Un po' come papà Castoro

E' primavera. O quasi. Cioè, qui nel giro di pochi giorni siam passati dai 14° ai 24°, per tornare sui 12-13°. Ma, tra un cappotto e i primi pantaloncini, questo mese sancisce anche un'altra cosa: l'inizio del secondo semestre. Mbè, direte voi, e a te cosa interessa? Sei a pochi passi dalla laurea.
Giusto, vero. Infatti sono stata talmente tanto lontana dal dipartimento che, pochi giorni fa, ho avuto il dubbio di essere in tutt'altro luogo. Nuova pavimentazione, nuova aula studio...e, tra tutte queste cose nuove, ovviamente, ci sono loro: le matricole.

Scena: la sottoscritta, vestita come se dovesse andare al Polo Nord, sta chiacchierando con una collega vestita come se dovesse andare a Santorini ad Agosto. Tra un "non ne posso più di 'sta materia" e un "non potevamo spulciare le scimmie invece di iscriverci all'Università?!", è spuntata lei; la matricola non ancora temprata dai ritmi di questo girone dantesco.
Matricola:<<Scusate, voi siete all'ultimo anno?>>
I:<< Perchè?>>
M:<<Io e due miei colleghi vorremmo farvi qualche domanda.>>
C:<<Su cosa?>>
M:<<Su come affrontare questa facoltà. Voi avete più esperienza, quindi...>>
C:<<Io devo andare all'NMR. Ci pensa lei che è logorroica, ok? >>
Tombola. Mi tocca istruire le giovani leve. Così, sotto il nostro amato platano picchiatore (l'albero che ci bombarda con i suoi frutti ogni giorno) ho raccolto queste tre giovani matricole.
I:<<Mi sento tanto "papà Castoro"...>>
 Caline:<<Chi?>>
I:<<E' il personaggio di un cartone degli anni '90.>>
Grignotte:<<Noi non eravamo ancora nati.>>
I:<<Ok, io me ne vado...>>
Benjamin:<<No, ti prego! Dacci qualche dritta!>>
Qualche dritta. Che dritte potrei mai dare io, che ho sempre preso tutto contro mano? 
Con la scusa di dover rullare la sigaretta, ho ripassato velocemente nella mia mente tutto il mio percorso accademico fino ad oggi. Ottenendo, alla fine, questo vademecum.

Come affrontare l'università senza farsi venire la colite, gastrite, stomatite e tutto ciò che finisce in -ite.
1) Seguire le lezioni: banale? Ovviamente sì, ma necessario. Anche perchè, salvo i casi in cui i professori leggono solo le slide, il 90% delle volte aggiungono concetti, formule e assiomi che non si riusciranno MAI a reperire sulle slide, sul libro o internet stesso. E, il 95% delle volte, le chiederanno durante l'esame.

2) Riformulare gli appunti entro 24 ore: a meno che non si abbia la capacità di scrivere in modo chiaro tutto quello che il prof dice, gli appunti presi a lezione sono spesso illeggibili superate le 24 ore. Dunque, una volta tornati a casa, è bene cercare di copiarli "in bella". Magari allegando le slide o integrando con il libro. E' un lavoraccio sì, ma in prossimità dell'esame ci si renderà conto del fatto che non è stato tempo sprecato.

3)Comprare i libri/stampare subito le slide: se si ha la fortuna di avere un sito dove vengono caricate le slide degli anni precedenti, è bene scaricarle immediatamente. Tanto, a meno di un cambio di cattedra, i professori usano gli stessi identici PDF dalla notte dei tempi. Così come i libri consigliati, salvo casi rari, sono sempre gli stessi. Saranno utili per rispettare il punto 2.
[Bonus: tanti ex studenti vendono i propri libri. Quindi occhio alle pagine della facoltà; potreste risparmiare un bel po'.]

4)Ricevimento: è davvero utile per due motivi; il primo è che, durante quell'ora, il prof può concentrarsi sui nostri dubbi risolvendoli. Il secondo invece è che, vedendoci anche al di fuori delle lezioni, "si ricorderà" di noi. Translate, avendo un confronto diretto durante il ricevimento, all'esame sa già qual è il nostro modo di ragionare e quanto davvero abbiamo capito la sua materia e chissà, magari potrà chiudere un'occhio difronte a qualche défaillance
[NOTA: questo non è un assioma, sia chiaro. Ci sono professori incapaci di rispiegare un concetto in modo chiaro, e professori che reputano il momento del ricevimento un mezzo subdolo con cui gli studenti provano ad ingraziarseli. Occhio.]

5)Assistere a qualche esame: a che serve? Serve a capire quali sono gli argomenti più gettonati, vedere come si comporta il professore con l'esaminando, sapere quale argomento approfondire e, soprattutto, ad avere meno paura di affrontare quel momento. In più si possono pure scoprire cose che sono sfuggite durante lo studio/le lezioni.

6)Il professore ha sempre ragione: capita spesso, durante gli esami, che un professore si impunti su una risposta a suo dire sbagliata, anche se, in realtà, è corretta. Un po' per la forma dell'esposizione, un po' perchè è distratto, un po' perchè è proprio stronzo. Dunque cosa fare? Non dire mai "ma nel libro c'è scritto/nella slide c'è/su internet ho letto". MAI!! Più tosto assecondatelo, ingoiate il rospo, cercate di sviare il discorso. Perchè, se va bene, vi abbassa il voto. Se va male, vi boccia.
[ATTENZIONE: ci sono anche rari casi in cui il professore, più che impuntarsi sulla risposta, si impunti sulla persona, bocciandola ripetutamente per motivi futili e/o arrivando ad offenderla davanti a tutti i presenti. In questo caso alzatevi dalla sedia e andate a parlare con qualche professore fidato e/o con il preside del dipartimento.]

7) Ci sono cose che i prof non devono scoprire: per alcune materie è previsto uno scritto prima dell'orale. Alcuni docenti permettono a gli studenti di avere vecchie tracce per esercitarsi ma altri, purtroppo, si rifiutano di darle. Tuttavia, questi compiti, riescono a girare tra gli studenti, grazie a tanti loro predecessori.
Bene. Ma non andate mai dal professore con quella traccia per farvi spiegare come risolvere l'esercizio! Altrimenti, durante l'esame, lui si vendicherà. E voi verrete giustamente lapidati.

8)Prestare/chiedere appunti: avete stretto amicizia con qualche collega? Volete chiedergli gli appunti? Fatelo. Ma porca trota, non teneteli in ostaggio per anni e anni! Quegli appunti sono frutto di ore e ore sui libri, lezioni soporifere e gastrite! Piuttosto fotocopiateli e tornateli al proprietario. In caso contrario non meravigliatevi del fatto che quella persona non voglia più prestarvi nemmeno una matita. 

9)Prima le materie più difficili: si sa che in ogni facoltà ci sono almeno 2 o 3 materie difficili. Tra argomenti, crediti e professori pazzi, se si è costretti a ridare quell'esame almeno 3 volte è già un miracolo. Non di meno, questa materia s'ha da fare. Perciò è bene cercare fin da subito di levarsela dai piedi, soprattutto quando si hanno le lezioni fresche in mente.

10)Siamo tutti sulla stessa barca: l'università non è Hunger Games. Non si vince nulla mettendo i bastoni tra le ruote ad un collega o denigrandolo perchè è rimasto indietro. Ognuno ha i suoi tempi, i suoi metodi e i suoi problemi. C'è chi in quella materia riesce a prendere 30 studiando una settimana, e chi 18 studiando 3 mesi. La solidarietà e il rispetto sono alle basi di un periodo abbastanza complicato, qual è per l'appunto la triennale/quinquennale. 

 Caline:<<Tutto qui?>>
Potrei dirvi di non fidarvi delle apparenze e di non prendere i professori sottogamba; potrei parlarvi della poca affidabilità della biblioteca e della segreteria studenti, di quanto taluni professori si sentano delle divinità scese in terra, dell'utilità o meno di alcuni libri consigliati...le variabili sono talmente tante che un vero vademecum per vivere questi anni in modo sereno è praticamente impossibile. L'unica cosa certa è che per affrontare al meglio tutto, dalla bocciatura al 30 e lode, si deve amare quello che si fa. E si deve fare tutto da sé, senza affidarsi ai consigli di terze persone dato che ogni percorso accademico è diverso, materie da dare a parte.
Benjamin:<<Insomma, non c'hai detto nulla di nuovo!>>
I:<<Cosa vi aspettavate, allora?>>
Grignotte:<<Dritte su cosa studiare per una materia, su come copiare durante gli esami, su quali prof sono stronzi e quali no...>>
I:<<Ragazzi, questo è quello che ho appreso qui dentro. Ringraziate il fatto che vi abbia dato qualche dritta che, ai tempi in cui ero io la matricola, NESSUNO m'ha mai dato!>
Grignotte:<<Va beh, ma mi sa che quando tu eri matricola non c'era manco internet.>>
I:<<Internet c'era, tranquillo. Invece dopo che lezione avrete?>>
Caline:<<Laboratorio con il prof X, perchè?>>
I:<<Bene, allora vi aspetto in laboratorio. Oggi lo affianco durante l'esperienza.>>
A queste parole i tre castorini sono sbiancati. Due hanno iniziato a balbettare mentre la terza è scappata via, forse per il Messico. 
E io? Io mi sono alzata, ho preso la borsa e sono andata a prendere la metro per tornare a casa.
Perchè buona e cara sì, ma stronza anche di più. Tutto grazie alla mia facoltà.

Commenti

  1. Nella mia facoltà (Giurisprudenza) seguire le lezioni era utile, ma non utilissimo, né fondamentale.
    Non c'erano mai degli argomenti fuori testo, erano i testi che avevano veramente troppo argomenti...
    Hai ragione sul ricevimento: io non ho mai cagato un prof e infatti ho pagato dazio.

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  2. Beh, ovviamente questi "consigli scontati" cambiano da facoltà in facoltà.. Nel mio caso sono utili le lezioni perchè molti processi reattivi, molte formule ecc che chiedono all'esame le dicono a lezione :D E sai quante volte se ne fregano del fatto che ci sono anche i non frequentanti (gli studenti lavoratori) ?

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  3. Concordo sulla 2 e la 4.
    In effetti risolve oltre metà del tutto, sia riordinare gli appunti, sia farsi vedere in giro.
    Almeno non si passa per sconosciuti e/o menefreghisti.
    Il prof ha sempre ragione, purtroppo sì, ma fuori gli si può sempre rigare l'auto.
    Poi vediamo.
    Comunque, mi è venuta l'orticaria a leggere di università, madonna che mondo di merda.

    Moz-

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    1. A te a leggere di università? A me è venuta stando lì dentro xD E non solo l'orticaria, purtroppo :D

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