14/12/15

Sette e mezzo con la sorte

Nell'ultimo post pubblicato, la dolce Mareva ha così commentato

<<Certo che una giornata uguale alle altre non sarebbe male,ogni tanto>> 

in merito alla descrizione di un mio normalissimo venerdì di pura follia. Come darle torto? Sarebbe bello vivere giorni tranquilli senza colpi di scena, ipocondria costante e situazioni al limite del normale. Però...però se così fosse, non sarei qui.
O meglio, non sarei qui a raccontarvi gli ultimi tre giorni da "leoni". Inoltre, non sarebbe da me, piccola Paolina Paperina imparentata con Fantozzi.
Difatti, non credo di potermi definire una persona particolarmente fortunata; non trovo portafogli stracolmi per strada, non vinco mai niente in nessun concorso, non ho il metabolismo di Usain Bolt, il cervello di Einstein o la salute di ferro...Rientro nella normalità, se così vogliamo vederla. Discreta salute, discreto cervello. E ottima calamita per le magre figure.

Perciò, consapevole delle mie condizioni e con un principio di raffreddore che farebbe arricchire qualsiasi industria di fazzoletti, sabato sera son andata ad una giocata a carte a casa di amici.
Io, il mio ragazzo e il mio "gabellario", aka vecchio sacchetto da confetti riconvertito in contenitore di monetine da 1 e 2 cent.
Totale del gruzzolo: 2,43 euro.
<<Amore, ti prego, non uscire quelle minuzzagghie (translate: quelle cose minute)...>>
<<Amò, non rompere! Le raccolgo proprio per le giocate, così almeno posso partecipare senza grosse perdite...>>
<<Sì, ma ti farai odiare da tutti!>>
<<E che sarà mai, non solo perderò....>>
Le ultime parole famose.
Con mossa felina e spirito imprenditoriale alla Diego Della Valle, dopo aver perso l'esorbitante cifra di 60 centesimi a sette e mezzo, ho vinto la bellezza di 10 euro a Mercante in Fiera spendendo solo 85 centesimi per quattro carte.
<<Amore!! Hai visto?! Stasera è la mia serata fortunata COFF COFF!!>>
<<Sì, è vero, però cortesemente cerca di non morirci sul tavolo che t'è venuta una tosse paurosa...>>
<<Avrò preso fresco ma chi se ne frega!! Sono ricca!>>
gioivo mentre i presenti mi mandavano le peggiori maledizioni causa riempimento del tavolo di monetine da 1 e 2 centesimi.
Partecipante alla giocata:<<Ragazzi, siete pronti per gli appelli di gennaio?>>
Un coro di mugugni si alzò tra i presenti.
<<Tu L. hai esami o sei di tesi?>>
Colpita e affondata.
<<Ho esami...anzi, forse ne ho uno proprio lunedì.>>
<<E sei così serena?!!?>>
<<Beh, diciamo che mi presento solo per far compagnia ad una collega...questa materia l'ho incominciata solo 10 giorni fa.>>
<<Ma è da pazzi!>>
<<Lo so...invece non è che hai un rotolo di carta igienica da darmi? Ho finito i fazzoletti e il naso continua a colare...>>
<<Sì, ora te lo do...untrice di malattie!>>

Indi per cui poscia, dopo una domenica passata a cercar aria causa naso tappato e raffreddore galoppante, è giunto il lunedì. Poche ore di sonno per la mancanza d'aria, sveglia presto e imbottigliamento sull'autostrata Messina-Catania.

Come ogni, "bellissimo" lunedì.
Com'è e come non è, però, son riuscita ad arrivare in facoltà due secondi prima dell'inizio dell'esame.
Ed entrata in aula son stata accolta dal gelo e da tre colleghe.
<<Si son rotti i riscaldamenti.>>
<<Ci credo! Venerdì li han tarati sulla temperatura del deserto a mezzogiorno! Data l'età che hanno dovevamo aspettarcelo!>>
<<Già...>>
<<Che hai? Anche tu raffreddata cotta?>>
<<Veramente ho deciso di non sedermi a fare l'esame.>>
<<COSA?!>>
<<Sì, non mi sento preparata...>>
<<TU?! E io allora? Ho studiato solo 10 giorni!>>
<<Beh, ormai che ci sei provaci.>>
<<No no, che provare, io me ne vado!>>
Nemmeno il tempo di dirlo e girarmi verso la porta che il professore è spuntato dal nulla ostruendomi l'unica via di fuga.
<<Allora, patti chiari e amicizia lunga: ho i muratori a casa e stanno combinando disastri, c'è un freddo boia e stamane l'auto non voleva partire. Vediamo di comportarci bene e fare questi dannati esami. Chi è la prima?>>
Gli sguardi dei presenti son caduti su di me, agnello sacrificale.
<<Benissimo, incominciamo.>>
<<Ecco prof, io sarei pure un poco raffreddata, non vorrei contagiarla...>>
<<Bando alle ciance, venga alla lavagna.>>
<<Ma il gesso mi aumenta la tosse...>>
<<ALLA LAVAGNA!>>

Signori, signore, non so quanto tempo sia stata lì.
So solo che ho fatto fuori due gessetti, bevuto mezzo litro d'acqua causa fauci secche per il raffreddore (e la polvere di gesso), sudato sette camice, tossito un'infinità di volte e ripetuto l'avverbio "sostanzialmente" circa diecimila volte.
<<Signorina, cosa dovrei dirle?>>
<<Non saprei, professore....>>
<<E' troppo prolissa quando si esprime.>>
<<Ne sono consapevole.>>
<<Sembra quasi che lei stia facendo un esame di filosofia, mica di chimica.>>
<<Sa, purtroppo al liceo non abbiamo mai acquisito la sintesi scientifica perchè, sostanzialmente, non abbiamo mai fatto scienze salvo la biologia. Difatti questo mio problema non veniva sottolineato durante le interrogazioni di...>>
<<Come volevasi dimostrare.>>
<<Prego?>>
<<E' prolissa anche nel giustificarsi.>>
<<Le chiedo scusa (rantolo di tosse).>>
<<Inoltre si è presentata in condizioni di salute pessime.>>
<<E' vero, ma non mi sembrava giusto mancare.>>
<<Male! Prima la salute e poi lo studio.>>
<<'Nsomma...>>
<<Cosa ha detto?>>
<<Nulla.>>
<<Comunque, stando così le cose ciò che posso dirle è...>>
SILENZIO. SUSPANCE.
In quei pochi secondi che mi distaccavano dal verdetto finale, ho guardato le colleghe presenti in cerca di conforto; c'era chi mi mostrava segni di compassione, chi di affetto e chi provava ansia per me da vera amica.
<<...quello che posso dirle è che è promossa. Verbalizziamo.>>
<<CertaCOFFCOFFmenteccì!>>
E' stato quello che son riuscita a rispondere.

Dodici CFU in meno.
Così, un "normale" lunedì mattina da raffreddata cotta.

<<Hai visto?! Sei riuscita a passarlo!>>
<<Già...>>
<<Ora che farai?>>
<<Credo che andrò a prendere il treno per tornare a casa...>>
<<Ma sì, dai, e rilassati.>>

Il tragitto dalla cittadella alla stazione è stato velocissimo, respiro affannato permettendo.
Dodici CFU in meno, una materia in meno dalla laurea e un pomeriggio di relax difronte.
Così, sedutami al mio posto nel vagone, mi son lasciata andare ad un sorriso.
<<Che bello, tra mezz'ora sarò a casa e...>>

<<...ODDIO ho sbagliato mica treno?!>>
Persona seduta vicino a me:<<No signorina, non ha sbagliato treno. Questo è solo un vecchio treno che han appioppato a noi siciliani per le tratte regionali.>>

Poi non dite che la mia vita e ciò che ne fa parte non sia strana.

6 commenti:

  1. Evviva!!! Anche se gli hai attaccatomille germi non potrà più vendicarsi, oramai è andato! XD

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    1. Si infatti, ormai è andata xD Però è vero che dovrei esser meno prolissa.... :/

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  2. Risposte
    1. Con il senno del poi no, è vero, però in quei frangenti e con il raffreddore al massimo non è stata una bella esperienza xD

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  3. Ahahahahahahaha! Il prof mi ha divertita molto. A te bravissima, per essere sopravvissuta un altro giorno nella tua vita!

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    1. eHEHE, questo professore è molto particolare, lo so...finge di essere un burbero senza cuore (e gli riesce anche bene essendo un tipo che si incazza per un nonnulla) ma in realtà, quand'è sereno, ha un cuore d'oro :D
      Si preoccupa davvero della nostra salute al di là del mio raffreddore (una volta ha soccorso una ragazza sentitasi male a causa di un reagente dandogli le prime cure) ed è molto disponibile :P
      Comunque grazie, finalmente riesco a sopravvivere xD

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