Corso di convivenza con ipocondriaci

PREMESSA: in medicina il termine ipocondria si riferisce a un disturbo psichico caratterizzato dalla preoccupazione eccessiva  riguardo la propria salute. Chi soffre di ipocondria è soggetto a tutti gli effetti di un disturbo o patologia spesso riconducibile a gravi e importanti eventi stressogeni che condizionano sotto molteplici aspetti la sua vita. Tra le cause principali dell'ipocondria vi sono l'ansia e la depressione e da un punto di vista psicologico essa è definibile come un meccanismo di difesa da un pericolo interno o esterno, associato alla vita relazionale e sociale oppure all'identità personale. [Fonte: Wikipedia].

Finalmente il lungo periodo di vacanze sta per finire; il Natale è passato, il Capodanno pure e manca poco all'Epifania, che tutte le feste si porta via ma lascia qui i kg accumulati. Il tutto con un freddo boia come non mai a farci compagnia.
Tuttavia, freddo o non freddo, in questi giorni i telegiornali e i giornali tutti (cartacei o meno che siano), non fanno altro che parlare di un solo argomento. No, non sto citando il Reddito di Cittadinanza, la partita Milan-Juve a Gedda o l'inizio dei Saldi senza soldi.
Parlo del picco influenzale.
Non c'è pasto, dalla colazione alla cena, in cui qualcosa non mi vada di traverso al solo sentire che "stiamo per raggiungere il picco delle influenze". Perchè, e ormai lo sapete, io sono ipocondria emetofobica.

Ad esser sincera, non ricordo quando tutto è incominciato; fino ai 20 anni il mio cervello riusciva a razionalizzare ogni più piccolo segnale, permettendomi di vivere una vita abbastanza normale. Anzi, talvolta risultavo essere anche particolarmente menefreghista, bevendo dallo stesso bicchiere di qualche amica o dividendoci qualche sigaretta/panino. Translate, passandoci germi a iosa.
Eppure, dopo un anno in cui nel giro di pochi mesi presi la gastroenterite, due influenze generiche e la mononucleosi, la mia paura per le malattie si è fatta viva.
All'inizio solo ed esclusivamente durante il periodo invernale, più specificatamente dall'8 Dicembre all' 1 Marzo. Successivamente però, complice delle febbri primaverili e il caso di "gastroenteriti" estive qui nella zona (che sono state in seguito collegate all'inquinamento del mare, come Goletta Verde ha dimostrato), la mia ipocondria è diventata la quotidianità.
Oddio, qualche volta me ne dimentico e riesco a vivere una intera giornata senza avere l'ansia delle malattie. Capita, almeno due o tre volte al mese, ma puntualmente ritorna più prepotente che mai grazie a mia madre.
Perchè mia madre? Perchè lei è la fonte numero 1 del terrorismo psico-batterio-viruschestagirando-logico, dato che insegna in una scuola materna. Il che vuol dire, più o meno questo:
Io:<<Com'è andata oggi a scuola?>>
Madre:<<Mah, il solito...i bambini sono sempre più scalmanati e io ormai non ho l'età per seguirli.>>
I:<<Abbè, normal...>>
M:<<In più quattro hanno vomitato, due hanno avuto diarrea e tre tutte e due le cose. E' sto virus che sta girando!!!>>
Sì, insomma, la vita dell'ipocondriaco non è facile. Certo, c'è chi lo è in modo blando e chi ormai ha letteralmente paura di uscire di casa per non contrarre qualcosa (in questo caso si parla di DOC), ma in ambo i casi non è semplice. Perchè non si riesce a godere delle piccole cose. Perchè si passa più tempo a preoccuparsi che a rilassarsi. E, soprattutto, perchè si fracassano i cabasisi a gli altri. Già; quando si è ipocondriaci e si è in comitiva, si passa gran parte del tempo osservando i movimenti degli altri; uno sguardo spento, un colorito diverso dal solito, un rutto di troppo. Ed è subito 3° grado al povero mal capitato.
<<Ehi, che hai?>>
<<Niente, solo un poco di bruciore di stomaco.>>
<<Ah. Da quanto tempo?>>
<<Boh, mi è venuto adesso.>>
<<Hai altri sintomi? Nausea, mal di testa, crampi allo stomaco?>>
<<Ma chi sei, il mio medico curante?!>>

Se essere ipocondriaci non è il massimo, vivere vicino ad essi può essere un filino peggio. Parola dei miei genitori, dei miei amici e soprattutto di quel pover' uomo del mio ragazzo. Conseguentemente, al fine di non strozzare convivere pacificamente con un ipocondriaco, ecco alcune piccole regole auree da rispettare:

1) Non parlare di malattie: sembra banale, ma non lo è. Un ipocondriaco in fase non acuta, può letteralmente dimenticarsi del problema se non gli viene messo davanti a gli occhi. Logicamente, a meno che non si è ammalati, è bene non parlarne. Sì, insomma, non è carino iniziare un discorso con "Sai, Tizio c'ha questo, Caio ha quest'altro, Sempronio ormai ha fatto testamento". Perchè l'ipocondriaco, conoscendo Tizio e Caio, incomincerà a fare 300 calcoli per capire se è stato o meno contagiato da questi. E Sempronio? Sempronio non lo conosce ma sa che tu lo conosci, e quindi potresti essere un portatore sano dei suoi agenti patogeni.

2) Se sei malato, rimani a casa: in tanti, con febbre o altro, si imbottiscono di medicine e vanno in giro a zonzo per la città. Chi per lavoro, chi per studio, chi perchè non riesce a stare chiuso in casa. Quindi, così facendo, si spargono germi a destra e a manca. E questo, per un ipocondriaco, equivale ad un attentato delle BR.
Perchè quando hai paura delle malattie ma sei al contempo costretto ad usufruire di mezzi pubblici stracolmi e/o a dover stare in stanze piene di gente, il tuo cervello va in tilt. Al minimo starnuto, al minimo colpo di tosse, al primo viso pallido ed emaciato incontrato.

3) Non chiedergli cos'ha/dirgli che è pallido: normalmente, quando per una fortuita congiunzione astrale non sta pensando alle malattie, l'ipocondriaco ha altre 100 preoccupazioni come tutti. Magari ha dormito male, magari si sta logorando dentro pensando ad un esame difficile/una riunione importante e, sempre come tutti, lo dimostra anche esternamente. Occhiaie, pessima cera, viso pallido e corrucciato. Però sa che non ha niente (o almeno lo spera). Dunque, dirgli che lo vedete strano e/o chiedergli cosa abbia equivale ad una sentenza di morte. Perchè? Perchè se qualcuno ha notato qualcosa di strano, vuol dire che qualcosa c'è. E parte l'ansia.

4) Non sminuire il suo problema: ok, l'ho già detto. Vivere con un ipocondriaco vicino non è facile ma stiamo sempre parlando di una persona cara con un problema. Perchè l'ipocondria, per quanto si scherzi e si sfrutti come scusa in molteplici situazioni, è davvero un problema psicologico. Perciò quando l'ipocondriaco manifesta la sua paura parlandovene, non sminuite la cosa nè, tanto meno, rimproveratelo.
Se ne sta parlando è perchè cerca di razionalizzare il contesto, chiedendo in modo implicito un piccolo aiuto per tranquillizzarsi.
Dirgli che è pazzo, che ha rotto le scatole e che deve smetterla non solo lo mortificherà, ma lo spingerà a chiudersi in sè stesso aumentando involontariamente il problema, dato che continuerà a rimuginare su quel pensiero cadendo in una spirale infinita di ansia e ipocondria.

5) Distrazione: questo l'ho sperimentato proprio sulla mia pelle e credo abbia senso giacchè, come scritto nella premessa, l'ipocondria è "riconducibile a gravi e importanti eventi stressogeni che condizionano sotto molteplici aspetti la vita". Quindi cosa c'è di meglio di una distrazione per ridurre lo stress e svuotare la mente?
Che ne so, una passeggiata, un bel libro, un buon film, una discussione sulla Critica della ragion pura di Kant, un poco di shopping, un concerto... tutto può essere di aiuto. Ma attenzione: se si vuole andare in luoghi pubblici è bene evitare i giorni di maggiore calca, perchè un ipocondriaco sa che più persone ci sono e più è facile la condivisione di germi, inficiando così lo scopo dell'azione.

6) Pazienza: che è forse la regola per eccellenza. Unita alle regole di cui sopra, è l'unico modo per poter convivere con un ipocondriaco senza finire in carcere per omicidio.

Ovviamente quanto da me detto è solo frutto della mia esperienza personale. Lì dove necessario è bene indirizzare l'ipocondriaco verso un percorso di sostegno psicoterapeutico, in modo da rendere più serena non solo la sua vita, ma anche quella di chi gli sta intorno.
Poi, se volete farmi davvero felice, prendetevi mia madre fino al 30 giugno. Che tra lei e le sue colleghe ammalate che vengono qui a casa mia elargendo germi a iosa, la mia ipocondria è ormai diventata una persona fatta e finita.


Commenti

  1. Eccomi, anche io sono della categoria :D...
    il vaccino influenzale mi aiuta tantissimo, spiritualmente e concretamente.
    Ma non tollero le persone che fanno gli eroi e vanno in giro malatissime, anche perché in teoria non fanno altro che aiutare la propagazione del virus.
    Il dottore suggerisce giustamente di fare qualche giorno di riposo a casa!
    Poi per carità, capisco le partite Iva che non possono permettersi di stare male, però...

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    1. Io purtroppo il vaccino non l'ho fatto e in più non so se posso farlo a causa di altri problemi :/ Quindi immagina con che ansia e angoscia sto vivendo questo periodo!!
      Per le partite iva, dipende molto anche dal contesto; mio zio per esempio ha un negozio e quando lui sta male manda il figlio. Un mio conoscente invece non ha nessuno (è l'unico dipendente) e quando sta male manda qualcuno ad attaccare un foglio sul portone con scritto "Chiuso per malattia" :D
      Insomma, a meno che non sia qualcosa di urgentissimo, il riguardo di sè e degli altri è importante.

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  2. Niente, non sono ipocondriaca quindi non capisco, però mi
    sono fatta 4 risate (perdonami 😊) e ho imparato a prendere più sul serio un paio di persone che conosco.
    A questo punto, è doveroso il nostro saluto: “ti vogghiu ca’ salute”

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    1. Sono felice che i non ipocondriaci abbiano tratto un piccolo insegnamento da questo post- grido d'aiuto :D
      E grazie per il nostro saluto!! :*

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  3. Io sono un ipocondriaco tranquillo, nel senso che mi preoccupo solo di malattie gravi, tipo l'altro giorno avevo un po' di crampi allo stomaco, ed ho pensato fosse necessario stomacizzarmi perché sicuramente ho qualcosa di grave. Sicuramente distrarsi aiuta molto, però è anche vero che posso evitare posti tipo i mezzi pubblici quindi vivo più tranquillo XD

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    1. Stomatiche?? o.O Non l'ho capito :D
      Comunque, fosse per me, i mezzi pubblici li eviterei pure io come la peste!! Ma per andare in facoltà purtroppo devo prendere sia treno che autobus/metro....e dovresti vedere la mia faccia in questo periodo quando il vagone è affollato!

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  4. Io non sono ipocondriaca ma non sopporto comunque quelli che devono per forza uscire ammalati facendo gli untori del proprio malanno. Mi sono ritrovata anche io a uscire per forza malata e mi è sempre scocciato, anche per gli altri, per il rischio di attaccare qualcosa. Non per tutti un'influenza è solo un malanno da niente. Dovremmo pensare più al prossimo.

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    1. Esatto, brava! Al di là dell'ipocondria, ci sono tante persone che possono rischiare la vita per una "semplice" influenza, quindi è bene evitare di contagiarli. Però sai quanti se ne sbattono? Puuuh...

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  5. Dai, c'è sempre l'omeopatia! Anzi no...

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    1. Ipocondriaca sì, ma fessa no :D :D

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    2. Avevo commentato il nuovo post... Ma è sparito? 😮

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    3. Si :( Involontariamente stamane, ancora piena di sonno, invece di sistemare un piccolo refuso nel testo cliccando su modifica ho cliccato elimina e l'ho eliminato :( Tornerò con qualcosa di più succoso sempre in tema HPLC e CNR, promesso!

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