13/10/16

Cose che a dirle nessuno ci crede


Lo sapete. Capitano tutte a me.
Sono un agglomerato di casini, situazioni al limite del normale e la sfiga è la mia costante termodinamica.
Eppure mi succedono cose così strane, ma strane che...beh, perchè non condividerle con voi?



Stamane, ore 08:00. Arrivo alla stazione di Catania.

Collega Pendolare:<<Metro o autobus?>>
<<AUTOBUS.>>
CP:<<Non ti lagnare che ti muovi poco, eh...>>
<<C'è differenza tra muoversi e fare 2km in salita con la colazione ancora nello stomaco e lo zaino sulle spalle! Dai, magari questa volta non ci rimaniamo fregati! Prendiamo il 429, fermiamo a Stesicoro e poi prendiamo il BRT.>>
CP:<<Scusa, e il 432?>>
<<Ah boh, non passa più.>>
Così, con il cuscino ancora stampato sulla faccia e i capelli così setosi da sembrare degli spaghetti immersi nell'olio, ci siam messi sulla piazzola ad aspettare il 429.
Cinque minuti, dieci....venti....niente autobus.
CP:<<Senti, qui non arriva niente. Andiamo alla fermata Stesicoro a piedi e da lì prendiamo il BRT. Tanto ne passa uno ogni 5 minuti.>>
<<Ma dobbiamo camminare!!>>
CP:<<Muoviti!>>
Perciò, con il caldo, lo zaino, il sonno e il traffico catanese, siam riusciti a giungere alla fermata BRT senza sublimare oltre il dovuto. E qui....
DUECENTO persone in attesa del bus rapido.
<<Scusate, il BRT?>>
Signora gentile:<<Ehh, ancora non è arrivato.>>
Signore incazzato:<<Ma chisti ni mangianu travagghiu?!>>
(translate: ma codesti esseri sanno quanto sia sacro avere un lavoro? E se sì, sanno svolgerlo?)
Perciò, ormai rassegnati alla situazione incresciosa creatasi, abbiam atteso altri dieci minuti questo maledetto BRT.
E finalmente, proprio quando avevo acceso la prima sigaretta della giornata, il BRT giunse al nostro cospetto.
CP:<<Forza, dobbiamo salire!!>>
Avete presente le scene tipiche dei film di Fantozzi? Quando gli impiegati o qualsiasi altro essere si accalca all'ingresso di un mezzo o di un locale e Fantozzi viene spinto lontano rimanendo fuori?
Ecco, lo stesso è successo a noi.
In pratica siamo entrati da un lato, spinti dalla calca, e siamo usciti dall'altro lato del BRT sempre spinti dalla calca. Il tutto sempre alla stessa fermata.
Increduli dell'accaduto, abbiamo quindi cercato di capire se cinque minuti dopo avremmo potuto prendere l'autobus successivo. Fortuna volle che in quel preciso istante incontrassimo un dipendente dell'AMT.
<<Scusi, buonuomo, sa dirmi più o meno se passeranno altri BRT nei prossimi minuti?>>
Dipendente:<<Se con "prossimi minuti" intende da "qui a questa notte" sì. Altrimenti se intende "tra poco" non so proprio risponderle. Non sappiamo nulla nemmeno noi.>>
Bene, molto bene.
CP:<<Sai che ti dico? Nell'attesa vado al bar a mangiare una cipollina. C'ho fame.>>
<<E se passa l'autobus?>>
CP:<<Sì, va behh...>>
Nemmeno il tempo di entrare nel bar, indicare la cipollina appena sfornata e pagarla che....
il 432, l'autobus dato per disperso, è apparso alle nostre spalle dal nulla stile Nottetempo.
<<PRESTO!! Prendiamolo ora o mai più!>>
Per il rotto della cuffia siam quindi riusciti a prendere quest'autobus della speranza.
Anzi no, oggi il nome corretto sarebbe "sauna mobile".
Infatti, oltre all'esser pieno oltre ogni ragionevole norma di sicurezza, l'autobus aveva tutti i finestrini chiusi. E mi ci giocherei la testa che ci fosse anche l'aria condizionata spenta.
Così, rinchiusi tra gli altri passeggeri, abbiamo cercato di mangiare sperando che qualcuno non starnutisse o tossisse sulla nostra bramata cipollina.
<<Certo che c'è caldo qui...>>
CP:<<Questa cipollina mi sta facendo veleno.>>
(translate: in una situazione del genere non riesco a godere di tale nettare divino)
<<Ma aprire un finestrino no?>>
Nemmeno il tempo di guardarmi intorno in cerca di consensi che un vecchietto poco distante m'ha dato un colpetto sulla spalla.
Vecchietto:<<Signorina, ma che stiamo scherzando?>>
<<Prego?>>
V:<<Ma lo sa che mese è? E' Ottobre, è autunno, c'è freddo! Le pare che siamo tutti con le caldane come a voi giovani?>>
<<Mi scusi, sarà anche autunno ma siamo in SICILIA! Ci sono 27 gradi fuori e 40 qui!>>
V:<<Non s'azzardassi ad aprire il finestrino ca ci ni mpicu una picchi iu c'aiu l'acciacchi e poi mi veni a motti bottana.>>
(translate: non provi ad aprire il finestrino altrimenti  potrei non rispondere delle mie azioni. Sono vecchio e malato, se prendo fresco potrei aggravarmi.)
Così, giacchè una buona percentuale dell'autobus era svenuta per il caldo (e la puzza) mentre i rimanenti erano anziani favorevoli alla sauna mobile, abbiam continuato il tragitto in piedi, con una cipollina ormai fredda in mano, il sudore che grondava dalle tempie e un ragazzo di chissà quale facoltà che, incredibilmente, c'ha presi in simpatia raccontandoci tutta la sua vita accademica dall'immatricolazione ad oggi.
Tant'è che, giunti alla sua fermata, sapevamo quanto spendeva d'affitto nella vecchia casa, quante ore di lezione aveva stamane, quante materie s'era dato tra il primo e secondo anno e il suo numero di cellulare.
O meglio, quello l'ha scoperto il mio collega soltanto quando, aprendo il taschino della tracolla, c'ha trovato il suo bigliettino (in buona parte pure illeggibile poichè scritto sull'autobus).

Finalmente, dopo tanto peregrinare in quel girone infernale pieno di anime prave ed ignavi (oltre che di fetenti nel senso letterale del termine), siam giunti in dipartimento.
CP:<<Che aula?>>
<<E.>>
CP:<<Quindi sotto.>>
Giunti di fronte l'aula, la porta era chiusa a chiave.
<<Andiamo in guardiola, magari il prof ha cambiato aula all'ultimo.>>
Qui, c'han indirizzati in aula H.
Anch'essa chiusa. Risaliti dunque in guardiola pensando che, magari, non avessero ben capito di quale lezione parlassimo, abbiam scoperto di essere in aule G.
Aula occupata da un altro prof.
Insomma, gira che ti rigira, aprendo tutte le porte a nostra disposizione e richiudendole immediatamente con tanto di "mi scusi", "non volevo", "ho sbagliato","ma chi cacchio me l'ha fatto fare di venire stamane?!", siam finalmente arrivati davanti a quella giusta.
E qui....
CLICK.
Sì, un click.
Appena entrati il prof c'ha fatto una foto stile ricercati.
Prof:<<Bene, adesso ho l'elenco completo.>>
<<Mi scusi, elenco di cosa? Dei ritardatari? Guardi che non è colpa nostra, l'autobus...il BRT...la cipollina...>>
P:<<No signorina, parlo dell'elenco delle persone che frequenteranno le lezioni di questa materia.>>
<<Scusi, ma generalmente non si prende la firma?>>
P:<<Sì, è vero, ma la firma si può falsificare mentre per falsificare il suo viso ci vorrebbe solo un bravo truccatore o photoshop nella vita reale. Così so sempre se sarete presenti o meno semplicemente guardando il collage che farò.>>
<<.....ok....>>
P:<<In più ho comprato il cellulare nuovo e volevo vedere che qualità di foto potevo ottenere! Ganzo, vero?>>
Non sapevo che rispondere. Ho abbozzato un "vero, figo yoh, bella fratello" e mi son seduta convinta che fosse tutto un sogno.
Per fortuna, pochi minuti dopo, parlando di termini spettroscopici, scores, loaders e compagnia non bella, tutto pareva tornato alla normalità fino a quando...
CP:<<Oh porco cazzo!>>
<<Prego?!>>
CP:<<Ho scordato una cosa sull'autobus!>>
<<Il telefonino? Il portafoglio? Vuoi chiamare i carabinieri per denunciarne lo smarrimento?>>
CP:<<No ormai se la saranno mangiata.>>
<<Eh?>>
CP:<<La mia cipollina! Ne avevo lasciata metà nel sacchetto sperando di finirla qui in facoltà!>>


Per fortuna che domani è venerdì....

4 commenti:

  1. Tu hai il radar per la gente schizzata, di' la verità.

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    1. Diciamo che chi si somiglia si piglia xD

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  2. Questa non è sfiga... questa è la quotidianità, almeno per me xD

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    1. Ormai anche per me è la quotidianità, ma in rari momenti della giornata mi sembrano comunque delle cose troppo strane xD Sarà che spero ancora nella normalità xD

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