Traumatici rinnovi

Doveva succedere prima o poi. Alla fin fine, tutti noi ci passiamo e ci passeremo sempre più spesso, che lo si voglia o meno.
Eppure questa situazione rientra tra gli avvenimenti che sconvolgono la propria vita come la laurea, il matrimonio, il primo figlio, il primo capello bianco e il non avere soldi durante il black friday. Che poi, nemmeno a farlo di proposito, è successo tutto proprio di venerdì. Il venerdì degli sconti.

Dopo esser riuscita a dare quel maledetto esame che m'ha regalato tanta gastrite e un nuovo soprannome, mi sentivo "felice"; un altro peso in meno, un altra tappa superata per il grande giorno che sembrava tanto lontano qualche anno fa.
Inoltre, dopo esser stata esaminata, mi son divertita nel riempire i bidoni di azoto liquido indossando solo degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico "perchè diamine mettete la bombola all'esterno sotto il sole cocente?!", mentre chiacchieravo con le colleghe dei progetti futuri, di viaggi e master, di cibo e film.
E, come sempre, ci siam lasciate andare a del sano gossip, ai progetti per il natale e il capodanno e a consigli più o meno hot sorseggiando nel contempo la Brasilena che il collega calabrese ha portato dalla sua terra natia (e che è tremendamente dolciastra).
Ci sentivamo giovani e forti, proprio come i personaggi di telefilm per adolescenti perchè questo siamo in barba alla gastrite, al metabolismo lento e a tutto ciò che ormai ci fa compagnia. Ma...

Squillo del telefono. Mia madre.
M:<<A che ora torni?>>
<<Presto, perchè?>>
M:<<Come perchè? Hai dimenticato il fatto che oggi RINNOVERAI LA PATENTE?>>

Ebbene sì; son passati dieci anni dall'esame per la patente. Un esame che rimarrà negli annali della scuola guida da me frequentata.

Flashback: novembre 2007.
L'insegnante di scuola guida ci diede appuntamento alle 16 davanti i suoi uffici per l'esame pratico.
Sapevo che, essendo in 40 e più ragazzi, la probabilità di farlo immediatamente fosse molto bassa e perciò a pranzo mi concessi un bicchiere di vinello locale.
Papà:<<Ma non hai l'esame?>>
<<Non è detto! L'istruttore dice che siam tanti e chi ci esaminerà ha poco tempo a disposizione, quindi è ben probabile che venga slittata più in là. Però ci vado comunque così saprò quando dovrò farlo.>>
Giunti di fronte alla scuola guida, proprio mentre scendevo dall'auto e mi apprestavo a chiudere lo sportello, un motorino fece una manovra azzardata finendomi quasi addosso; con scatto felino e testa per aria, riuscì sì ad evitarlo ma al prezzo del pollice sinistro rimasto incastrato nella portiera dell'auto.
<<Porca puttana che dolore! Per fortuna che non devo guidare proprio oggi!>>
Già, per fortuna.
Istruttore:<<Oh eccoti! Tieni le chiavi.>>
<<Le chiavi?!>>
I:<<Sì sì, esaminiamo in ordine alfabetico e sei la prima.>>
<<COSA?! Ma io a pranzo ho bevuto del vino e poco fa ho incastrato il pollice nella portiera!>>
I:<<Brava la minchiona! Tieni queste caramelle per nascondere l'alito di alcool e ascoltami; sarò seduto a fianco a te e se c'è per caso qualcosa che sbagli ti farò qualche segnale,ok? Mi raccomando, non fare come tuo solito con l'acceleratore che qui non possiamo metterci a fare le gare con le Apecar come facciamo sempre!>>
[piccolo appunto: il mio istruttore era ed è uno scavezzacollo di prima categoria e aveva trovato in me una più scavezzacollo di lui. Per questo durante le guide con lui facevamo davvero le gare di sorpasso contro le Apecar]
Salì su quella Panda grondante di sudore; sapevo guidare sì, ma tra ansia e dito dolorante non ero sicura delle mie capacità.
Inoltre, benchè l'istruttore m'aveva assicurata che, nelle emergenze, avrebbe fatto qualche segnale, c'era un piccolo problema: soffriva di tic. TAAANTI tic. Quindi come potevo capire quale fosse un segnale e quale no?
L'esaminatore si sedette dietro e mi diede il permesso di mettere in moto l'auto. Pur non riuscendo a muovere tanto bene la mano sinistra, feci il giro dell'isolato rispettando ogni STOP, ogni incrocio e mantenendomi sotto i 40 km orari.
Esaminatore:<<Signorina, capisco che possa metterla a disagio ma la invito ad accelerare.>>
L'istruttore mi guardò e fece un gesto. Tic o segnale?!
Accelerai passando dai 40 scarsi ai 45 km orari.
E:<<Bene, parcheggi qui.>>
L'istruttore mi guardò e bisbigliò "la regola del triangolo!" muovendo alcune dita e strizzando gli occhi. Questi di sicuro erano i tic.
Com'è e come non è, riuscì a parcheggiare senza fare danni o pasticci di qualsivoglia genere.
E patente fu.

Ma adesso, dieci anni dopo quello strano esame, è toccato rinnovarla.
E così, con la consapevolezza degli anni che passano, son andata nell'ufficio apposito per affrontare questa dura tappa.
<<Salve, dovrei rinnovare la patente...>>
Proprietario:<<Salve! Benissimo mi dia i documenti e una fotografia per la nuova patente.>>
<<Fotografia?>>
P:<<Sì, adesso son diverse quindi ci vuole una foto per farla ex novo. Mi raccomando però, nella foto non ci vogliono occhiali da sole nè capelli davanti le orecchie.>>
<<Perchè i capelli non devono esser davanti le orecchie?>>
P:<<Perchè le orecchie rientrano tra i parametri di riconoscimento.>>
<<Scusi, posso capire questa affermazione nel caso in cui io sia il Dottor Spock, ma ho delle orecchie normali come tutti, non vedo il perchè debba...>>
P:<<E' la legge, signora.>>
<<SIGNORINA!>>

Fatta che fu la foto, con annesso brufolone da premestruo in fronte e faccia da narcotrafficante, è toccata alla visita oculistica.
Visita che m'ha fatto un baldanzoso medico di quarant'anni circa.
Dottore:<<Prego signora, si accomodi.>>
<<SIGNORINA!>>
D:<<Mi scusi, ma credevo che una donna così carina fosse già impegnata. Ecco, copra l'occhio sinistro e legga le lettere che le indico.>>
Ne ho sbagliata una sulla riga dei 9/decimi.
D:<<Ora provi con l'altro..>>
Sbagliata anche qui un'altra lettera sulla stessa riga.
D:<<Porta lenti a contatto?>>
<<No, ma mi sa che dovrei fare un controllo più accurato perchè un tempo avevo dieci decimi..>>
D:<<E' normale alla NOSTRA età perdere qualche decimo.>>
<<Prego?>>
D:<<Beh sì, superati i trenta accade.>>
<<Peccato che io sia ancora sotto i trenta.>>
D:<<Ah, non è il suo secondo rinnovo?>>
<<NO!>>
D:<<Mi scusi ero convinto che...sì insomma, ecco...>>
Per fortuna (per l'oculista) è tempestivamente arrivato l'addetto al rinnovo.
P:<<Bene signorina, deve solo firmare i documenti e tra qualche giorno le arriverà la patente nuova a casa. La scadenza è fissata tra dieci anni come ben sa, ma non a novembre.>>
<<E quando sarà, mi scusi?>>
P:<<Non lo sa? Adesso il rinnovo coincide con il giorno del compleanno.>>
<<Giusto per ricordarci quanto siam vecchi?>>
P:<<Ma no, è la legge...>>
La legge un cazzo! Cioè, questo è mettere il dito nella piaga! Perchè già lo so che tra dieci anni non solo mi sentirò una pezza perchè ormai prossima a gli anta, ma anche perchè dovrò rinnovare per la seconda volta la patente!
Insomma, il rinnovo della patente è un trauma.
E' un trauma talmente grande che ho dovuto riprendermi facendo dello shopping.
Dannazione, non c'ho più diciotto anni, m'han scambiata addirittura per una quarantenne e ho perso un deciso di vista.
Lo shopping è l'unica cura.
Peccato che....
<<Mi scusi, di questa maglietta c'è solo questo colore?>>
Commessa:<<No, c'è anche bianca e grigia. Che taglia porta sua figlia?>>

Ma vaffanculo, io da domani compro tutto online. Sperando solo che riesca a leggere le condizioni d'acquisto scritte in minuscolo.

Commenti

  1. Signora ed è subito querela dai carabinieri, cassazione, giudici e aule di tribunale.
    Ne succedono di cose in 10 anni oh!

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    1. Oddio, querele & co no ma diciamo che non sono una signora e non è giusto chiamarmi così xD Che poi, almeno in questo caso, non è tanto il "signora" quanto l'avermi presa per una QUARANTENNE!! =°°

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  2. No va beh.
    Ma poi uno dovrebbe trascorrere il giorno del suo compleanno a rinnovare la patente?!?
    Ma tu mai in quel di Palermo per berci una birretta? Giusto per ascoltare le tue incredibili storie :D

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    1. Ma infatti è una cattiveria inaudita! Già di anno in anno passa la voglia di festeggiare il compleanno...ci manca solo anche il pensiero di dover rinnovare la patente! Comunque prima o poi ho intenzione di venire a Palermo ma devo capire quando dato che non abbiamo ancora un calendario d'esami chiaro e, soprattutto, logico -.-

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  3. Ma che cavolo, il mio compleanno è nella prima settimana di gennaio, dopo natale e capodanno siamo tutti più rincoglioniti per colpa dell'eccesso di cibo. Questi burocrati ci vogliono male!

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    1. Esatto, ci vogliono male! Come se non bastasse anche il trauma della foto tessera orribile, con le orecchie in mostra, in bianco e nero e grande quanto un'unghia!! Sembrano ricostruzioni di vecchi cartelloni di ricercati del west... :(

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