E' Noto che a (t)Avola ci si Vendica(ri)...[Parte 2]

Nelle puntate precedenti: Geffer e fidanzato hanno abbandonato la propria provincia natia per andare qualche provincia più in là. Dopo un lungo viaggio e una vescica pronta all'esplosione, i due han riposato le proprie terga sul duro letto dell'Hotel.
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Fatte che furono le ore 16:00 e rincuorati i propri cari con le solite telefonate di rito ("tutto bene? Com'è il tempo lì? Hai mangiato? MI RACCOMANDO!!!"), la nostra giovane coppia di Turisti per Caso si trovava di fronte ad un annoso quesito: che minchia facciamo?
Fidanzato:<<Potremmo andare a vedere la Tonnara di Avola.>>
Io:<<Ma è qui dietro dai, ci andiamo quando vogliamo.>>
F:<<Allora non so, andiamo di nuovo in spiaggia?>>
Io:<<Mmhh...un poco mi secco dato che ho già fatto la doccia. Inoltre il letto è già abbastanza pieno di sabbia dato che qualcuno c'ha appoggiato sopra il costume!>>
F:<<Allora prendi il cellulare e guarda cosa c'è da vedere qui vicino.>>
Io:<<Non c'è bisogno del cellulare, ho già stampato tre possibili itinerari diversi con tre "temi" diversi: natura, ozio e archeologia. Scegli tu.>>
F:<<Amò ma perchè hai sprecato carta e tempo inutilmente?!>>
Io:<<Perchè sono una persona organizzata. Su, su, scegli. Vuoi la uno, la due o la treee??>>
F:<<Scelgo la tre, Mike.>>
Io:<<Perfetto, allora si va a NOTO!>>


NOTO: comune italiano nella provincia di Siracusa, è stato definito la "capitale del Barocco" e il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO. Vogliamo forse negarlo?


Parcheggiata l'auto in uno dei primi parcheggi presenti nel centro della città, i nostri baldi fidanzatini si son immersi nell'arte barocca che contraddistingue questo posto. Oddio, in realtà ci siam immersi nella calca dei turisti stranieri, molti dei quali rappresentati i più classici stereotipi di turista in vacanza in Italia.
Gira che ti rigira lungo il corso principale che collega tutti i monumenti di maggiore interesse, mentre la qui presente scattava foto a iosa per mimetizzarsi con il resto dei visitatori, il proprio uomo si soffermava ad ammirare, estasiato, ogni più piccolo particolare architettonico.
Scatta qui e scatta là, ad un certo punto qualcuno ha bussato sulla mia spalla. Era un ragazzino di 10/12 anni al massimo, con un uccellino in mano.
Ragazzino:<<Hi Miss, do you like my bird?>>
Io:<<Eh? Yes..>>
R:<<Good. Take me a money. Two euros.>>
I:<<No, sorry, i have not money.>>
R:<<One euro?>>
I:<<No, i haven't!>>(lo giuro, non ne avevo veramente.)
Il ragazzino, più incazzato che sconsolato, si è dunque girato non prima di borbottare un più aulico
R:<<Bonu va, chista c'avi i razza cutti!>>
[translate: va bene, questa c'ha le braccia corte (non scuce soldi)]
Alchè, dall'alto della mia maturità intellettuale, ho risposto con un educatissimo
I:<<'Scuta beddu, si non l'haiu non l'haiu!Stuiti u mussu!>>
[translate: mi dispiace carino, ma se non li ho rassegnati]
E fu così che il ragazzino, convinto di aver offeso una turista straniera, si ritrovò ad esser rimproverato da una catanese di prima categoria.
Poco dopo questo simpatico siparietto e recuperato il mio consorte intento a prendere le misure di una colonna, abbiam percorso via Arnaldo da Brescia per raggiungere alcuni dei punti salienti della città fino alla Porta Ferdinandea (la si vede in foto).
Tra le innumerevoli chiese presenti e i tanti monumenti di interesse, anche a causa del poco tempo a disposizione e della stanchezza, abbiam visto il Palazzo Ducezio (antistante la Cattedrale)
vista Palazzo Ducezio dalla Cattedrale
e visitato solo la nota Cattedrale di San Nicolò e la chiesa di Santa Chiara, collegata con il convento delle suore di clausura.
E proprio in quest'ultima ho fatto il giro turistico che più m'ha messa a dura prova: ho visitato il percorso fatto dalle monache di clausura per assistere alla messa e cantare durante la stessa.
Al modico prezzo di 2 euro è infatti possibile visitare il "dietro le quinte" di questa piccola ma bella chiesetta; seguendo il percorso grazie ai cartelli, siam entrati lì dove giovani fanciulle trascorrevano la propria esistenza in silenzio, fede e castità. Il tutto non prima di avere un infarto a causa del manichino con abito da suora presente nella prima stanza.

Io:<<Oh santo cielo!!>>
F:<<Amò siamo in chiesa, non dire parolacce!>>
I:<<Ma 'sto coso m'ha fatto prendere un colpo! Oddio non posso guardarla ho paura che prenda vita!>>
F:<<Mamma mia come sei cagasotto.>>
I:<<Oh, che posso dirti? Fa impressione!>>
F:<<Aspè, il telefono...pronto? Ciao Mamma...sì, tutto ok siamo in un convento di clausura e...no, non credo proprio. Ok, ciao, te la saluto.>>
Io:<<Che è successo?>>
F:<<Niente, mamma mi chiedeva se per caso avessi finalmente deciso di farti suora.>>
Ah-ha. Che spiritosa mia suocera.

Proseguendo lungo il percorso, siam pian piano saliti verso il coro.
finestrella dalla quale prendevano
la comunione
Sali che ti risali, abbiam trovato una botola o, più correttamente, una porta sul pavimento.
I:<<E questa cos'è?>>
F:<<Non saprei, magari una via di fuga o era da qui che raggiungevano il coro...>>
I:<<E se fosse una botola dove buttavan i cadaveri dei figli avuti in gran segreto?>>
F:<<Mamma mia amore, non farti film!>>
I:<<Oppure rinchiudevano qui le indemoniate!>>
F:<<Ancora!! Cammina!>>
E giungemmo così finalmente sul coro, dal quale potemmo godere della vista dell'altare nella navata centrale.
Certo, una vista a quadretti dato che c'è una grata in legno, ma sempre vista dall'alto è.
vista dal coro
F:<<Amore, qui c'è il cartello che indica le scale per salire sulle terrazze. Te la senti?>>
Che domande! Andiamo!
Ecco signori miei, piccola parentesi: non so perchè ma da che io ricordi faccio spesso lo stesso sogno, dove salgo delle scale anguste che non hanno mai fine o che, peggio ancora, portano solo ad una parete senza porte. Inoltre le scale che percorro vanno via via crollando in alcuni punti impedendomi così di riscendere o giungere verso la fine delle stesse. Insomma, sono pane per la psicoanalisi.
Ora, tornando al viaggio, secondo voi com'erano queste scale?
Esatto. Una scala a chiocciola piccolissima in pietra circondata solo da mura. Ad ogni svolta, convinta di raggiungere finalmente la terrazza trovavo solo altre scale via via più strette. E non potevo nemmeno girarmi per fare dietro front dato la strettezza.
Con il cuore in gola e il sudore freddo, son comunque riuscita a raggiungere la terrazza dalla quale si può osservare tutto il corso principale di Noto.
Sì, è la Cattedrale vista dall'alto.
Fatti i selfie di rito e scattate altre 300 fotografie da diverse angolazioni, toccava scendere. E fu subito panico.
Io:<<No, io da quelle scale non scendo! Più tosto mi faccio crescere i capelli come Rapunzel e mi calo da qui!>>
F:<<Dai, ti terrò la mano io!>>
I:<<Sì, così se uno dei due inciampa cade anche l'altro! Li vedo già i titoli dei giornali! "Giovane coppia trovata morta nella chiesa di S.Chiara!">>
F:<<Dato che siam sul tetto della chiesa e non dentro mi sento in dovere di mandarti a cagare!>>
Con la rassegnazione nel cuore siam quindi tornati verso l'inizio di quelle tremende scale fino a che...
Turista:<<Scusate, è questa la terrazza vero?>>
I:<<Sì...ma scusi lei da dove sbuca?>>
T:<<Dalle scale!>>
I:<<Ma ci siam noi davanti le scale, l'avremmo vista!>>
T:<<Ah ma parla di quelle?? No no, quelle non vengono più usate sono troppo anguste e pericolose! Ci sono queste che son più facili!>>
Avrei potuto dire le peggiori parolacce ma ero troppo felice di sapere che non avrei più percorso quella scala della morte.
Usciti dalla chiesa di S.Chiara e dato che mancava solo un'ora allo scadere del tagliando del parcheggio, siam dunque entrati all'interno della Cattedrale la quale, ad esser sincera, dentro è meno bella che all'esterno.
Escludendo la copia dello Spasimo di Sicilia di Raffaello e la porta, mi aspettavo molto ma molto di più.
Purtuttavia il mio uomo, da bravo architetto, è rimasto imbambolato davanti al "plastico" della stessa chiesa, presente nella navata di sinistra, lasciandomi a gironzolare per la chiesa da sola.
il plastico: odi et amo degli
architetti
Usciti e percorsa tutta la via fino alla Porta Ferdinandea, dato il caldo e il poco tempo a disposizione, è sorto un desiderio comune: prendere qualcosa di fresco.
F:<<Che ne dici, granita?>>
I:<<Beh, son già le diciotto...non so. Però non mi dispiacerebbe andare in qualche bar.>>
F:<<Anche tu vuoi la granita?>>
I:<<No, devo far pipì.>>
Raggiunto il primo bar abbiam guardato il listino prezzi e siam scappati. Perchè?
Perchè non si può far pagare una granita senza brioche QUATTRO EURO!
Cioè, capisco che è il corso principale e si devon spillare soldi ai turisti, ma 4 euro una granita è un furto dato che in media la si paga 3 euro con annessa brioche! Purtroppo tale prezzo viene però applicato da ogni bar presente e perciò, con il desiderio di granita ancora vivo tutt'oggi, abbiam optato per un aperitivo al medesimo prezzo.
Prosecco, tartine, arancinetti, vescica svuotata e il sole ormai prossimo a tramontare del tutto per far spazio alla notte.
Solo in quel preciso istante ci siam resi conto di esser davvero in vacanza.
F:<<Allora amore mio, che facciamo?>>
I:<<Direi di continuare a girare Noto ma non so se di sera facciano entrare nelle altre chiese. Inoltre c'è il parcheggio da pagare e io son senza giacchetta.>>
F:<<E già, forse era meglio dedicare un'intera giornata ai monumenti di Noto. Però ti prometto che torneremo qui. Intanto ritorniamo in hotel e scegliamo dove mangiare?>>
I:<<Non c'è bisogno di scegliere, ho già guardato su TripAdvisor qualche locale e ho già scritto nei tre itinerari quali potremmo provare in base alla fame e a cosa vogliam mangiare.>>
F:<<Mamma mia, spirito d'avventura zero.>>
I:<<Sì, ma quantomeno non moriam di fame o di intossicazione!>>
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Nella prossima puntata: quale sarà l'epopea vissuta in merito ai locali? Dove e cosa mangeranno? Visiteranno qualcos'altro o ci sarà la versione VM18? Lo scoprirete nella prossima puntata!

Commenti

  1. Mi fa piacere hai messo qualche foto grande che sono troppo pigro per cliccare su quelle piccole XD
    Nella Capitale del Barocco dovrei tornarci che son stato secoli fa.

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    1. Infatti quando le caricavo pensavo "sicuro Pier si lagnerà che son piccole, quindi almeno le più interessanti le metto grandi anche se probabilmente le avrà viste su Facebook"! xD
      Tornaci tornaci che c'è molto da vedere! Ma occhio alle granite!

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  2. Stuiti u musso è P-O-E-S-I-A <3
    Ah, comunque forse hai sbagliato provincia... da questa parte della Sicilia paghi 2,50 una bella brioche col gelato, se ci vuoi la panna sopra il prezzo sale allora ai 3 euro. Però caspita, un'altra bella esclamazione sicula ci stava, che prezzi assurdi!
    Tanta ammirazione per la scaletta (sono claustrofobica, dico solo questo)

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    Risposte
    1. Dalle mie parti (Catania) il prezzo per granita e brioche si aggira proprio attorno a quello che dici tu (la più cara, escludendo Taormina, l'ho pagata 4 euro con brioche e panna sopra e sotto) ma a Noto davvero, i prezzi eran assurdi sul corso principale! Perchè con 5 euro abbiam fatto un buon aperitivo mentre per avere brioche+granita+panna possibilmente pagavamo almeno 6/7 euro a testa!
      Per il "stuiti u mussu" lo so, di tanto in tanto esce la poetessa che è in me <3

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