Stop. Breathe deeply. Rewind

Quand'ero piccola, la mia vita era costellata di "no" e "devi".
Devi essere ubbidiente, devi essere brava, devi studiare, devi ascoltare i grandi.
E ad ogni "perchè" carico di incognite e incomprensioni, seguiva sempre un "perchè sì".

Quand'ero adolescente, la mia vita era piena di "scordatelo" e "fa' così".
Scordati di avere la libertà che brami, scordati di fare il piercing all'orecchio, scordati di scegliere tu quello che vuoi. Fa' così, studia cosà, vesti così.
E ad ogni rifiuto che urlavo con tutta la forza che mi sconquassava le interiora, seguivano solo sguardi arcigni. 

Quando son entrata nell'età adulta, adulta solo sulla carta d'identità, ogni ordine si è nascosto dietro falsi consigli.
"Perchè non fai così?", "Perchè non scegli questo?", "Potresti fare cosà"....
e ad ogni dubbio, ogni incertezza, ogni tentativo di studiare i pro e i contro di qualsiasi azione/scelta potessi mai fare, nessuno ha mai sentito il bisogno di aiutarmi. Nessuno ha saputo darmi un consiglio che fosse privo di tornaconto.

Ma adesso sono qui. Fuori da quegli schemi temporali che m'ero imposta e che, in un certo qual modo, mi son stati buttati sulle spalle fin dalla più tenera età.
Adesso sono qui, senza aver concluso quello che era stato stabilito fin dal giorno del mio concepimento.
Non una laurea (ancora), non un lavoro (un sogno), non una famiglia sulla spalle (un miraggio).
Ci siamo solo io, i miei libri, e un tappeto di punti interrogativi.
C'è la sveglia alle 06:15 del mattino, la pillola per la tiroide, la colazione. C'è il caffè che va sempre di traverso, il letto da rifare, la faccia da lavare.
Ci son i libri sparsi sulla scrivania, milioni di schemi appesi ai muri, trucioli di gomma e matita che svolazzano di qua e di là. C'è caos fuori e caos dentro.
Con il mio culo ormai piatto a furia di star seduta sulla sedia, il ventre gonfio per la gastrite, le occhiaie scure per le ore passate davanti al pc cercando di tradurre le indecifrabili slide dei prof.

Eppure, guardando indietro, ho fatto cose che un tempo non credevo certo di riuscire a fare; son andata contro il volere di tutti scegliendo finalmente un percorso di studi che m'appartenesse, ho imparato finalmente a leggere quella strana lingua che si chiama chimica, ho sintetizzato il mio primo cristallo e fatto le prime titolazioni.
Ho superato materie che per alcuni erano e son ancora oggi scogli insormontabili, ho preso 30 e 30 e lode, ho dato ripetizioni di chimica.
Io, che fino al post diploma ero convinta che H2O2 fosse la formula dell'acqua frizzante.
Ma.....
Ma adesso che manca poco, adesso che i passi verso la meta si contano sulle dita di una mano, adesso che mi aspetta solo il salto finale....ecco, è adesso che ho perso tutte le forze.
Non tanto per la paura del fallimento, quanto per la paura del tempo.
Tempo che passa veloce e spietato, tempo che non aspetta, tempo che mi strozza.
Con tutti quegli amici e conoscenti che han rispettato lo schema temporale che gli è stato assegnato; con tutti quei parenti che non fanno altro che additare e giudicare senza pensare ai frutti amari dei loro lombi.
Con le rughe che appaiono sul viso, l'orologio biologico che ticchetta, e le pile di quaderni che aumentano.

Ecco, vorrei un bel tasto STOP proprio sulla fronte.
Un tasto rosso, da premere quando manca l'aria.
Fermare il tempo per studiare senza l'ansia dei minuti che scorrono oppure, perchè no, per alzarmi da questa scrivania e ricordarmi che esiste un mondo là fuori.
Per dedicarmi a quello shopping di cui parlo tanto, per andare al cinema a vedere quel film che mi piace, per prendere un aperitivo con gli amici parlando solo di cazzate e non di quante pagine si debbano ancora studiare.
Fermare il tempo per godere della compagnia delle persone a cui voglio bene, prima tra tutti la sottoscritta.
E solo quando mi verrà a noia tutto questo "tempo" per me, farei ripartire il suo scorrere impetuoso. Con le scadenze che incombono, gli anni che avanzano, i consigli mal richiesti che bussano alla mia porta.

Se proprio non bastasse, se anche in questo caso continuassi a sentirmi soffocare, vorrei un tasto Rewind sul cuore.
Un bel tasto nero da premere per eliminare tutte quelle persone che, negli ultimi anni, han risucchiato il mio poco tempo e le mie poche forze.
Un bel rewind per fare le cose nei tempi giusti sì, ma con la testa e la consapevolezza attuale di quello che sono gli altri e di ciò che posso essere io.
Tornare al giorno del diploma, all'adolescenza, all'infanzia per aggiungere mgari un altro "devi"ai tanti che mi riempivano la testa e svuotavano l'anima:
"devi essere felice".
Fermati, respira lentamente, riavvolgi tutto.

Commenti

  1. Il tasto nero c'è: vedrai, tra qualche anno lo saprai usare al meglio! E' ancora presto anche per agitarsi per il tempo che passa. Anche se il tempo è ovviamente nemico degli studenti, ma vedrai, al termine degli studi potrai recuperare molte cose che ti sei dovuta perdere per rimanere seduta a studiare...

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    1. Non saprei dato che, se tutto va secondo i piani, appena discussa la tesi inizio con le lezioni e gli esami della specialistica :D E dopo di questa c'è ovviamente la ricerca del lavoro, la speranza di uscire da questa casa......forse potrò recuperare il tutto dopo la pensione (qualora riesca a percepirla), ma non credo che ne avrò la forza :D

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  2. Capisco l'ansia all'arrivo della fine, che vuol dire per forza un nuovo inizio, ma anche un resoconto di tutta la strada, ma l'unica cosa che posso dirti e che dico a me è che quel tasto rewind non esiste e che gli errori fatti sono stati fatti, che ogni cosa ha creato il nostro percorso ed un percorso unico. Per anni sono stato paragonato alle mie sorelle, per quanto fossero brave, per le scelte che facevano e così via. Ma loro sono loro, gli altri sono gli altri, io ho la mia strada e la costruisco a modo mio, e la scelgo io, come e quando.

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    1. Lo so, e infatti pure io ho scelto e voglio continuare a scegliere la mia strada, ma ci son pezzi della stessa che non riesco a far combaciare ed è questo che mi manda in pappa il cervello :/
      Chissà, magari messa la toppa (la laurea) le cose un poco si sistemano...

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  3. Di "devi" purtroppo ce ne sono anche tanti nell'età adulta, solo che non sono detti ad alta voce, ma impliciti. Quando invece sono detti ad alta voce assumono la forma di suggerimenti (per il tuo bene), accompagnati dall'immancabile "ma perché": Dovresti fare così, ma perché non fai questo...?
    Tieni duro. La meta è ancora lontana, ma almeno sei vicina a una tappa fondamentale. E comprendo più che bene le tribolazioni dovute a quella ghiandola affamata di iodio e selenio.

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    1. Però i "devi" impliciti son frutti del nostro subconscio e della nostra mente, mentre spesso quelli detti ad alta voce (da altri) son solo parole non richieste con un sottile desiderio di far male....
      e sì, la meta forse è lontana ma son vicina ad un tassello importante e, guardandomi indietro, quasi non ci credo dopo tutto quello passato.
      Per la mia amata "ghiandola" beh, più che affamata di iodio e selenio sembra attratta da qualsiasi cosa possa accumularsi come adipe -.- Morire se perdo un etto a causa sua!

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  4. Aspetta, vuoi dirmi che H2O2 non è la formula dell'acqua frizzante?? :O
    Che palle! XD

    In ogni caso... se hai tempo per te, per recuperare i sì, i no, gli obbedisco... PRENDITELO! Puoi prenderlo e continuare a fare solo il necessario (in questo caso, la tesi), ma goderti il relax. E poi magari davvero due settimane di stop, di niente. Che male c'è?

    Moz-

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    1. Ma magari ci fosse solo la tesi! Quella incomincia a settembre, nel frattempo ho ancora le ultime 5 materie :S
      Solo dopo queste e la discussione tesi e la prima sessione d'esame della specialistica potrò pensare di prendermi un poco di tempo...forse!

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  5. Eho tu...
    Orologio biologico? Ma di cosa stiamo parlando?
    Lo sai che adesso si fa il primo figlio intorno ai 40 anni. I ritmi che la società ci impone sono cambiati, e da moltissimo tempo.
    Vivi come credi, senza fretta e senza ansia.
    Peggio delle scelte imposte c'è soltanto il pentimento eterno.
    Buon inizio di settimana.
    A presto.

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    1. E beh sì, tra colleghe e parenti coetane o poco meno, il mio orologio picchietta! In più fin da piccola m'ero imposta di fare il primo figlio prima dei 35 anni (tipo a 28-29 sposarmi e a 30 fare il primo figlio) e invece..... :/
      Per il pentimento eterno ci sto lavorando soprattutto perchè me lo porto dietro dall'infanzia :D

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  6. Ci sono alcuni momenti della vita nei quali, tirare le somme, è inevitabile. Si fa un bilancio, si pesano tutti gli ingredienti, ci si fa prendere dalla nostalgia, dalla paura, dallo sconforto, dall'incognita di ciò che è e sarà.
    Non c'è un percorso prestabilito, non ci sono tappe e scadenze uguali per tutte. Tu hai la tua strada.
    Continua a percorrerla fermandoti quando hai bisogno, deviando quando credi sia giusto.

    E goditi la fine. Ha un che di meraviglioso.

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    1. E' vero, non ci son tappe prestabilite ma sai, quando cresci con la convinzione che determinate cose le devi fare entro una data età, vedi già tutta la tua vita futura più che prestabilita...e anche quando cerchi di andare oltre, quando cerchi di creare le tue tappe con i tuoi tempi, ti ritrovi sempre a chiederti dove sbagli....chissà, magari un giorno tutto questo sarà solo il ricordo di un periodo un po' così, mentre nel giro di un battito di ciglia avrò colmato ogni tappa!

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