E' Noto che in (t)Avola ci si Vendica(ri)...[Parte 4]

Nelle puntate precedenti: dopo una lauta cena e un altrettanto lauto riposo, i nostri giovani viaggiatori si son destati per affrontare la seconda giornata del loro viaggetto romantico.
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Ore 07:00. Suona la sveglia.
La sottoscritta è comodamente adagiata a mo' di quattro di bastoni, tenendo un cuscino sotto la testa e uno vicino il fianco sinistro. Alla sua destra, il suo uomo dorme rannicchiato in un angolino. Con il lenzuolo. E la coperta. Freddolino che non è altro.
Io:<<Amò, sveglia...>>
F:<<Altri cinque minuti.>>
I:<<Dai che dobbiam lavarci e andare a far colazione! E devo anche rifare il letto.>>
F:<<Ma siamo in Hotel! Perchè devi rifarlo?>>
I:<<Perchè son stata cresciuta dalle monache.>>
F:<<Ma se hai frequentato le scuole pubbliche?>>
I:<<Infatti con "monache" intendo mia madre e mia nonna. Quelle son capaci di lavare casa prima che venga la signora delle pulizie per dimostrare che non sono delle disordinate.>>
F:<<Ok, mi sa che sto ancora dormendo perchè questo discorso è assurdo. Vado in bagno.>>

Vestiti e assonnati, siam scesi a far colazione: caffè, crostata alla nutella, kiwi, succo d'ananas, bomba fritta ripiena di ricotta, melone... questo solo io. Lui? Un caffè e un cornetto mignon. Che fidanzato salutista.
Da qui, caricata l'auto e consegnate le chiavi alla donna delle pulizie, siam partiti alla ricerca di una qualche putia, ovvero di un negozietto alimentare dove poter acquistare dei panini imbottiti. Trovato quasi subito ciò che cercavamo, la sottoscritta sì è diretta al banco salumi consapevole di cosa volesse.
I:<<Salve! Vorremmo una coppia di gemellini con galbanone e mortadella e una mafalda con auricchio piccante e mortadella!>>
Commesso:<<EH?>>
I:<<I gemellini..la mafalda...>>
C:<<Gemellini? Ma parla dei miei nipoti?>>
I:<EH?!>>
In soldoni, da quelle parti i gemellini (i panini in foto) non li conoscono. Così, recuperato il gap culturale e spiegato il malinteso, abbiam stretto amicizia anche con il proprietario del negozio e la corrispettiva madre; c'han raccontato dei loro figli e nipoti, della storia del negozio, del grado di parentela con una delle ragazze che lavora nell'Hotel in cui abbiam soggiornato e c'han dato tanti consigli sulle mete più gettonate nelle vicinanze.
C:<<Andrete a Cavagrande del Cassibile?>>
I:<<Vorremmo, ma sappiamo che alcuni percorsi son chiusi a causa dell'incendio del 2014.>>
C:<<Lasciando perdere questo, dato l'orario ve lo sconsiglio; il sole è già troppo alto.>>
I:<<Lo so, infatti faremo qualcosa di più semplice.>>
C:<<Vi auguro allora uno splendido soggiorno e auguri!>>
I:<<Per cosa?>>
C:<<Non siete in viaggio di nozze?>>

Uscendo da tale imbarazzante situazione con un educato e bugiardo "siam troppo giovani", ci siam diretti verso la nostra meta: L'OASI DI VENDICARI.
Zaino e ombrellone in spalla, ci siam incamminati lungo il percorso che porta dai pantani  e le saline (dove diversi uccelli migratori sostano) fino alla tonnara. Io, lui, il sole, gli altri turisti.

Camminando immersi nella natura incontaminata e scattando foto a iosa, siam giunti di fronte alla tonnara, dove un forte odore di zolfo provenienti dalle alghe e dalle piante morenti sulla riva c'ha riempito le narici.

Entrati dentro la tonnara, lo spettacolo è stato sicuramente più bello rispetto quella di Avola; ben tenuta e curata, si estende per molti metri con la sua geometria perfetta 
Adulti e bambini, meridionali e settentrionali, italiani e stranieri non si son certo tirati indietro nel far foto abbracciati alle colonne, ai muri o affacciati da una delle poche finestre ancora intatte. E nemmeno io,ovviamente, mi son esonerata da tale gravoso compito.
Percorsa tutta la tonnara, siam giunti davanti la Torre Sveva dalla quale, anticamente, controllavano il mare per adocchiare in tempo le possibili navi pirata. Inoltre c'han pure girato una puntata di Montalbano.
Il sole batteva alto, le mie ascelle grondavan sudore, la mia macchina fotografica si stava surriscaldando e l'odore di zolfo ormai era giunto ai miei bronchi.
In tutto questo, però, ero felice; felice del bel tempo, della camminata, del panorama. 
E della faccia del mio uomo che, come un bambino davanti alle giostre, ammirava l'architettura e il paesaggio che lo circondava.
Poco distante dalla Torre, c'è inoltre un piccolo museo storico-naturale dove son esposte le ricostruzioni delle vecchie navi usate per la pesca dei tonni, le reti e qualche reperto trovato lì vicino. E gli animali. Decine di animali impagliati che vi risparmio.
Grazie alla guida turistica, abbiam imparato i termini tecnici della pesca dei tonni (ai tempi in cui la tonnara funzionava); sappiamo che il rais (dall'arabo, vuol dire "capo") controllava le navi per accertarsi che la pesca andasse a buon fine,"dando il tempo" ai pescatori con una litania in siciliano. Abbiam scoperto cosa voglia dire il termine "fare cappotto" e come veniva inscatolato il tonno pescato. Il tutto, continuando a sudare dato che lì dentro non c'è il condizionatore.
Finito il tour, sentivamo ormai tutti l'impellente bisogno di farci un bel bagno. Purtuttavia, sebbene in alcune zone della riserva non sia vietato, il forte odore di zolfo c'ha persuasi un poco, ritrovandoci in massa a chiedere alla povera guida dove poterci tuffare.
Guida:<<Signori, qui vicino c'è il sentiero che porta a Calamosche, se volete potete dirigervi lì. Vi avverto però che son almeno 40 minuti di strada.>>
I:<<Quanto?! E più vicino??>>
G:<<C'è la spiaggia qui a lato.>>
I:<<Ma la puzza di zolfo è troppo forte.>>
G:<<Ma lo sai quanto spende una persona che va a farsi i fanghi? Qui almeno è tutto naturale!>>
I:<<Sì, ma zolfo per zolfo rimanevo a casa e salivo sull'Etna per fare gli effluvi in qualche zolfatara o cratere!>>
G:<<Sei catanese?!>>
I:<<Sì.>>
G:<<Io amo Catania, c'ho vissuto per anni! Da semicompaesano ti do un consiglio; correte a prender l'auto e andate all'ingresso stradale per Calamosche. Entrate, parcheggiate e da lì fate il percorso più breve. Sono solo 15 minuti, massimo 20.>>
Così, carichi come muli e con il sudore fin dentro le scarpe, siam tornati di gran corsa in auto senza nemmeno lasciare una firma nel diario dei visitatori. Perchè sì, bello camminare all'aria aperta, ma alle 11:00 del mattino e con quel sole, col cavolo che faccio 40 minuti di sentiero.
Dunque, tra finestrini aperti per prender aria e due bottiglie d'acqua scolate in 0,30 secondi, siam arrivati nella seconda tappa della giornata: CALAMOSCHE.

Dopo aver percorso qualche chilometro per raggiungere l'unico parcheggio vicino (avente anche docce, ristorante e bagni pubblici), si può accedere al sentiero "diretto" che porta in questa piccola oasi ritagliata tra le rocce che la sovrastano.
Lungo il percorso (un poco impervio se non si hanno scarpe comode) il panorama inizialmente mostra solo una grande distesa di sabbia e rocce, con qualche arbusto qua e là. Tant'è che, durante il cammino, io e il mio uomo ci aspettavamo di incontrare qualche teschio di bufalo in un angolino o qualche felino di grossa taglia appollaiato su uno dei pochi alberi presenti (ulivi inclusi). Cammina e cammina senza mai vedere la fine, si giunge ad una curva, dalla quale si intravede finalmente la spiaggia. E sì, come vedete in foto, è piccolina.

Montato l'ombrellone, posati gli zaini e levati i vestiti alla velocità della luce, saltando la miriade di turisti stranamente presenti dato il periodo, ci siam tuffati in mare. O, per meglio dire, abbiam camminato per qualche metro in quelle acque cristalline prima di trovare il punto dove potersi immergere del tutto.
F:<<E' bellissima!>>
I:<<Lo so! Non ci venivo da anni, ma è sempre stupenda!>>
F:<<Guarda che acqua limpida, guarda che panorama! E' un paradiso terrestre!>>
I:<<Raggiungibile dopo una camminata infernale ma sì, è bellissima.>>
Stile Laguna Blu, grazie anche all'ambiente che ci circondava, stavamo per darci uno dei baci più romantici della nostra vita quando...
I:<<AHHHHIAA!>>
Son saltata in braccio al mio uomo causandogli almeno tre vertebre incrinate.
I:<<Qualcosa m'ha mordicchiato il tallone!>>
F:<<Amore calma, sono i pesciolini. Questi son dei saraghi, se non erro. Mangiano anche i ricci, sai?>>
I:<<Capisco che ho fatto la permanente (anche se non si vede perchè l'han fatta di merda), ma io non sono "riccia"!>>
F:<<Scema, smettila e muoviti così non ti beccano.>>
Ciao ciao bacio romantico.
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Nella prossima puntata: i nostri eroi gireranno o no il remake di Laguna Blu? Si abbronzeranno? Come torneranno verso l'auto? Dove andranno? Lo scoprirete tra una settimana!

Commenti

  1. Intanto grazie per non aver messo foto degli animali impagliati, sono troppo inquietanti!
    Il posto sembra troppo bello, incrocio le dita per poterci andare la prossima estate. Mi chiedo solo come riesci a mangiare tutto questo alle sette del mattino, al massimo io riesco a bere una tazza di the o.O
    Ammirevole :D

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    1. Il posto è veramente bello! Gli animali impagliati...un poco meno :S Però se l prossima estate riesci ad andarci ti consiglio crema solare a go go e soprattutto che si asciuga subito :D Lì c'è spesso un lieve venticello e la sabbia è molto fine, con il risultato che si diventa una cotoletta impanata e pronta per la frittura :D Comunque, son abituata a far colazioni abbondanti proprio grazie a molte delle gite (con parenti o scolastiche) fatte nella mia vita, dato che dovevo stare anche sette o otto ore senza mangiare (o prima di mangiare un misero panino) :D Però a casa mi limito un poco di più, ovviamente ;D

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  2. Non li conoscevo nemmeno io i gemellini XD
    Posti bellissimi quelli, e le tue foto rendono giustizia ma mi son stancato solo a leggere che alle 11 eravate sotto al sole. Posti bellissimi per altri insomma. XD

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    1. Nemmeno dalle tue parti ci son i gemellini? o.o Allora mi sa che è una forma tipica del catanese! Peccato perchè son molto buoni :P Comunque quei posti son stupendi ma per esser sicuri di non beccare un'insolazione è bene girarli alle sette del mattino :D Infatti sul sito di Cavagrande del Cassibile mettono le avvertenze per chi prova ad andarci dopo le 9 del mattino o prova a risalire prima delle 17 :S

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