11/01/17

Il Mercoledì più Lunedì della mia vita (fin ora)

Come ho già ribadito, le feste sono finite.
Ciao ciao Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania.
Dobbiamo tornare alla vita di tutti i giorni in attesa della Pasqua.
Si torna a lavoro, a scuola e all'università.
Io, ovviamente, torno in laboratorio.

<<E così domani torni in laboratorio?>>
<<Sì, ma niente di serio..>>
<<Ci devi andare per forza?>>
<<Certo! E' come se chiedessi ad un chirurgo se deve andare per forza in sala operatoria!>>
<<Ma il chirurgo salva vite...>>
<<E io salvo la mia carriera universitaria.>>
<<Speriamo non nevichi, eh eh..>>
<<Sarebbe comunque un'esperienza bellissima. Giocare a palla di neve lanciandole contro i prof, mimetizzarsi tra la neve grazie ai nostri camici bianchi...>>
<<Sai almeno a che ora rientrerai?>>
<<Per nulla. Entreremo in laboratorio a turni di 10 persone. Ergo, potrei essere nel primo turno come nell'ultimo.>>

Perciò, dopo due settimane in cui ogni mattina mi alzavo più o meno così

Oggi ho ricominciato a svegliarmi alle 06:00. Cioè così
Ho scelto l'immagine che meno turbi la vostra psiche

<<Shono pronta per incorniciare...incominciare, sì, incominciare, la giornatahhhhhug.>>
Un piede giù dal letto, l'altro piede giù dal letto, brivido gelido lungo il corpo per la differenza termica tra il piumone e il mondo che mi circonda e...
Sbatto il mignolo del piede sinistro contro l'angolo del comodino.
Sapete...dicono che per incominciare bene la giornata bisogna fare un poco di esercizio fisico appena svegli.
Bene, grazie a questo incontro sfortuito ho saltellato su una gamba per circa venti minuti, imprecando giusto quel tanto per non apparire troppo femminile.
Lo conterò come attività fisica della giornata.

<<Ok, ok. Dolore passato, mannaggialaputtanaladra. Vediamo com'è il tempo fuori...>>
Per fortuna niente neve come pronosticato da quella Nostradamus di mia madre.
Al di là della mia  finestra c'era solo il DILUVIO.
Madre:<<Hai visto?>>
<<La coppia di pinguini che mi salutava dall'Arca di Noè? Sì li ho visti.>>
M:<<Devi andarci per forza?>>
<<Sì madre. E' la mia missione.>>
M:<<Allora te lo prepari tu il pranzo perchè io mi rifiuto di mandarti con 'sto tempo.>>
Cuore di mamma......scaricabarile.
Indi per cui poscia, più assonnata che affamata, ho deciso di dar fondo alla mia arte culinaria per il pranzo da mangiare in facoltà: insalata mista con mais in scatola e salsa greca. Per contorno, due gallette di polistirolo riso.
<<Maaa', dov'è la salsa greca?>>

<<In frigo!>>
Ora, piccola parentesi; il mio frigorifero è di quelli stile americani.
Grande, grandissimo. E pure pieno di calamite (mancano solo i miei disegnini delle elementari, il tempo di trovarli e li attacco).
Solo che, a differenza di quei meravigliosi frigoriferi che vediamo nei film e telefilm, quello che serve non è MAI a portata di mano.
Non si sa per quale oscuro motivo ma i barattoli di sottaceti aperti, di maionese, salsa greca e quant'altro finiscono sempre in fondo, a ridosso della parete dove prima ghiacciano e poi sedimentano come stalattiti.
Perciò, dopo circa venti minuti a ghiacciare lì davanti, ho finalmente identificato il tappo blu della salsa greca. Ho allungato la mano con fare felino e....

-Unghia dell'indice sinistro rotta
-unghia del mignolo sinistro che si piega al contrario ma non si rompe
-anulare e medio graffiati contro lo spigolo di non so che cacchio ci mette mia madre lì dentro.


Secondo saltello aka "esercizio mattutino più meditazione zen per mantenere la calma interiore".

Finalmente preparato il luculliano pasto e decisami ad uscire dal caldo pigiama per indossare i freddi vestiti della giornata, son dunque partita alla volta di Catania.
Padre:<<Suvvia, dato l'orario in cui partiamo non dovremmo beccar traffico! E poi non sta più piovendo..>>
Ah, stolto!!! Ah, povero illuso!
Il tempo di imboccare l'autostrada che il diluvio si è di nuovo riversato su di noi. Inoltre, abbiam beccato tre rallentamenti, l'ultimo dei quali in prossimità dell'obiettivo (la facoltà) causa lavori al manto stradale.
Con la pioggia.
Lo dico io che siete dei geni.

Giunta in quel del dipartimento, dopo vari baci e abbracci con i colleghi pendolari che non vedo dall'inizio delle vacanze natalizie, l'unica gioia in questo mare di maiunagioia me l'ha donata il collega di Catanzaro che, autonomamente ha deciso di portarmi un bel barattolo di nduja.
No, non è vero, gli ho sfrantumato le palle per tutto Novembre e Dicembre.



Collega:<<Oh, ma a te son apparse le materie del piano di studi?>>
<<No! A te?>>
C:<<A me sì...>>
<<Ok, vado dalla signora della segreteria.>>
Qui, non so per quale Santo in Paradiso, non c'era nessun altro studente prima di me.
Così...
<<Mi scusi, vorrei notizie riguardo il piano di studi. Fino a due giorni fa non appariva nulla sul Portale.>>
S:<<Impossibile.>>
<<Impossible is nothing.>>
S:<<Ma avrà fatto la richiesta da poco.>>
<<A Ottobre.>>
S:<<Eppure il server li registra in automatico una volta cliccato "invio". Ha cliccato "invio"?>>
<<Veramente la sua collega me l'ha fatto fare alla vecchia maniera, ovvero cartaceo.>>
S:<<Ahhhh e quelli li dobbiamo ancora mandare!>>
<<Ahhh ma con calma eh, non vorrei si ammalino i fogli con 'ste temperature!>>
Voglia di lavorare, saltale addosso.

A seguito di questo simpatico siparietto, è giunta finalmente l'ora del laboratorio al SEM.
Lezione teorica per capire cosa dovremmo fare e promessa di inizio esperienza dopo pranzo. 
Tutto normale se nonché....

Collega:<<E se facessimo un primo turno ORA?>>
<<Ma sono le 12! E prima che il campione sia pronto passa almeno mezz'ora!>>
C:<<Eh, ma io dopo c'ho da fare.>>
<<Se è per questo io c'ho il treno.>>
Prof:<<Allora chi dopo deve studiare o prendere mezzi pubblici può già indossare il camice. Alle 12:30 tutti in laboratorio.>>
Ora, se già fare laboratorio di prima mattina o subito dopo pranzo è una situazione tremenda, farlo prima di pranzo e con fame è ancor peggio.
Dunque, fregandomene della comodità e dello sguardo allibito di professori e assistenti, ho mangiato la mia nutrientissima insalata con salsa greca in corridoio.
Come Aristotele, da brava peripatetica (non nell'accezione negativa) camminavo e parlavo. Camminavo, parlavo e mangiavo.
Collega:<<Ma che cacchio stai mangiando?>>
<<'nfalafa con maisss e faffa greca...>>
C:<<Gesù, hai tre quarti di condimento in faccia.>>
<<Daffefo?>>
C:<<Sembri uscita da un film porno di serie D.>>
<<Perchè esistono film porno di serie A?>>
Professore:<<Allora raga.....signorina, ma cosa sta mangiando?>>
<<Insalata con salsa greca. Scusi ma avevo fame...>>
P:<<La prossima volta almeno porti qualcosa di più gustoso, così può offrirmela. C'ho fame anche io.>>
<<Se vuole ho della nduja nello zaino, ha del pane?>>
Finalmente, dopo il lauto pasto e una sigaretta fumata al freddo e al gelo, il laboratorio è incominciato.
Cristallizazione del campione e analisi al SEM.
Durata? Un'ora scarsa.
<<E mo'?>>
C:<<Vatti a prender la metro e tornatene a casa.>>
<<Hai ragione, tanto ormai non ho nulla da fare e piove poco, molto poco. Giusto il tempo della strada dalla Cittadella al Borgo e sono in stazione.>>
C:<<Sbagliato.>>
<<What?>>
C:<<La fermata della FS è stata soppressa.>>

Già. Dopo venti e passa anni a Catania han aperto una nuova fermata a Stesicoro. Tra la gioia e l'incredulità di molti catanesi (che non sapevano nemmeno dell'esistenza della Metropolitana nella loro città), è stata aggiunta una nuova fermata a quella di Borgo, Galatea, Giuffrida, FS e Porto.
Solo che, poichè così saremmo stati troppo cosmopoliti e quindi non avremmo avuto più motivo di lagnarci dei mezzi pubblici, han ben pensato di eliminare la fermata FS (quella presa da TUTTI gli studenti pendolari) e aprirne un'altra a pochi metri sì dalla stazione, ma in una zona super malfamata.
Come se i 2 km a piedi dalla facoltà non fossero abbastanza.
Presami comunque di coraggio, ho affrontato il viaggio con la speranza di non esser rapita da qualche malintenzionato e, dopo varie corse in cui il mio cuore stava per cedere insieme alle bretelle dello zaino, sono giunta in stazione.
<<Il treno Regionale delle 14:26 partirà dal binario 5 invece che dal 6.>>
Ok.
<<Il treno  delle 14:26 partirà dal binario 4 invece che dal 6.>>
Va bene....
<<Il treno parte dal 5. Anzi no dal 6. Anzi no dal 3. Anzi no dal 2. Anzi no, porta 15 minuti di ritardo e parte di nuovo dal 5. Anzi, facciamo venti minuti di ritardo e partenza dal 4.>>
CAZZO, DECIDETEVI!
Dopo vari giri tra i binari, inspiegabilmente son riuscita a prender il treno e tornare a casa. La mia sedia, il mio scaldino, la sicurezza della mia tana. Il peggio era ormai passato.

Poco fa, whatsapp...
Collega:<<Allora ragazzi, domani abbiamo solo due ore di lezione, venerdì laboratorio e settimana prossima tutti i giorni laboratorio, sia di mattina che di pomeriggio! Dai che così ci leviam il pensiero!>>

Un'altra settimana. Un'altra soltanto di viaggi della speranza e poi, finalmente, la pausa.
La pausa per la sessione invernale, è ovvio.


4 commenti:

  1. Ti giuro, ho cominciato a ridere da "le gallette di polistirolo" fino infondo!
    Che viaggi entusiasmanti!!!
    Ps: la nduja la voglio anche iooooo!

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    1. Beh, benchè le mangi anche io per sentirmi più "salutare", non posso negare che sembrino fatte di polistirolo xD
      Per la nduja se vuoi ti mando il mio collega di Catanzaro attrezzato di tutto :D Poverino, è tornato dalle vacanze a casa con una valigia solo di prodotti calabri per noi colleghi...

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  2. Io tutti 'sti cambi di binari li avrei considerati pure attività fisica... praticamente hai fatto due ore di palestra quel giorno! :D

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    Risposte
    1. infatti nei giorni successivi non ho toccato l'ellittica manco morta xD

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