Nota critica per una lettura serena

Nota critica:
Ai fini di una lettura serena, pacifica e spero divertente,vorrei premettere i seguenti punti:
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001."
.Cerco semplicemente di parlare di vari argomenti, prendendo ispirazione da esperienze personali e avvenimenti più o meno recenti che talvolta esulano dalla mia vita privata. Questo blog non nasce con fini offensivi verso persone, ideali o religioni; semplicemente generalizzo e condivido i miei pensieri. Grazie e Buona lettura.

20/01/17

Ordina anche tu un profumo della Fuffola

Ammettiamolo. 

Ormai, da più di vent'anni, qualsiasi ragazza conta nel suo giro di amicizie/conoscenze almeno tre o quattro rappresentanti di cosmetici.
Avon, Yeves Rocher, Compagnia delle Befane e chi più ne ha ne metta con tutto quello che offrono.
Cosmetici che, nel catalogo, sembrano bellissimi e indispensabilissimi sì, ma che possono presentare delle piccole sorprese.
Profumi dai nomi intriganti che si rivelano spesso dei veri e propri disserbanti, creme che promettono di trasformare il tuo sedere a forma di contrabasso in un mandolino in una sola settimana ma che bastano per un solo giorno, bagnoschiuma formato famiglia che non riuscirai a consumare mai nemmeno lavandoti tre volte al giorno...di tutto e di più.
Anzi, talune marche propongono anche bijotteria tanto bella quanto farlocca giacchè, spesso e sovente, ossida al primo starnuto.
A prezzi, ovviamente, esorbitanti.
Vista così, pare dunque che l'acquisto di tali prodotti sia inutile. In realtà, tra i millemila rossetti e ombretti, qualcosa di interessante può sempre esserci e perchè no, provare qualcosa di diverso non è mai un male. 
Così ognuna di noi, almeno una volta nella vita, si è cimentata in acquisti da catalogo, fidandosi  delle rappresentanti (amiche e conoscenti) in merito alla non tossicità del prodotto, ai benefici che realmente può darci e al colore di rossetto che sicuramente si abbina al nostro colorito da mozzarella scaduta.
Ed è subito fregatura assicurata.

<<Sai, io sto cercando un rossetto "nude" perchè ho il viso troppo chiaro...>>
<<Ma quale nude! Ti serve questo! L' Eggplant 08942! Per il tuo incarnato è p-e-r-f-e-t-t-o! >>
<<Sicura?>>
<<Sicurissima! Lo usa mia madre/mia zia/mia nonna/mia cugina ed è più chiara di te! Direi quasi albina!>>
Che fai, non ti fidi? Lo usa sua *parente qualsiasi* che è albina...
Peccato solo che poi arrivi un rossetto viola melanzana che su di te sta da schifo.
Anzi, sembra quasi che tu abbia tenuto le labbra incastrate nello sportello del freezer per 24 ore.
<<Mi avevi detto che questa tonalità va benissimo per chi è chiara!>>
<<Infatti mia *parente qualsiasi* lo usa!>>
<<L'ho vista tua *parente* ed è MULATTA!>>
<<Sì, ma si chiama CHIARA di nome!>>

Veramente, in questi casi potrei odiarvi.
E detto così, la soluzione a tale problema pare ovvia: non acquistare niente.
Purtroppo però, ci sono determinate situazioni in cui non puoi dire di no. Qualcosina, anche un semplice mascara o burro di cacao, devi pur comprarlo. Specie se la rappresentante in questione è una tua amica/parente/collega. Perchè? Perchè possono attaccarsi tipo zecca e non mollare fino a quando non hai fatto l'ordine. O, peggio ancora, potrebbe succedervi che ordinino per voi qualcosa di cui realmente non avete il bisogno ma che avete nominato durante un discorso qualsiasi.
Tipo quello che successe a me qualche anno fa con la fidanzata di un mio amico durante una serata qualsiasi.
Amica1:<<Ma che bello il tuo bracciale!>>
Io:<<Grazie! Peccato che non abbia molte cose a cui abinarlo.>>
Venditrice:<<Potresti prender un paio di scarpe o un foulard che riprenda questa tonalità di viola.>>
Io:<<Difficilmente metterei scarpe viola e ancor meno foulard. Però ti ringrazio per l'idea.>>
Fine del discorso.
Passarono i giorni, i mesi e... e ad un certo punto mi telefonò.
Venditrice:<<Ciao carissima!! E' arrivato il tuo ordine!>>
<<Il mio che?! Hai sbagliato numero mi sa.>>
V:<<Ma no, è proprio il tuo! Ricordi che volevi qualcosa da abinare al tuo bracciale?>>
<<Sì, ma che c'entra?>>
V:<<Bene, la marca Fuffola, che io rappresento, non vende solo cosmetici ma anche accessori! Quindi ti ho ordinato un bellissimo foulard da abinare al tuo bracciale!>>
<<Ma io non uso foulard! Mi sanno di vecchia zia zitella!>>
V:<<Che simpatica! Comunque vengono 25 euro. Domani te lo porto, non scordare i soldi!>>
Ma chi te l'ha chiesto?!!?
Purtuttavia per non sembrar scortese (in realtà per non fare la stronza, dietro consiglio del mio fidanzato), mi son ritrovata con un orribile foulard fucsia con ricami in oro. E una persona che odio in più. 
Da quel momento, perciò, in presenza di questa ragazza non nominai mai più cosmetici e quant'altro potesse ordinare a mio nome. 


La lezione sembrava esser stata assimilata e il pericolo di ordini non richiesti scampato.
Fino a qualche mese fa (prima delle vacanze natalizie) in facoltà. 

C:<<Buono il tuo profumo! Cos'è?>>
Io:<<E' un profumo al frutto della passione che m'ha regalato una mia amica. Lo adoro ma purtroppo sta finendo e non so dove acquistarlo.>>
C:<<Che marca è?>>
I:<<Si chiama Pincopalla.>>
C:<<Ma io sono una rappresentante della Pincopalla! In questi giorni devo fare degli ordini per alcune amiche, vorresti prenderlo? Ti mando il catalogo domani via email.>>
"Ok. Almeno lei m'ha chiesto se voglio ordinare il profumo." ho pensato. "Forse stavolta potrò fare acquisti senza ritrovarmi con la fregatura." ho continuato a pensare.
Il giorno dopo, con il catalogo davanti, ho analizzato prezzi, colori e descrizioni di tutti i prodotti in vendita optando alla fine per il profumo e un burro di cacao, il tutto per soli 8 euro. Non un affarone ma accettabile come primo acquisto.
<<Ho scelto cosa prendere.>>
C:<<Perfetto! Dimmi pure.>>
<<Il profumo e questo burro di cacao. Sono indecisa però tra gusto vaniglia e fragola.>>
C:<<Solo questo?>>
<<Beh, sì. Il resto non mi serve e tra l'altro non so truccarmi, quindi sarebbero spese inutili.>>
C:<<Scusa, ma tu sei l'unica della tua famiglia che ha guardato il catalogo?>>
<<No, l'ha visto anche mia madre ma non le serve nulla.>>
C:<<Beh, siamo in periodo natalizio, potresti comprare qualche regalo a qualche amica.>>
<<Generalmente non ci facciamo alcun regalo.>>
C:<<Tua suocera? Cognata?>>
<<Mia suocera non usa molti cosmetici e non ho cognate.>>
C:<<Ordini quindi solo queste fesserie?>>
<Sì, per ora sì. >>
C:<<Mah, ok.>>
<<Comunque come burro di cacao ho deciso; solo quello al gusto fragola.>>
C:<<Vaniglia no?>>
<<No, non credo di consumarli tutti e due entro l'anno.>>
Cosa ho ricevuto? Il profumo, il burro di cacao alla fragola....e quello alla vaniglia.
<<Ma io avevo detto no al vaniglia!>>
C:<<Sì, ma ho pensato che alla fin fine sono solo 3 euro in più. E poi magari lo usi!>>
<<Ma non  lo volevo!>>
C:<<Ormai è qui. Al prossimo ordine!>>

Allora me lo fate apposta.
Che siate della Fuffa, della Pincopalla o altro, mi dovete appioppare cose che non mi servono/non voglio? Che c'ho scritto, "scema" in fronte? Mi sa di sì.
Da ciò, nei giorni a seguire ho cercato di evitare la mia collega come la peste.
Cambiavo direzione se la incontravo in corridoio, adducevo a scuse idiote tipo "mi si scuoce il sale di Mohr che ho sulla piastra termica" quando mi fermava davanti ai laboratori e via discorrendo.
Basta acquisti anche con lei.
Fino a quando...

Cinque giorni fa. Whatsapp.
<<Ciao, come stai? Scusa il disturbo ma hai notizie dell'esame con il prof X?>>
E' lei, la collega-rappresentante Pincopalla.
<<No, mi dispiace non  so nulla. Comunque tutto bene, e tu?>>
C:<<Studio, eh eh. Senti, ho il catalogo nuovo. Vuoi vederlo?>>
<<Va bene ma non credo mi serva qualcosa per il momento.>>
C:<<Va beh, ma tu dagli comunque un'occhiata. Mica ti obbligo ad acquistare!>>
<<Ok, inviamelo e domani lo guardo.>>
Ora, non so se sia stato il caso o l'angelo custode del mio portafogli, ma poche ore dopo questo scambio di messaggi c'è stato un guasto in zona che m'ha reso impossibile collegarmi ad internet per una settimana. Ergo, non ho potuto guardare il catalogo.
Purtuttavia, ieri,  c'è stata la seguente discussione su whatsapp.
C:<<Allora tesoruccio, hai scelto qualcosa? Domani faccio l'ordine! Bacino!>>
<<Mi dispiace ma sono senza internet a casa, non ho potuto guardare!>>
C:<<Hai internet nel cellulare? Sai, le email si possono aprire anche da lì.>>
<<Ma lo schermo è piccolo, non vedrei bene.>>
C:<<Dal cellulare si vede benissimo, hanno migliorato le immagini e caricano più velocemente rispetto al pc. Non dire stronzate.>>
<<Guarda, sarà anche vero che dal cellulare si veda comunque, ma preferisco sfogliarlo in formato per ciechi sul pc che sprecare giga. E' già tanto che lo usi per Whatsapp.>>
C:<<BALLE! Se non vuoi ordinare con me dillo prima!>>
<<Ma è la verità!>>
C:<<Pensi che io ti creda?>>

Sapete com'è finita? M'ha bloccata. Credo che m'abbia mandato anche qualche maledizione, ma fino ad ora non ne ho le prove.


Sinceramente, ma cosa passa nelle teste delle rappresentanti?
Capisco che più vendono e più ci guadagnano, ma non possono fare ordini non richiesti per terze persone o imporre almeno un acquisto quando qualcuno non vuole niente!
Anzi, sapete che vi dico? Torno all'acquisto dei cosmetici alla vecchia maniera; con il Cioè.
Preferisco quei lucidalabbra collosi e glitterati, più tosto che combattere con le rappresentanti. Almeno, avrò qualcosa di più interessante da sfogliare e so già che fregatura cosmetica avrò.

8 commenti:

  1. Risposte
    1. C'ho provato ma purtroppo sanno che non è vero (m'han vista più volte usare prodotti diversi, specie per esempio con i burri di cacao).

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  2. Non ho mai acquistato dalle rappresentanti perché boh, non mi garba. Hai incontrato brutta gente e avresti dovuto dire no. Sei troppo buona!

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    1. Nel primo caso sicuramente son stata fessa, altro che buona :D Nel secondo...beh, son contenta di esser stata bloccata:D

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  3. io sono stata solo due volte ad una presentazione
    la prima di tapper... ho preso una bottiglietta per andare in palestra
    la seconda ad una sorta di "valigetta rossa", ma di un'altra azienda... ho preso 3 cosette, e le ho regalate tutte a natale!
    ma mi sono imbattuta in persone piacevoli, un po' insistenti magari, ma piacevoli
    sono stata decisamente più fortunata di te!

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    1. Anche io anni fa partecipai ad una presentazione per il Bimby e quella sì che m'è piaciuta :D Al di là del cibo mangiucchiato, la rappresentante era molto cordiale e non ha minimamente obbligato tutte le signore presenti a comprarlo (anche perchè il costo c'è, ammettiamolo), ma la signora in questione fa questo mestiere da anni e sa come relazionare con le possibili clienti mentre le due rappresentanti di cosmetici che ho beccato io...beh, almeno con me non c'han saputo fare :D
      Mmmhhh la "valigetta rossa"...sbaglio o ne hai parlato in un vecchio post? :P

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  4. Una volta quella che era la mia migliore amica dell'epoca faceva la rappresentante Avon e mi sentivo quasi in obbligo di prendere qualcosa ogni mese.
    Però anche sui cataloghi son sempre le stesse cose dal 1960!

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    1. Allora non l'ho notato solo io che spesso vendono sempre le stesse cose, cambiando al massimo il nome o il quantitativo :D

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