La curva gaussiana della concentrazione

Molti psicologi sostengono che esista la "curva dell'attenzione", cioè la rappresentazione grafica dell'impossibilità della mente umana di mantenere una certa reattività celebrale durante le lezioni/i convegni/qualsiasi cosa necessiti di attenzione.
Ovvero, come riportato dal grafico, superato un certo lasso di tempo la polvere che galleggia nell'aria dentro la stanza risulta più interessante della lezione di meccanica quantistica applicata all'arco plantare a cui stiamo assistendo.

Volente o nolente, grafico o non grafico, questa condizione è nota a tutti. Tutti noi abbiam perso l'attenzione almeno una volta nella nostra vita da studenti, e non c'era bisogno che gli psicologi si prodigassero a spiattellarcelo in faccia. E' noto e risaputo. E' umano, se proprio vogliam vederla così.
Tuttavia, da brava donna di scienza qual sono, mi sento in dovere di dirvi che, così come esiste la curva dell'attenzione, esiste la curva della concentrazione.
Brevetto della dottoressa-psicologa-unachenonc'haachefare Doppio Geffer.
Solo che, a differenza della curva in alto, quella associata alla concentrazione è di forma gaussiana o, per gli amici, a forma di "campana".
Ma perchè parlo della curva della concentrazione? Perchè amo divulgare forte come Alberto Angela. 
A parte le battute infelici sul sommo (perdonami Alberto perchè non so quello che dico), la mia curva è frutto di mesi e mesi di studio. Studio durante il quale mi son deconcentrata a più non posso, ovviamente.
E no, non venite a dirmi che questa cosa riguarda solo me perchè ho testato la mia ipotesi con diversi colleghi. Uso il metodo scientifico, io!

Cosa ci dice perciò questa curva?
Niente di così complicato; durante i primi giorni, come potete vedere dal grafico, la nostra concentrazione è davvero bassa poichè non sappiamo da dove iniziare a studiare; si deve organizzare il materiale di studio, sottolineare i concetti più importanti, fare i riassunti e/o le mappe concettuali...in più abbiamo la nostra vita sociale da dover mantenere.
Quindi, sebbene ci si auto-imponga di stare chini su quei libri almeno 3 ore al giorno per prendere il ritmo, di queste ore se ne fanno realmente la metà.
Tutto il resto è Facebook, Instagram, Whatsapp.
Via via però che la materia appare meno "confusionaria" e il giorno dell'esame si avvicina, uno strano senso del dovere pervade il nostro animo di studenti modello, portandoci a passare anche sei, sette ore (reali) sui libri.
Questo soprattutto perchè si spera di finire al più presto gli argomenti in programma in modo da avere a disposizione più giorni possibili per ripassare.
Così, a scanso di equivoci, si cerca di non cadere in tentazione diventando degli eremiti: niente uscite a meno che non siano cose importanti, niente Netflix, niente allenamento, niente relazioni virtuali con il resto del genere umano e perchè no, in alcuni casi anche niente cura del corpo (ceretta, shampo..).
Ci si impone delle regole e la concentrazione aumenta via via esponenzialmente.
Purtuttavia, dopo circa quindici giorni circa così, il nostro cervello tira il freno a mano.
Ogni parola, ogni definizione e ogni argomento di quella materia ci fa venire la nausea. E non solo a causa della gastrite nervosa.
Da qui, sebbene si tenti di seguire i ritmi frenetici fino a quel momento sostenuti con maestria, la nostra mente incomincia a vagare verso altri luoghi.
Dal semplice "controllo le notifiche durante la pausa studio" ci si ritrova a sfogliare gli album con le foto dei gattini più carini del 2012 su pagine mai calcolate prima.
Dal semplice "posto una foto su Instagam per mostrare al mondo quanto sto studiando" si passa allo stalkeraggio selvaggio del fidanzatino che avevamo alle elementari.
E la concentrazione inizia a calare vertiginosamente.
Per esempio, alcune mie colleghe sentono l'impulso di contare le doppie punte delle loro fulgide chiome o di provare a fare l'hennè.
Altre invece, scoprono di avere il gene di Nonna Papera sfornando dolci a più non posso.
I colleghi maschi, invece, si riscoprono adolescenti scaricando tutti i giochi della loro infanzia, compreso il Gioco dell'Oca versione digitale. E guai a non finire tutti i livelli!
La decrescita della curva è così logaritmica; ad ogni rigo letto e/o ripetuto, ci vengono in mente le cose più assurde; il cercare su Facebook tutti i compagni della materna, leggere articoli sulle diete miracolose, informarsi su quale palestra della zona proponga il corso di zumba aerobico con gli animali domestici, lo scoprire cosa contiene quello scatolone che c'è in mansarda e sul quale c'è scritto "ricevute 96-97"...tutto appare interessante. Anzi no, più che interessante sembra necessario.
Tant'è che, nel caso in cui ci si imponga di non distrarsi, il pensiero ci martellerà fino a quando non si cede a tale impulso, regalandoci poi una sorta di orgasmo nel momento in cui quell'azione viene compiuta.
Ci si sente soddisfatti e rimborsati.
Per esempio la sottoscritta, dopo l'ennesima slide sulla stabilità del fronte di crescita nei processi di nucleazione dei sistemi solido-liquidi (no, non è una formula magica), si è ritrovata a fare l'elenco delle compagne di scuola che si sposeranno nel 2018.
Perchè? Boh!
Una mia amica, laureanda in Storia, s'è ritrovata dallo studiare la II Guerra Mondiale al rivedere tutte le stagioni del telefilm "La Tata".
E un mio collega, dalla caratterizzazione organica si è ritrovato a leggere interessantissimi articoli sulla flora batterica presente nella barba degli uomini.
Ci siam tutti trasformati in Dory il pesciolino.
Però, sorprendentemente, c'è una cosa che nell'immagine della curva non è stata  riportata per questioni di spazio.
Difatti, benchè essa termini con un andamento della concentrazione ormai asintotico allo zero, in realtà la nostra concentrazione  ad un certo punto ricresce.
Quando? Quando manca meno di una settimana all'esame.
Già; in quei pochi giorni prima del verdetto finale, il campanello d'allarme dentro la nostra testa viene attivato, spingendoci così ad un tour de force immane.
Si ritorna ad esser ancora più eremiti del solito rifiutandoci addirittura di parlare con il parentado, si bloccano tutti i social network e ci si lega alla sedia per far entrare in testa quante più nozioni possibili, in modo da avere un 18 assicurato.
Ecco, diciamo che più che una singola curva gaussiana della concentrazione, sono due curve consecutive dove, nella seconda, la decrescita della concentrazione avviene post esame, periodo di tempo in cui il nostro cervello resetta tutte le informazioni ottenute fino a quel momento.
Ora, immaginandole una di fianco all'altra, cosa vi sembrano?
No, non sono le tette sode di una ragazza sdraiata in spiaggia; sono delle montagne russe.
E questo, signori miei, spiega anche il senso di nausea che accompagna lo studio della materia che abbiam davanti.

Esiste un rimedio a tutto ciò? Sinceramente non lo so. Ma vi assicuro che lo scoprirò, a costo di perdere giorni e giorni per fare le opportune ricerche. Tanto, per il momento, mi trovo già oltre il picco massimo della curva della concentrazione. E mancano meno di venti giorni all'esame. C'è tempo per studiare!

Commenti

  1. Sono felice di essere più vecchietto, perché ai miei tempi le distrazioni non erano tantissime...Ad ogni modo la prima parte del grafico è corretta...la seconda diciamo che abbiamo degli alti e dei bassi :P, almeno in base alla mia esperienza.

    Verissimo che si cerca di studiare tutto per poi avere più tempo per ripassare e finalizzare l'esposizione.

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    1. Infatti invidio voi "vecchietti" :D Anche se, rispetto a molti coetanei (e persone più giovani), riesco a non distrarmi se ho il pc spento...inoltre di mio sto con il cel in modalità aerea perchè non sopporto il rumore delle notifiche :D Tant'è che quando apro internet dal cel questi va in palla per il numero di notifiche che arrivano tra whatsapp e compagnia bella :S Comunque, tornando al grafico, l'ho sviluppato studiando i miei colleghi e massimizzando i dati ottenuti, per questo è a campana e non con "alti e bassi" anche se, ovviamente, si presentano in molti casi :D

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  2. Nessun rimedio: poi soprattutto è proprio mentre dobbiamo fare queste cose che, magicamente, tutto il resto ci sembra prezioso. Ci viene voglia di scrivere, ci vengono idee...

    Moz-

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    1. E, soprattutto, si scrivono almeno 5 post su 5 argomenti diversi xD Ma lo dico solo per esperienza personale, eh...

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