Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena, pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
.Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone, ideali o religioni; semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Grazie e Buona lettura.

16/06/16

I'm Ghostfriend


Qualche tempo fa ho trovato il seguente articolo, dal titolo particolarmente curioso, sulla mia home Facebook; "Sulla pratica di mollare fidanzato e amici online".

All'inizio, lo ammetto, credevo fosse un vademecum per tutti coloro i quali non hanno le palle di troncare un rapporto guardando in faccia il proprio interlocutore. Poi però ho letto attentamente il testo e mi ci sono ritrovata in pieno.
Anche io sono stata vittima di ghosting. E anche io, soprattutto, ho scelto questa drastica decisione con molti "amici".
Oddio, molti amici...beh, diciamo con quattro amici e due conoscenti. Ma il succo è sempre lo stesso.
Ma cosa spinge una persona (me compresa) a scegliere di troncare i rapporti così? Perchè non si cerca di recuperare il salvabile o di dialogare invece di sparire nel nulla dietro una nuvola di fumo?
Al di là dei motivi per i quali ho adottato questa tecnica (e che non riporto non per rispetto delle persone che ne son state "vittime", quanto per non dar loro modo di parlare e lagnarsi), se si sceglie di troncare ogni forma di comunicazione con una persona che, fino a poco tempo prima, era un amico, vuol dire che si è giunti ad un limite tale di saturazione da non sapere più che pesci prendere se non il cercare di salvare la propria emotività.
Translate, se si opta per tale netto addio è solo perchè non ci si vuole far del male. Non più di quanto quella stessa persona che ti definiva una "sorella" non ha già fatto con atteggiamenti deleteri per noi stessi.
Anche io, come l'autrice di questo articolo, avevo delle amiche (e amici) con cui condividevo il giorno e la notte; amiche che ho visto nude sia nel corpo che nello spirito, con cui condividevo ogni anfratto dei miei pensieri e ogni angolo del mio cuore. Amici per i quali non avrei messo solo la mano sul fuoco ma direttamente tutto il mio corpo.
Amiche e amici che, con il tempo e "nuovi arrivi sulla piazza" sono sparite/i.
All'inizio, per evitare un'uscita inventavano scuse palesemente idiote quali il dover aiutare la propria madre a lavare le tende di casa o l'esser troppo stanche dopo una seduta dall'estetista.
Ma io giustificavo tutto, pensando solo che fosse un "periodo un poco strano".
Via via, però, non sapendo più che scuse inventare incominciarono a non rispondere ai messaggi e, nel caso in cui lo facessero, erano frasi abbastanza laconiche.
Così, pur cercandole/li per capire cosa stesse succedendo e non ricevendo alcuna risposta, assunsi lo stesso comportamento anche io, nella speranza di mandar loro un segnale chiaro.
Segnale che non è stato mai catturato in quanto non si sono fatte/i vive/i nemmeno nei momenti peggiori della mia vita.
Non quando è morta mia nonna, non quando m'hanno diagnosticato due noduli alla tiroide con annesso Hashimoto, più la prospettiva di una tiroidectomia totale e annessa iodio terapia per ridurre il nodulo più grosso nel caso in cui le cure che tutt'ora faccio non avessero funzionato.
Sparite/i loro, son sparita io.
Solo che, a differenza di loro, ho preferito farlo in maniera un poco più drastica, cancellando ogni forma di contatto. Non  volevo più essere solo un numero tra il loro folto gruppo di amici virtuali nè un numero a cui inviare il solito messaggio d'auguri di Natale "copia-incolla a tutti i contatti".
E cosa c'ho guadagnato da tutto ciò? Cosa ho concluso sparendo come una nuvola di vapore? 
Da parte loro nulla. Nessuna/o si è degnato di cercarmi per parlare nè, tanto meno, m'è spuntata/o sotto casa per dirmene quattro (e sanno dove abito). Da parte mia, invece, ho solo smesso di illudermi.
Per questo si sceglie la via del ghosting; per non illudersi più.
Illudersi che sia possibile avere molti amici fidati e non i soliti quattro che si contano sulla punta delle dita di un monco. Si sceglie questo vile atto di non coraggio per smettere di farsi del male in amicizie che, forse forse, non erano tali.
Si è stati feriti nello spirito e nel cuore, si è stati abbandonati nel momento di maggior bisogno di un abbraccio da parte di persone sincere pur essendo stati sempre i primi a correre in loro aiuto.
Si accetta questo atto finale solo per non annichilirsi più.

Scegliere di esser una ghostfriend non è facile; è una decisione che viene ponderata più e più volte, soprattutto quando si vive sempre con la speranza vana che tutto si sistemi.
Essere una ghostfriend non è semplice, specie quando capita di ritrovare nel vecchio harddisk tutte le foto più belle dei tempi andati; le gite, i giorni in spiaggia, i compleanni, gli abbracci, le pose sceme.
Le dediche sulla lavagna e sul diario, i regali fatti, i progetti lasciati a metà...sono sempre lì a ricordarci che tutto non tornerà più, perchè se quegli abbracci, quei "ti voglio bene", quei "sei unica" fossero stati sinceri, quelle persone non c'avrebbero spinto a scegliere la strada dell'indifferenza.
Estranei a partire da ieri, come canta Alessandra Amoroso.
Con ciò, non voglio minimamente trovare una giustificazione al mio comportamento nè, tanto meno, una sorta di assoluzione; so che forse sarebbe stato meglio parlare con chiarezza e senza troppi giri di parole e, solo nel caso in cui il dialogo non fosse bastato, mandare tutti a quel paese nella maniera più plateale e coraggiosa possibile.
Ma non è facile quando ci si sente feriti da persone che per te erano davvero il fratello o la sorella mai avuti.
E benchè li abbia bloccati su Facebook, Whatsapp e compagnia bella, di tanto in tanto cerco di avere loro notizie da gli amici in comune non tanto per godere di eventuali disgrazie, ma per sapere se, per caso, abbiano mai pensato anche solo per un secondo a me.
Se si siano mai fermati un attimo a guardare le vecchie foto insieme ripensando a quando ero la loro spalla su cui piangere per gli amori sbagliati e la loro fan numero uno per i grandi successi ottenuti.
Sono una ghostfriend e ho fatto ghosting.
Me ne pento un giorno sì e uno no, ma ho scelto di mantenere un briciolo di dignità più tosto che elemosinare la loro amicizia.
E me ne rendo conto davvero quando, incontrando queste persone per le vie della città, incrocio i loro sguardi pieni di falsa superiorità e imbarazzo.
Imbarazzo all'idea di dovermi o meno salutare, parlare o guardare negli occhi per più di tre secondi perchè costretti a stare nella stessa stanza o allo stesso tavolo.
Imbarazzo nei loro occhi, indifferenza nei miei.

8 commenti:

  1. Anche io mi ritrovo in entrambe le categorie, purtroppo. E le motivazioni sono più o meno le stesse. Io però con due amiche in particolare una volta ho provato a "chiarire" face-to-face, ma la loro risposta è stata "manteniamo la facciata", allora lì il ghosting, col passare dei mesi, è stato una necessità. E le malattie, che siano gravi o meno gravi, aiutano sempre a capire l'importanza delle relazioni che abbiamo, se sono un castello di sabbia o un muro saldo. Si va avanti, non senza l'amarezza del "poteva andare diversamente" ma, come dici tu, a volte bisogna mantenere alta la dignità e non elemosinare amicizia. Stay strong ;-)

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    1. Io invece non c'ho provato a chiarire face to face perchè ogni santa volta in cui chiedevo loro di vederci (soprattutto una in particolare, a cui ero molto affezionata) inventava scuse pazzesche! -.-
      Però son contenta che le mie parole non siano state travisate :) Ero convinta che passassi per una snob e invece :)
      Comunque hai ragione, stay strong!

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    2. Mai pensato tu fossi un tipo snob,né prima né dopo questo post ;) è che bisogna difendersi dall'opportunismo che c'è in giro, ci stiamo "americanizzando" troppo per i miei gusti.
      Bye :-D

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    3. E' vero, è tutta colpa di Beverly Hills, OC, Dawson's Creek e compagnia bella! xD

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  2. Io sono abbastanza drastica. Ci sono pochi pilastri fondamentali per me, uno è il rispetto, un altro l'educazione, l'altro è "non prendermi per i fondelli". Se ne fanno crollare solo uno non do seconde possibilità, "se semo visti!". Persone che giustificano la loro assenza con un "Eh, ma sono partita per l'università, non avevo tempo di rispondere ad UN solo sms in 365 giorni"..quando anche tu facevi la stessa identica vita. O persone che si facevano vive solo se si faceva/andava cosa/dove volevano loro, altrimenti (1 millesimo di secondo dopo, che dignità!) si dichiaravano stanchissime anche per stare solo a casa sua (però per la discoteca non lo sarebbero state, per fare un esempio). Ci metto un bel po' di tempo ad essere amica di qualcuno, quindi non mi ricordo di essere stata una ghostfriend..piuttosto non ci sono mai stata friend e amen. Purtroppo non ho vie di mezzo, o amici per la pelle o conoscenti, o fidanzati o sconosciuti. E' sempre stato così e la vedo dura cambiare ora.

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    1. Fai bene ad esser drastica, ti eviti molte prese per i fondelli! Purtroppo ciò non mi riesce se non dopo la terza volta in cui praticamente non mi si rispetta.
      Infatti la prima volta in cui mi si fa un torto (ovviamente dipende dal torto) faccio finta di nulla e sorvolo perchè so che nemmeno io son perfetta; la seconda volta faccio notare la cosa con gentilezza cercando il dialogo e alla terza...beh,alla terza e in base al grado di amicizia o mando a fanculo direttamente o faccio, per l'appunto, ghosting.
      Ovviamente, ci son casi e casi...

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  3. Non sapevo che si parlasse di "ghosting", ora si inventano termini tecnici e cool pure per definire cose che sono sempre esistite. Parlando di amici fantasma, ho perso quelle che pensavo fossero le mie due migliori amiche proprio così e credo di averlo detto più volte anche sul blog. Amicizie partite alle elementari e andate avanti fino all'adolescenza. Una si è interrotta dopo i 18 anni e non s'è mai fatta viva neanche dopo, l'altra si è sempre limitata a rispondere ai miei messaggi ogni tot di anni, ogni volta mi illudeva che ci saremmo riviste presto e poi spariva di nuovo per altri due o tre anni. Alla fine ho smesso io di cercarla. Qualche mese fa mi ha mandato un messaggio chiedendomi come stavo e cosa le raccontavo. Le ho risposto che avevo tre anni da raccontarle e che non aveva senso. Mi ha chiesto un caffè, io ho accettato ma non mi sono più fatta viva e lei neanche. Per me può anche finire così.

    Il problema è solo uno. La delusione e la speranza è stata talmente tanta con quelle due, che non riesco più a dare la mia amicizia a nessuno. Non sento più il bisogno di appoggiarmi a qualcuno per raccontare qualcosa che mi fa stare bene o male, di conseguenza quando persone nuove che sto frequentando si aspettano che io le chiami o mandi un messaggio per raccontare cosa ho fatto durante il giorno o l'ultima cazzata che ho sentito, io non lo faccio, e non lo faccio perché non mi interessa ma perché sono abituata a non farlo. Loro la vedono come poco interesse e ci rimangono male :/

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    1. Immagino la situazione :/ Ed è effettivamente difficile riuscire ad aprirsi come se nulla fosse nelle nuove amicizie se quelle che reputavamo millenarie ci hanno deluso e ferito!
      Però sai, forse sarò un'illusa, ma credo che non è detto che tu non possa trovare qualcuno con cui aprirti e dare la tua amicizia.
      Siamo esseri umani e abbiamo bisogno di appoggiarci a qualcuno sempre e comunque, che sia la mamma, la sorella, la nonna, la zia, il fidanzato o un'amica :)

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