27/10/16

Never Game Over 30


Continuano i festeggiamenti per la nascita del nipotino e del superamento dell'esame impossibile.

Chiunque, a destra e a manca, mi fa gli auguri per l'uno o per l'altro motivo. 
E io, orgogliosa e gongolante, cos'ho ben pensato di fare?
Ma di chiedere ad un altro prof di farmi fare un altro esame, è ovvio!
Tanto ormai c'ho preso il ritmo...


Giorno 20. Corridoi della facoltà.
<<Professore X!>>
P:<<Sì?>>
<<Emh, salve, sono la ragazza che s'è presentata i primi di settembre con il dente del giudizio...>>
P:<<Tutti abbiamo il dente del giudizio.>>
<<Sì, eheh ....ecco nel senso che non potevo parlare per il dente del giudizio.>>
P:<<Ah sì, ricordo.>>
<<Ecco, perfetto...sa, vorrei chiederle quando sia possibile rifare quell'esame.>>
P:<<Che ne dice tra una settimana?>>
<<U n a s e t t i m a n a?>>
P:<<Sì. Tanto ha già studiato no? E' solo un ripasso, vero?>>
<<Ceeeeerto...>>
P:<<Perfetto, tanto dovrò esaminare anche altri fuoricorso.>>
E così, in quest'ultima settimana di tormenti, mi son rintanata in casa letteralmente.
Complice il non avere lezioni (e il fatto che il fidanzato si trova nella terra di Heidi a far ciao ciao con le caprette bevendo birra e mangiando formaggi con i buchi), mi son buttata a capofitto nel ripasso.Sveglia presto e ripasso. Pranzo veloce e ripasso. Cena leggera e sonno con annessi sogni in cui ripasso. Doccia? Ripasso.
Messaggi su whatsapp con le colleghe? Ripasso con annessi "vaffanculo tu e 'sta materia di merda" da parte loro.
Niente uscite solo donne, niente naso fuori porta nemmeno per comprare il tabacco. Studio, studio e varie preghiere random. Ho pure dovuto dire "mi dispiace ma non presenzierò alla tua laurea" all'amico Archischiavo ad oggi laureato, pur di poter studiare.
Giorno dopo giorno, perciò, tutto pareva volgersi comunque al meglio; "un sacrificio oggi per una materia domani" era diventato il mio mantra. Inoltre, alla fin fine, non stava succedendo niente di assurdo come sempre successo prima di un esame.
Il cielo era limpido, il clima ancora estivo (27 gradi!) e a casa non venivo disturbata da nessuno.

Insomma, una pacchia fino a che...

Due giorni prima dell'esame.
Riversa sul letto per i soliti dolori mestruali.
Suona il campanello.
<<Chi è?>>
Madre:<<Apri.>>
<<Mamma, come mai così presto oggi?>>
M:<<Termometro.>>
<<Eh?>>
M:<<Sto male.>>
39.7 di febbre. Con annesso mal di pancia, mal d'ossa e ipocondria (mia) ai massimi pervenuti.
Immaginate quindi la scena: una strascicante Doppio Geffer in maniche corte e mascherina da sala operatoria per non respirare i suoi germi, e sua madre avvolta in 4 coperte diverse che dettava ordini con un fil di voce.
Un paragrafo, una faccenda domestica.
Un altro paragrafo, un'altra faccenda domestica.
Il tutto condito dal fidanzato che mi riempiva di foto dei paesaggi della terra natia della Hunziker.

Giorno prima dell'esame.
Collega:<<Hai ricordato al prof che domani deve esaminarti?>>
<<No, ora gli mando un'email.>>
C:<<Meglio telefonargli. Non risponde alle email.>>
Certo, io che mi impappino anche via email devo parlargli al telefono come se fosse un caro amico. Eppure, con il coraggio tra le mani e la fifa nelle mutande, ho composto il numero.
P:<<Pronto?>>
<<Salveprofessoresonolasignorinachedovrebbeesaminaredomanilevolevoricordarechee...>>
P:<<Scusi, può parlare più lentamente?>>
<<Sì. Sono, la, signorina, che...>>
P:<<Non ho tutta la giornata davanti. Se si tratta di una promozione le dico già no, mi trovo bene con il mio operatore, arrivederci.>>
Fine telefonata.
Incredula, ho ricomposto il numero.
<<Sono la studentessa che le ha chiesto di fare esame domani.>>
P:<<Ah salve, credevo fosse un call center. Sì domani...a che ora eravamo rimasti?>>
<<Alle 10.>>
P:<<Perfetto, allora ci vediamo alle 16.>>
<<Ma prof, aveva detto le 10! Io inoltre sono pendolare e...>>
P:<<Ma no, avevo detto le 16. Arrivederci.>>
Alle 16. Il che significa partire come minimo alle 13 per tornare alle 20.
Fattibile se non fosse stato per il fatto che non avevo alcun passaggio per la stazione.
Padre:<<Eventualmente all'andata potrei darti io un passaggio, tanto devo andare in quelle zone.>>
<<Oh padre, mia salvezza! A che ora?>>
P:<<Beh, di mattina presto.>>
Ah. Il che quindi significherebbe stare almeno otto ore per i corridoi a farmi corrodere dall'ansia.
Pazienza, meglio accettare.

Perciò, stamane, con il cuscino ancora sulla faccia, mi son svegliata "felice" per lo meno all'idea che, nell'ultima settimana, c'è stato un clima così mite e luminoso da poter passare quelle lente ore di agonia immersa nella natura circostante la facoltà.
Una magliettina leggera, i pantaloni e...
DILUVIO.
Dieci gradi in meno e cielo nero come le mie occhiaie.
<<Ma porca di quella pppppp.......>>
Non so perchè ma m'è sembrato un dèjà vu di Settembre.
Pur non di meno, abbiamo affrontato il traffico catanese da "cazzo piove! Meglio guidare a mentula canis" e siam giunti a destinazione.
Scesa dall'auto ormai eravamo io, l'ansia e l'esame.
Anzi no; eravamo io, l'ansia, l'esame e la pipì che scappava.
Corsa in bagno e fatto quel che dovevo, ho lavato le mani, aperto la porta e...l'ho sbattuta in faccia al prof.
Sì, proprio a quello che m'avrebbe dovuta esaminare.
<<Oddio professore, mi scusi!!>>
P:<<Stia tranquilla, non m'ha fatto nulla. Come mai qui di prima mattina?>>
<<Beh, essendo pendolare o venivo adesso o non avrei avuto modo di poter raggiungere la facoltà.>>
P:<<Ah, è pendolare? Poteva dirmelo.>>
L'avevo fatto via telefono, specie di *censura*.
P:<<Comunque è il suo giorno fortunato. Non si è presentato nessuno.>>
<<Non capisco il nesso.>>
P:<<Se vuole la esamino subito.>>
<<Qui davanti al bagno?>>
P:<<No.>>
silenzio carico di imbarazzo (mio) e sdegno (suo).
P:<<Andiamo nel mio studio dopo aver trovato un testimone.>>
Oh professore, capisco che lei sia ancora giovane e aitante ma son già fidanzata e così, una proposta di matrimonio su due piedi....
Ah no, giusto, il testimone per l'esame. E mo' dove lo trovo?
Per fortuna ho scovato un mio collega intento a dar di matto in aula studio con un'altra materia pallosissima e che, dato lo scazzo, era ben disposto a distrarsi fungendo da testimone.
Da qui, ebbe il via l'esame più breve della storia.
P:<<Allora, oggi può parlare?>>
<<Sì, il dente del giudizio ha messo "giudizio", eeheeh.>>
Silenzio tombale, il ritorno.
P:<<...ok, iniziamo. Mi parli di questa tecnica di analisi.>>
Oddio, il vuoto nella testa! Eppure...eppure le parole sono uscite da sole, stando al testimone!
P:<<Va bene, mi dica invece perchè usiamo questo reagente in questa condizione.>>
Stando al mio amico-testimone, ho risposto così bene che i libri posti dietro le spalle del professore si son messi ad applaudire.
Intanto però io sudavo come nemmeno un cinghiale in un forno può sudare.
Stava andando troppo bene, impossibile fosse il mio esame.
P:<<Adesso....no, va beh, alla fin fine potrebbe bastare quanto ha detto fin ora. Ha saputo spaziare tra gli argomenti anche se la vedo particolarmente agitata. Per me può finire qui, l'esame è superato a pieni voti.>>
<<Veramente?>>
P:<<Sì, certo.>>
<<Ma parla con me?>>
P:<<Signorina, chi altri c'è qui a parte lei, me e il testimone?>>
<<Che ne so, il fantasma di Lavoiser?>>
P:<<Signorina, l'esame è superato però cortesemente, la smetta di far battute che non fa ridere per niente.>>
A distanza di venti giorni dall'esame impossibile, sono uscita da un altro studio con una materia in meno e l'incredulità in corpo.
Forse, e dico forse, sono diventata intelligente di colpo?
Che la ruota stia girando anche per me?
Che si siano stancati di vedere il mio brutto muso e vogliono farmi fuori il più presto possibile?
Mistero.
So solo che sono tornata a casa grazie ad un passaggio, mi son fiondata sotto la doccia, ho pranzato e mi son posta un'annosa domanda;
e mo' che faccio che non c'ho nulla da studiare?
Per fortuna mia madre ha trovato la risposta a tale quesito.

M:<<Dato che ci sei perchè non ne prepari un'altra?>>
Ecco. Mai una gioia.

4 commenti:

  1. Beh ma i genitori lo sai come sono: un anno ho dato 14 esami e a casa sembrava non bastassero mai XD
    In ogni caso, mi sono divertito un sacco a leggere questo post XD
    Ah, congratulazioni per l'esame in meno :)

    Moz-

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    1. 14 esami in un anno??? Ammazza, complimenti!!! Comunque è vero, per loro non bastano mai, poco ci manchi che mi chiedano di fare anche esami che non fan parte del mio corso di laurea -.-

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  2. Io muoio ogni volta leggendoti!
    Complimentissimi!

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    Risposte
    1. Ma nooo non morire xD Altrimenti come facciamo senza di te?
      Grazie :*

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