07/10/16

DG: il ritorno con pensieri sparsi

Lo so. Non ho più scritto per un mese intero. 
Non che la mia assenza sia stata notata così tanto, è vero, ma stavolta non ho scelto di non scrivere perchè in crisi da blocco blogger ma perchè...beh, perchè non lo so nemmeno io.
Cioè qualcosa di assurdo m'è ovviamente successo, ma alcuni impegni m'han portata a procrastinare i post.
C'è stato il FertilityDay con annessa campagna da Medioevo 2.0 e non l'ho commentato, c'è stato il discorso del Ponte sullo Stretto e non ne ho parlato, è iniziato il GrandeFratello Vip e non ho detto nulla sulle sparate di Clemente Russo...
Insomma, c'è stato tanto fuori e dentro il mio mondo.

Eppure non ho scritto niente. Silenzio tombale. Il motivo? Beh, ho elucubrato molto. Sulla vita, l'amore, la salute e, ovviamente, lo studio. Anzi no, sull'accoppiata studio e fortuna.

E adesso capirete perchè.


Dopo il famoso esame di Scrodingher, mi son sentita parecchio demoralizzata. Avevo studiato un'intera estate per fare questo esame e due volte su due non l'ho fatto (la prima per allagamento dipartimento e la seconda per sfigaccia). Mi cruciavo sul perchè e percome il mondo accademico mi odiasse al punto tale da mettermi sempre i bastoni tra le ruote fino a quando, pochi giorni dopo quella sconfitta, non ho incontrato un collega.
Collega:<<Ohi, ho saputo dell'esame! Pazzesco quel che t'è accaduto!>>
<<Per favore non me ne parlare...>>
C:<<Ma ora che farai? Pensi che ti ripresenti?>>
<<Non lo so sinceramente.>>
C:<<Io mi sto preparando per l'esamone.>>
<<Parli dell'esame impossibile?>
C:<<Sì. Tu l'hai fatto?>>
<<No, dovrei farlo anche io prima o poi.>>
C:<<Perchè non studiamo insieme allora? Io l'ho già provato ma non ci sono riuscito a superarlo, magari studiando insieme ci riusciremo.>>
<<Lo sai vero che anche i migliori son stati bocciati almeno tre volte pur avendo studiato per mesi?>>
C:<<E va beh, che ci costa provare?>>
<<Ma sì, tanto peggio di così...>>
Così, armati di libri, quaderni, matite, tablet che si rifiutano di collegarsi al WiFi del dipartimento (il mio, ovviamente) e ceri votivi, abbiamo passato dieci giorni in aula studio a buttare sangue amaro sui libri dedicati a questa materia impossibile.
Giorno dopo giorno, ora dopo ora (weekend esclusi) eravamo lì, tra l'odore di saggezza, speranza, libri antichi e ascelle pezzate causa condizionatore rotto e deodoranti non pervenuti.
Esercizi, esercizi ed esercizi. Non eravamo più esseri umani ma numeri, formule, calcoli e lacrime.
Fino a quando non giunse il giorno dello scritto.
Come prassi vuole, l'appuntamento era alle nove in dipartimento. Ergo, sveglia alle sei per il treno delle 7 che, stranamente, è arrivato in orario.
<<Bene, adesso alle 8 parte l'autobus e alle nove meno 15 sarò in dipartimento...>>
Otto e cinque, otto e dieci, otto e venti...dell'autobus non v'era traccia. Per fortuna, origliando i discorsi di altri studenti pendolari, ho avuto l'opportunità di prendere un altro autobus che m'avrebbe lasciata ad una fermata dal quale parte il BRT per la Cittadella.
Così, nella corsa contro il tempo e la sfiga, son giunta in dipartimento alle nove spaccate.
Collega:<<Oh menomale, sei qui! Credevo non venissi!>>
<<Prenditela con l'AMT.>>
Nemmeno il tempo di poter svuotare la vescica che la prof è giunta al nostro cospetto.
Prof:<<Buongiorn....oh cielo, ma a me dall'elenco risultano solo maschi. Lei che ci fa qui?>>
<<Prof non ho capito, l'esame adesso è in base al sesso?>>
P:<<No, dal Portale Studenti mi risultano registrati allo scritto solo cinque persone e  tutti maschi. Qui invece siete in sei.>>
A quelle parole il mio cuore s'è fermato.
<<Ma prof...io mi sono registrata...l'ho fatto con il mio collega, può testimoniare!>>
C:<<E' vero professoressa, c'ero anche io quando s'è registrata!>>
P:<<Signorina di giusto è la vostra parola contro quella del server e non dovrei farle fare esame.>>
"Abbè", ho pensato, "tanto non lo passo comunque.".
P:<<Purtuttavia, siccome questo maledetto sito crea problemi anche a me, potrebbe pure esser vero e magari non è stato confermato per problemi di linea o altro. Quindi si sieda lo stesso.>>
Eravamo lì, io e il compito.
Cinque esercizi ognuno dei quali suddiviso in altri cinque.
Tempo previsto per farlo? Due ore scarse.
Tempo realmente utile per farlo bene? L'intera giornata.
Com'è e come non è, ho comunque incominciato a svolgerlo pur avendo molti, moltissimi dubbi sui procedimenti, il testo stesso degli esercizi e il mio cervello. Così, allo scadere dell'ora X, ho consegnato tutto ciò che avevo pasticciato.
P:<<Poichè oggi è venerdì, non avrete i risultati prima di lunedì. Per chi passerà l'orale sarà giorno 7 ottobre.>>
Usciti dall'aula, io e Collega abbiam cercato di confrontare quel che abbiamo fatto e non fatto.
C:<<Mamma mia, speriamo di esser passati...>>
<<Io non ne sono così sicura!>>
C:<<Dai non dire così! Inoltre anche nell'eventualità in cui siam passati non è detto che supereremo l'orale! Abbiamo solo una settimana scarsa per prepararci.>>
<<Sì, ma almeno tu qualcosa l'hai fatta mentre io...>>
Tornata a casa, ho riposto ogni cosa attinente a tale materia e mi son fiondata su altro. La cura della mia persona, l'organizzazione calendario lezioni-studio per il nuovo anno, il camminare per via Etnea di sabato sera con i tacchi alti e avere le allucinazioni da dolore ai piedi talmente vivide da non capire più nulla....
Fino a quando il lunedì seguente non m'ha telefonato il mio collega.
C:<<Sono usciti i risultati!>>
<<Quanto hai preso?>>
C:<<Non sono passato.>>
<<Ah, mi dispiace...abbè poi riproviamo a Gennaio.>>
C:<<Veramente TU sei passata.>>
Io?! Io che l'ho provato tanto per provare? Io che non c'ho mai sorte quando passo mesi a preparare una materia, son riuscita a passare l'esamone al primo colpo studiando a stento dieci giorni e solo per lo scritto?
C:<<In questi due giorni hai studiato per l'orale?>>
<<NO! Non credevo di passare!>>
C:<<Beh, inizia subito che hai solo 4 giorni!>>
Quattro giorni. Quattro brevissimi giorni per preparare un orale decente di una materia pallosissima e per la quale avrei dovuto conoscere a memoria 300 dimostrazioni.
A memoria io, che non ricordo nemmeno il mio numero di cellulare.
Com'è e come non è, insomma, ho passato quattro giorni cercando di imparare il più possibile due pagine piene di programma scritto in Arial 12, pur sentendo dentro me che sarebbe andata di merda.
E così, stamane....
Prof:<<Signorina, tocca a lei.>>
<<Emh, si. Eccomi.>>
P:<<Allora, mi dimostri questo teorema.>>
Cacchio lo so!
P:<<Ok, e ora mi parli di questo.>>
Minchia posso arrivarci, c'era nel compito!
P:<<Mmh, sì, non è la definizione corretta ma comunque accettabile. Bene ultima domanda: mi dica questo.>>
Merda, questo non c'era nel compito e non l'ho studiato!
Ho cercato di spremere le meningi tentando, nel frattempo, di non farmela addosso per lo sforzo. Ho arrancato, fatto giri immensi per giungere alla risposta esatta fino a quando...
P:<<Va beh, basta così.>>
Ecco, non sono passata.
P:<<Promossa.>>
Sono uscita da quell'aula ancora incredula.
Credo di aver detto un "ma veramente?!" con faccia allibita, di aver stretto la mano alla prof e di esser scesa al pian terreno senza inciampare nella scarpa che mi si era pure slacciata.
Sono arrivata quasi all'ingresso, ho intravisto un mio amico in un aula e son entrata con nonchalance per salutarlo, senza però rendermi conto che fosse n pieno esame scritto anche lui.
Credo anche di aver balbettato qualcosa al suo professore per giustificare il fatto che fossi lì, pur non essendo una sua studentessa, e di avergli dato l'impressione di esser una pazza psicopatica sotto effetto di acidi.


Settembre e Ottobre son sempre stati dei mesi strani per me, sia nella sfera privata che in quella accademica ma da oggi, per sempre, io sarò l'eroe dei miei colleghi presenti, passati e futuri.
Io sono riuscita a passare l'esamone al primo colpo.
Studiando in toto solo dieci giorni.
E adesso scusatemi, ma mi attende una bottiglia di Asti Cinzano per cancellare dal mio cervello quel poco che ho appreso.


6 commenti:

  1. Complimenti :D La fine del tuo esame mi ha ricordato i compiti in classe al liceo.

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  2. C'è poco da fare, sei fantastica!! Io non lo so come gira il mondo ma è capitato anche a me di passare senza problemi 3 su 4 esamoni che tutti temevano, mentre con alcuni "piccoli" ho sfiga allucinante... che dirti? Complimentoni :-)) e dai, che adesso sei la leggenda della facoltà :-D

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    1. Grazie, grazie :D Peccato solo che in molti non crederanno in questa storia! Ma per quei pochi presenti, per quei pochi studenti speranzosi, per quei pochi studenti sognatori, ho acceso la scintilla della speranza.
      La speranza che una botta di culo possa averla chiunque, anche la più sfigata della facoltà.

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  3. Bravissima! Oh ogni tanto una botta di culo (e bravura) non fa male!

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  4. E' vero ma credimi, oggi il karma m'ha portato il conto xD

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