvero interessante.
Nel frattempo vado a controllare la muffa creatasi nel muro della cucina.


Ai posteri l'ardua sentenza e un gommone con cui muoversi durante le giornate di pioggia.

5 commenti:

  1. Terribile sentirsi così inermi e abbandonati, ma è quello che siamo. Vite distrutte da qualcosa per cui ci si poteva difendere prendendo qualche accortezza in più, un minimo di interesse verso la propria terra e i conterranei... invece ci si ritrova un paio di parole al telegiornale e stop, come se la rovina della vita di molte persone non fosse un argomento adatto alla tv, ché poi la gente poi si turba. Mah! Ingiusto che si debba tirare avanti così...

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    1. E' vero, è una situazione assurda.....e il problema sai qual è? Che adesso più che correre ai ripari, stan mettendo "pezze" in ogni dove (asfalto, tombini ecc...) perchè per poter fare il lavoro serio ci vuole "TEMPO".
      Come no.

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    2. Sì, certo... Diventano tutti MacGyver

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  2. Ti capisco anche qui a Napoli ogni volta che piove è una tragedia, alcune zone diventano impraticabili, e c'è gente che rimane per strada intrappolata nelle macchine rischiando grosso, il problema è che come hai detto tu nessuno se ne frega. Poi quando succedono le tragedie fanno anche i dispiaciuti e quelli che cambieranno le cose, ma fanculo, ogni anno in inverno è sempre la stessa storia da secoli e ancora nessun provvedimento. Odio sempre di più sto paese del cavolo.

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  3. Esatto, non interessa niente a nessuno...a meno che non tocchi la loro pellaccia :(
    Comunque anche io sto iniziando ad odiare questo paese, soprattutto dopo aver scoperto che abbiamo pure un tariffario per affittare i MUSEI e i SITI ARCHEOLOGICI per feste private -.-
    Non so, a quando un ristorante o un centro commerciale dentro il Colosseo, per dire?

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